Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Governo Italiano in carica, paradosso sovranista

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L'analisi dell'attività di governo nel triennio 2022-2025 pone una questione rilevante per la teoria costituzionale, quella della progressiva alterazione dell'equilibrio tra i poteri dello Stato previsto dalla Costituzione repubblicana.

Non si tratta di fenomeni di rottura violenta dell'ordinamento, ma di un processo che utilizza gli strumenti formalmente legali della democrazia per modificare sostanzialmente il sistema di pesi e contrappesi. Il dato che emerge dall'esame dei fatti è apparentemente paradossale: questa trasformazione viene condotta invocando la sovranità popolare contro l'establishment, mentre le politiche economiche e geopolitiche effettivamente attuate risultano in linea con gli interessi di quell'establishment.

Nel 2022 una parte significativa dell'elettorato ha votato nella convinzione di scegliere una discontinuità rispetto all'ordine euroatlantico. Tre anni dopo, l'analisi empirica dei provvedimenti adottati e delle scelte compiute documenta una realtà diversa, una sostanziale continuità con le politiche dei governi tecnici precedenti su economia e geopolitica, accompagnata però da un conflitto sistematico con le istituzioni di garanzia e controllo. Questa apparente contraddizione richiede un'interpretazione che i fatti permettono di formulare.

 

                                          

La continuità nelle politiche economiche

 

Al Ministero dell'Economia siede una figura che nel 2012, come presidente della Commissione Bilancio della Camera, guidò l'approvazione dell'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione. Le sue dichiarazioni di allora sono documentate negli atti parlamentari e affermavano che il risanamento della finanza pubblica rappresenta la precondizione per affrontare con successo gli scenari competitivi della globalizzazione e che occorre dare un segnale politico forte ai mercati.

Era consapevole delle implicazioni, sostenendo che la costituzionalizzazione dell'equilibrio di bilancio è destinata a condizionare l'operato del governo e del Parlamento.

Ora, da Ministro di un governo che in campagna elettorale aveva promesso di liberare l'Italia dai vincoli europei, le dichiarazioni mantengono la stessa linea affermando che la missione è portare il bilancio in pareggio e che questo viene sentito come un dovere morale verso le future generazioni.

I dati Istat documentano che il deficit nel 2023 ha raggiunto il 5,3%, nel 2024 il 3,4%. La pressione fiscale è aumentata di oltre un punto percentuale al 42,6%. Il governo attribuisce questi dati principalmente al Superbonus, ma la traiettoria delle politiche di bilancio mostra un rigoroso rispetto dei vincoli europei.

Questa scelta di collocare al ministero chiave dell'economia una figura storicamente identificata con le politiche di austerità europea solleva la questione della coerenza tra programma elettorale e azione di governo.

Al Ministero della Difesa emerge una situazione che pone rilevanti questioni sul conflitto di interessi.

Il ministro ha percepito nel 2021, secondo quanto documentato dalle inchieste giornalistiche basate su dichiarazioni reddituali, quasi un milione di euro dal complesso militare industriale: 618.000 euro da Leonardo, 82.000 da Orizzonte Sistemi Navali, oltre 200.000 da altre società del settore.

È stato presidente dell'AIAD, l'associazione delle aziende dell'aerospazio e della difesa, e presidente di Orizzonte Sistemi Navali, joint venture tra Leonardo e Fincantieri. Ora, da ministro, si trova nella posizione di decidere acquisti, commesse e contratti con le stesse aziende per cui lavorava.

Da questa posizione partecipa al Consiglio Supremo di Difesa, l'organo costituzionale previsto dall'art. 87 della Costituzione dove si definiscono le strategie di sicurezza nazionale vincolanti per l'intero apparato statale.

Da questa posizione ha espresso "grande soddisfazione" per l'accordo tra Leonardo e Rheinmetall che crea la joint venture leader del settore bellico europeo. Il bilancio della Difesa per il 2025 ammonta a 32 miliardi, in aumento del 60% rispetto a dieci anni fa, con 13 miliardi destinati a nuovi armamenti. Leonardo fornisce assistenza tecnica a Israele per gli aerei M-346 per le operazioni su Gaza.

