Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Goffredo Fofi, l’intellettuale totale

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A seguito della morte di Goffredo Fofi, avvenuta l'11 luglio del 2025, la Feltrinelli ha dato alle stampe tre saggi, di cui due nuove edizioni di testi già editi in passato: Strade maestre e Le nozze coi fichi secchi e uno inedito, Arcipelago sud. Voci e luoghi della cultura italiana a cura di Mirko Grasso.

Quest'ultimo saggio può essere considerato un vero e proprio testo di carattere enciclopedico, dove tramite la redazione di schede biografiche, in tutto 307,  vengono raffigurati intellettuali, artisti, pedagogisti, sportivi e giornalisti del Mezzogiorno e non, ma che sono indissolubilmente legati allo sviluppo culturale del Sud Italia, come le pagine monografiche su Carlo Levi, Anna Maria Ortese, Pier Pasolini oppure quella riservata a Diego Armando Maradona, quest’ultimo inserito per l'influenza che ha avuto nella cultura popolare napoletana.  Fofi ha iniziato a lavorarci dalla seconda metà del 2024 con la redazione della prima scheda biografica su Eduardo De Filippo.

L'ultima scheda, quella su Leonardo Sciascia, fu completata solamente il 16 giugno del 2025, poche settimane prima della sua scomparsa. Alcune schede, precisa il curatore, nella parte introduttiva del saggio erano in parte già state scritte per diverse trasmissioni radiofoniche su Rai Radio 3.

Da esperto etnologo non accademico della società italiana, Fofi ha mostrato la vastità della multiforme identità culturale, economica e sociale del Mezzogiorno.

Le schede biografiche sono solamente una sineddoche del percorso formativo della cultura italiana del Novecento in cui si evince chiaramente che la cultura meridionale e la cultura italiana sono la stessa cosa. Questa tesi  va a confutare i pregiudizi ormai sedimentati che si hanno per il Sud Italia, oppure le teorie sanfediste neoborboniche.

A questo punto può essere lecita la domanda: perché dell'interesse per il Sud Italia da parte di Fofi?

La risposta la si può dare con una frase che può sembrare banale e di circostanza. Fofi da intellettuale antiaccademico e irregolare era pervaso da una profonda concezione etica della cultura e di tutte le sue forme.

Tale prospettiva che gli si è manifestata prestissimo, a diciotto anni, appena diplomato alle scuole magistrali, lasciò la sua città natia Gubbio per recarsi in Sicilia come volontario nel gruppo del pedagogista Danilo Dolci.

A far prendere quella decisione al giovane maestro furono le letture di Cristo si è Fermato a Eboli di Levi e Contadini del Sud di Scotellaro.

Proprio da quella fase cominciò l'avventura intellettuale, pedagogica e anche politica di Fofi per il Sud Italia, un'attività politica per l'appunto che si è tradotta molti anni dopo, tra il 1994 e il 1996, quando fu chiamato da Antonio Bassolino, allora sindaco di Napoli, a coordinare un gruppo di intellettuali come consulenti per gli affari culturali della giunta partenopea.

Fu un periodo culturale molto prolifico per la comunità napoletana, che lo stesso Fofi denominò in un articolo pubblicato su Panorama con il sintagma di rinascimento napoletano, che è poi sfociato successivamente in un volume intitolato, Verso un rinascimento napoletano in cui veniva analizzato lo sviluppo di una nuova cultura che aveva come centro Napoli.

Erano fermenti culturali nati da un ceto interclassista e interculturale, dove la conoscenza veniva praticata con l'utilizzo di linguaggi nuovi, che si esprimevano con i teatri underground della periferia sud, come San Giorgio al Cremano, con la rete di associazionismo del centro storico o tramite l’utilizzo di un nuovo linguaggio musicale che veniva da Bagnoli, con La Nuova Compagnia di Canto Popolare e che sfocerà con il melting pot di fusione tra il jazz, blues e l'idioma locale nel Neapolitan Power.

Napoli, grazie alla sua posizione al centro del Mediterraneo, era strategica come coacervo di culture, religioni  e tradizioni che si sono poi stratificate diacronicamente in maniera policentrica nel Mezzogiorno e nella Penisola italiana. Arcipelago Sud, può essere quindi considerato un'autobiografia intellettuale del maestro di Gubbio e della cultura italiana.

 

Lorenzo Bravi

 

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

Miscellanea Storia e Filosofia

1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista

Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo

Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa

 

Libere Riflessioni

Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte

Commissione europea: il potere che sfida la legge

Mercato libero o mercato padrone?

Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante

Il pauperismo non tramonta mai

 

Filosofia della Scienza

Ambiguità della democrazia

Solidarietà e liberalismo

Individuale e collettivo

Gli universali nelle scienze sociali

Rovelli sulla fisica quantistica

 

Cultura della legalità

Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale

“La Costituzione in tasca”. Art.9

Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017

 

 

Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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