Riforma della Corte dei Conti: tra accelerazione amministrativa e rischio di minori controlli
E’ una riforma che divide, per la maggioranza rappresenta un passo necessario per superare la cosiddetta “paura della firma” e accelerare l’attuazione delle politiche pubbliche; per il Governo, queste misure servono a “liberare l’Italia da una burocrazia paralizzante” e a favorire decisioni rapide e legittime nella PA. Le opposizioni e la magistratura contabile parlano di “pagina buia” e denunciano un indebolimento dei presidi di legalità sulla gestione del denaro pubblico. Viene ridotta l’area del rischio personale per i funzionari: la responsabilità per danno erariale resta possibile solo in caso di dolo, ma si restringe l’area della colpa grave, perché non saranno più sufficienti i comportamenti imprudenti o gravemente negligenti, in quanto, la colpa grave viene circoscritta a violazioni manifeste dalle norme, travisamento dei fatti o affermazioni di circostanze smentite dagli atti. Scatta l’obbligo per chi assume incarichi che comportano la gestione di risorse pubbliche: prima dell’avvio della funzione, si dovrà sottoscrivere una polizza assicurativa contro i danni patrimoniali derivanti da colpa grave. L’assicurazione diventa parte necessaria nei procedimenti giudiziari. La Corte, in caso di condanna, esercita il potere di riduzione, ponendo al carico del responsabile, il danno o il valore perduto per un importo non superiore al 30% del pregiudizio arrecato. Un importo che, comunque, non può essere superiore al doppio della retribuzione lorda. Lo scudo erariale permanente, introdotto dalla recente riforma della Corte dei Conti, limita in modo stabile la responsabilità dei funzionari pubblici per danno erariale, rendendo strutturale ciò che prima era solo temporaneo, durante il periodo del PNRR. Le amministrazioni potranno chiedere alla Corte dei Conti un parere su atti specifici o sottoporli direttamente al controllo prima della loro adozione: se la Corte non si pronuncia entro 30 giorni, il parere si intende favorevole, silenzio- assenso e l’atto è considerato legittimo, con l’esclusione della responsabilità erariale per chi lo ha adottato. Il meccanismo del silenzio – assenso si applicherà anche agli atti politici ed amministrativi , soggetti a controllo preventivo di legittimità, superata la scadenza, scatterà il via libera.
Stella Siena |
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La recente riforma della Corte dei Conti, approvata definitivamente dal Senato il 27 Dicembre 2025 con 93 voti favorevoli, 51 contrari e 5 astenuti, ridisegna in modo significativo il sistema dei controlli sulla spesa pubblica e la responsabilità amministrativa dei funzionari.