Quando gli studenti hanno occupato la sede di Leonardo a Torino per protestare, il Ministro li ha definiti "pericolosi eversivi".

Queste due figure ministeriali incarnano una continuità sostanziale con le politiche di austerità europea e di espansione della spesa militare che caratterizzavano i governi tecnici precedenti. Questo dato fattuale contrasta con la narrazione della discontinuità rispetto all'establishment che aveva caratterizzato la campagna elettorale.

 

La trasformazione del posizionamento geopolitico

 

Fino al 2020, il partito di maggioranza manteneva posizioni documentabili attraverso dichiarazioni pubbliche e voti parlamentari significativamente diverse da quelle attuali. Era contrario alle sanzioni alla Russia dopo l'invasione della Crimea, criticava la NATO, esprimeva posizioni di dialogo con la Russia. Nel 2016 si oppose all'aumento del contingente NATO in Lettonia.

Tra il 2020 e il 2021 si verifica un cambiamento. Nel 2020 l'attuale Presidente del Consiglio assume la presidenza del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei.

Nel febbraio 2021 entra nell'Aspen Institute. L'Aspen Institute non è un'organizzazione culturale generica, essendo stato fondato negli Stati Uniti nel 1950 in piena Guerra Fredda con finanziamenti delle famiglie Rockefeller e Ford, configurandosi come uno dei principali strumenti di costruzione del consenso della classe dirigente atlantica.

La missione dichiarata è "formare una leadership illuminata" attraverso seminari, conferenze e incontri riservati dove si costruiscono relazioni e si definiscono coordinate comuni. 

La sede italiana, fondata nel 1984 e presieduta da Giulio Tremonti con vicepresidente John Elkann, si affaccia su Piazza Navona ed è il luogo dove l'establishment atlantico incontra le élite italiane. Joe Biden, durante una visita a Roma come vicepresidente, ha partecipato a una conferenza all'Aspen esprimendo le coordinate della politica estera statunitense.

L'ingresso dell'attuale Presidente del Consiglio nell'Aspen nel febbraio 2021 rappresenta un momento significativo perché segna la seduta allo stesso tavolo con figure che per anni erano state pubblicamente indicate come espressione dei poteri forti, tra cui Mario Monti, Romano Prodi, Giuliano Amato e Giorgio Napolitano.

Non si entra nell'Aspen casualmente, poiché l'ammissione presuppone l'accettazione di coordinate fondamentali su atlantismo, vincoli economici europei e affidabilità geopolitica.

Contemporaneamente si sviluppano partecipazioni alla Conservative Political Action Conference negli Stati Uniti, rapporti con gli ambasciatori americani, relazioni con l'establishment atlantico.

Da quel momento, le posizioni su Russia e NATO cambiano radicalmente, ed emerge un atlantismo senza riserve, un sostegno incondizionato all'Ucraina, una fedeltà alla NATO che supera quella dei governi tecnici precedenti.

Emerge inoltre una contraddizione strutturale che richiede interpretazione, dal momento che mentre si compiva questo percorso di inserimento nell'establishment atlantico, il partito manteneva intatta la retorica populista contro le élite per uso elettorale.

Per anni aveva denunciato il gruppo Bilderberg come oligarchia finanziaria, aveva accusato avversari politici di essere "servi dei poteri forti". Mentre pronunciava queste accuse sui palchi elettorali, la sua leader stava entrando nell'Aspen Institute, cioè esattamente negli ambienti che pubblicamente denunciava.

Questa non appare come un'incoerenza casuale, ma come una strategia dove la retorica populista serve a costruire consenso elettorale presso una base che vota credendo di scegliere la rottura con l'establishment, mentre l'ingresso nell'establishment stesso serve a ottenere l'approvazione necessaria per governare stabilmente. Le due dimensioni non solo coesistono, ma appaiono funzionali l'una all'altra.   

 

L'ipotesi interpretativa: un patto implicito

 

I fatti documentati permettono di formulare un'ipotesi interpretativa secondo cui il governo garantisce fedeltà su tre dimensioni che appaiono prioritarie per l'establishment atlantico ed europeo, ovvero politica estera con atlantismo incondizionato, politica economica con rispetto rigoroso dei vincoli di bilancio, politica militare con espansione della spesa bellica. In cambio ottiene stabilità finanziaria, riconoscimento internazionale, e uno spazio di autonomia su altre dimensioni dell'azione di governo.

Questo equilibrio trova il suo luogo istituzionale di formalizzazione nel Consiglio Supremo di Difesa, organo costituzionale previsto dall'art. 87 dove siedono il Presidente della Repubblica come presidente, il Presidente del Consiglio come vicepresidente e i ministri chiave (Difesa, Esteri, Economia) insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Le decisioni del CSD, secondo la legge 624 del 1950 che lo ha istituito, sono vincolanti per il Presidente della Repubblica, il Consiglio dei ministri e le Forze Armate. È in questa sede che vengono definite le linee strategiche sulla sicurezza nazionale e sulla politica militare, sottratte quindi al dibattito parlamentare ordinario.

È su queste altre dimensioni che si manifesta un fenomeno che richiede attenzione analitica, ovvero un conflitto simultaneo, coordinato e sistematico con le istituzioni che esercitano funzioni di controllo e garanzia costituzionale. Parallelamente emerge un dato significativo, poiché mentre il conflitto con magistratura e istituzioni di garanzia è manifesto e continuativo, la conflittualità sociale sul piano economico si mantiene a livelli storicamente bassi.

I sindacati confederali, che costituirebbero l'opposizione naturale a politiche di contenimento della spesa pubblica, tendono a spostare le mobilitazioni su terreni internazionali quali Ucraina, Palestina e politiche migratorie.

Questo spostamento del conflitto dal piano economico a quello simbolico-identitario appare funzionale all'applicazione di politiche economiche sostanzialmente in continuità con quelle dei governi tecnici, senza incontrare la resistenza organizzata che tali politiche storicamente hanno incontrato.

Lo scontro con la magistratura si è concentrato principalmente sul progetto dei centri per migranti in Albania. I giudici hanno ripetutamente negato la convalida dei trattenimenti applicando le sentenze della Corte di Giustizia europea. La reazione è stata l'accusa di politicizzazione della magistratura e tentativi di modificare le competenze giurisdizionali attraverso decreti-legge.

Il 5 novembre 2025 la Corte d'Appello di Roma ha sollevato ulteriore rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea sulla legittimità del protocollo. La Corte dei conti ha negato il visto al decreto interministeriale sul Ponte sullo Stretto il 17 novembre 2025 e aveva già espresso diniego di visto e registrazione alla Delibera Cipess n. 41/2025 sul progetto il 29 ottobre precedente.

L'attuale Presidente del Consiglio ha qualificato queste decisioni come invasione della giurisdizione sulle scelte del governo. Il governo ha collegato esplicitamente le riforme in corso della giustizia e della Corte dei conti a questi provvedimenti. Il Ministro della Giustizia ha utilizzato espressioni come "verminaio" e "mercato delle vacche" riferendosi al Consiglio Superiore della Magistratura, l'organo costituzionale di autogoverno della magistratura.

Il tentativo più significativo sul piano simbolico riguarda le riserve auree, dato che il partito di maggioranza ha presentato l'emendamento 1.1 alla legge di bilancio 2026, primo firmatario il senatore Lucio Malan, stabilendo l'appartenenza allo Stato delle riserve auree gestite dalla Banca d'Italia.

Si tratta di circa 2.452 tonnellate per un valore di circa 198 miliardi di euro secondo il bilancio 2024 della Banca d'Italia. Questo si pone in potenziale contrasto con i trattati europei, dato che la Banca d'Italia fa parte del Sistema Europeo di Banche Centrali che ha competenze sulla gestione delle riserve degli Stati membri.

Questo emendamento appare significativo sul piano interpretativo poiché, mentre sulla politica economica sostanziale il governo applica un rigore assoluto sui vincoli di bilancio attraverso il Ministro dell'Economia, contemporaneamente presenta iniziative parlamentari che simbolicamente evocano uno scontro con l'Europa.

L'ipotesi interpretativa è che tali iniziative servano a mantenere la credibilità della narrazione sovranista presso la base elettorale, pur nella consapevolezza che verranno bloccate dalle istituzioni europee, ottenendo così il vantaggio politico dello scontro simbolico senza le conseguenze reali di una rottura. Il governo ha avuto conflitti documentati con l'ANAC.

Il presidente dell'Autorità aveva criticato il Codice degli appalti per la possibilità di affidamenti diretti sotto i 150.000 euro e aveva espresso rilievi sul Ponte sullo Stretto per la mancanza di un progetto esecutivo completo.

Il secondo partito della coalizione aveva chiesto le dimissioni del presidente. Il governo dovrà nominare entro il primo semestre 2026 96 vertici in 32 enti pubblici, tra cui Consob, Antitrust, ARERA, ANAC. Questo processo di nomine rappresenta potenzialmente una trasformazione dell'autonomia delle Authority, organismi istituiti per bilanciare il potere politico.

Il caso del Garante degli scioperi appare emblematico della direzione intrapresa, dal momento che sono state nominate figure vicine al partito di maggioranza che hanno poi dichiarato illegittimo uno sciopero della CGIL. La neutralizzazione del controllo istituzionale può avere anche conseguenze pratiche.

Nelle elezioni amministrative di Palermo del 2022 è stato arrestato un candidato nelle liste del partito di maggioranza con l'accusa di voto di scambio politico-mafioso. Secondo ricostruzioni giornalistiche verificabili, nelle elezioni politiche del 2022 sono stati candidati oltre cento tra condannati, imputati e indagati nelle liste della coalizione. Lo smantellamento dei meccanismi di controllo facilita candidature che altrimenti incontrerebbero ostacoli. 

 

La dimensione territoriale

 

Le Regioni furono previste dalla Costituzione del 1948 come meccanismo di decentramento del potere, in esplicita funzione di argine contro la concentrazione che aveva caratterizzato il regime fascista. Il fatto che tardarono oltre vent'anni a diventare operative testimonia la resistenza del potere centrale a quel decentramento. Emerge oggi una strategia duplice.

Quando le Regioni sono governate dall'opposizione, vengono contrastate attraverso gli organi periferici dello Stato, principalmente le Prefetture. Il caso di Milano nell'agosto 2025 appare emblematico, considerato che lo sgombero del centro sociale Leoncavallo è stato eseguito dal prefetto senza preavviso al Comune, anticipando la data dal 9 settembre al 21 agosto.

Il sindaco è stato informato a operazione in corso. Sulle trascrizioni dei certificati di nascita dei figli di coppie omogenitoriali, il Comune è stato costretto a interrompere le trascrizioni dopo una circolare della Prefettura. Quando le Regioni sono governate dalla stessa coalizione che governa a Roma, emergono comunque conflitti quando tentano di difendere interessi propri. Lombardia, Veneto e Piemonte hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale contro il governo sulla direttiva europea per la qualità dell'aria.

La funzione costituzionale delle Regioni come contrappeso territoriale al potere centrale appare progressivamente compressa. La creazione della ZES Unica per tutto il Mezzogiorno nel 2023 segue una logica di accentramento delle decisioni, coerente con un progetto di concentrazione del potere decisionale nelle mani del governo centrale.

 

Il carattere sistematico

 

Questo conflitto con le istituzioni di garanzia non appare come atteggiamento del solo Presidente del Consiglio, ma come linea condivisa dall'intera maggioranza. I due vicepremier hanno utilizzato espressioni come "giudici comunisti", definito le decisioni giudiziarie "ripicca" per la riforma della giustizia, sostenuto che alcuni magistrati "tentano di scavalcare il confine" tra i poteri.

Il Ministro della Difesa ha parlato di "opposizione giudiziaria" come principale avversario del governo. I parlamentari della maggioranza hanno definito le proteste dei magistrati "indegne ed eversive gazzarre". La strategia appare costante, qualsiasi istituzione che ponga limiti o esprima rilievi viene accusata di essere politicizzata, di voler governare al posto del governo eletto, di fare ostruzionismo alla volontà popolare.

La coordinazione di questi attacchi suggerisce una linea politica deliberata piuttosto che reazioni estemporanee.

 

Il disegno di lungo periodo 

 

Le proposte di legge costituzionale presentate dall'attuale Presidente del Consiglio nel corso di quattro legislature documentano un interesse costante per la modifica dell'assetto costituzionale: elezione diretta del Presidente della Repubblica, abrogazione dei senatori a vita nominati dal Presidente, soppressione delle regioni per costituirne 36 nuove, introduzione del diritto alla sicurezza nell'articolo 101 della Costituzione, premierato con elezione diretta del Presidente del Consiglio.

Tutte queste proposte convergono verso obiettivi comuni quali la riduzione del potere di bilanciamento del Presidente della Repubblica, l'indebolimento del Parlamento e la concentrazione del potere nelle mani dell'esecutivo.

Il fatto che queste proposte siano state presentate sistematicamente prima dell'arrivo al governo suggerisce che non si tratta di sviluppi occasionali ma di un progetto meditato. Gli elettori del settembre 2022 hanno espresso un voto su un programma riguardante economia, immigrazione, politica estera. Non hanno specificamente autorizzato modifiche sostanziali dell'equilibrio tra i poteri costituzionali. Questo solleva una questione di teoria democratica sulla relazione tra mandato elettorale e trasformazione dell'architettura istituzionale.

 

 Il contesto storico 

 

Vi sono stati precedenti di scontri tra governo e magistratura, in particolare con Bettino Craxi durante Tangentopoli e con Silvio Berlusconi per quasi trent'anni.

Craxi ricevette il primo avviso di garanzia nel dicembre 1992 e reagì definendolo "aggressione" con "finalità politiche". Berlusconi fece dello scontro con la magistratura un pilastro della propria strategia politica, definendo i magistrati "toghe rosse".

Tuttavia, emergono differenze significative poiché Craxi e Berlusconi erano coinvolti in procedimenti che li riguardavano personalmente, mentre oggi il conflitto riguarda istituzioni che hanno espresso pareri su politiche pubbliche.

Craxi si scontrò con i magistrati di Mani Pulite, Berlusconi con quelli che lo processavano, ma nessuno dei due aprì contemporaneamente conflitti con Corte dei conti, Banca d'Italia, Authority indipendenti, CSM. Il tentativo di controllare 96 vertici in 32 enti pubblici non ha precedenti nella storia repubblicana.

 

L'opposizione parlamentare

 

L'opposizione parlamentare appare in difficoltà nel contrastare questo processo perché condivide alcuni presupposti fondamentali. Il Partito Democratico ha votato il pareggio di bilancio in Costituzione. Ha sostenuto il governo Draghi che ha applicato politiche atlantiste e di rigore. Il Movimento 5 Stelle ha progressivamente abbandonato posizioni di rottura sistemica.

L'opposizione si concentra su temi come magistratura, diritti civili e migranti, mentre su economia, politica estera, spesa militare e rapporti con NATO e UE emerge sostanziale continuità.

Non propone alternative concrete ai vincoli europei, alla crescita della spesa militare, al rigore di bilancio.

Questa convergenza sostanziale su politiche economiche e geopolitiche, accompagnata da divergenza su temi identitari, appare funzionale al mantenimento del sistema. Il governo può applicare politiche in continuità con quelle dei governi tecnici ottenendo il consenso tacito dell'opposizione su questi aspetti, mentre usa lo scontro su temi identitari per presentarsi come alternativa all'establishment.

L'opposizione risulta così funzionale al sistema perché permette al governo di mantenere la narrazione populista pur applicando le politiche dell'establishment.

 

Ipotesi interpretativa

 

L'analisi dei fatti documentati permette di formulare un'ipotesi interpretativa. Il governo operando uno scambio ha garantito continuità sulle politiche economiche e geopolitiche che interessano l'establishment atlantico ed europeo, ottenendo in contropartita stabilità finanziaria e riconoscimento internazionale. Questo spazio di stabilità viene utilizzato per perseguire una trasformazione dell'equilibrio costituzionale attraverso lo smantellamento progressivo dei contrappesi istituzionali.

Questo spiega le apparenti contraddizioni quali la retorica sovranista accompagnata da politiche atlantiste, gli attacchi ai poteri forti mentre ai ministeri chiave siedono figure che incarnano quegli interessi, le promesse di cambiamento accompagnate da continuità sostanziale su economia e geopolitica.

La discontinuità reale riguarda il rapporto con le istituzioni di garanzia. Non si tratta di rottura violenta dell'ordinamento, ma di una trasformazione che utilizza strumenti formalmente legali. Alcuni studiosi definiscono questi processi come democrazia illiberale o autoritarismo competitivo, laddove le elezioni continuano e il Parlamento funziona, ma progressivamente gli organismi indipendenti vengono neutralizzati riducendo il sistema dei contrappesi.

Questo processo non incontra opposizione significativa dall'establishment atlantico ed europeo perché non minaccia gli interessi che appaiono prioritari, dato che viene garantita l'austerità di bilancio, la crescita della spesa militare e l'allineamento geopolitico. La trasformazione dei contrappesi interni viene tollerata finché non si toccano questi vincoli fondamentali.

La Costituzione italiana prevede un sistema di bilanciamenti reciproci dove nessun potere può prevaricare sugli altri, ma quando questo equilibrio viene alterato sistematicamente, anche attraverso strumenti formalmente legali, emerge la questione se siamo di fronte a una trasformazione dell'ordine costituzionale che va oltre il mandato elettorale ricevuto.

Gli elettori del partito di maggioranza che hanno votato nella convinzione di scegliere una discontinuità rispetto all'establishment, hanno ottenuto continuità sostanziale su economia e geopolitica, accompagnata da una trasformazione dei meccanismi di controllo e garanzia costituzionale.

La questione che emerge è se questo corrisponda al mandato elettorale ricevuto o se rappresenti una trasformazione dell'architettura istituzionale che eccede tale mandato: i fatti documentati configurano un processo di alterazione dell'equilibrio costituzionale condotto non contro l'establishment economico e geopolitico, ma con il suo consenso implicito, in cambio della garanzia di continuità sulle politiche che quell'establishment considera prioritarie. Questa è l'ipotesi interpretativa che i dati analizzati permettono di formulare.

Il dilemma finale è se la democrazia costituzionale italiana possa sopravvivere a questa trasformazione dell'equilibrio tra i poteri, o se siamo di fronte a una mutazione irreversibile della forma-Stato che la Costituzione del 1948 aveva delineato.

I fatti documentati suggeriscono che la risposta dipenderà dalla capacità delle forze politiche e sociali di riconoscere e nominare questo processo per quello che è, prima che diventi il nuovo ordinario, dimostrando una classe politica di grande spessore, capace di governare la complessità senza compromettere la sovranità popolare e la separazione dei poteri, e di preservare così la tenuta dello Stato di diritto e della democrazia costituzionale.

 

Luigi Speciale

 

Note metodologiche

Tutti i dati economici citati (deficit/PIL, pressione fiscale, spesa militare, valore riserve auree) provengono da fonti istituzionali ufficiali: Istat, MEF, Banca d'Italia, Ministero della Difesa, Eurostat.

Le dichiarazioni di esponenti politici sono tratte da resoconti stenografici parlamentari ufficiali o da fonti giornalistiche verificabili. Le informazioni su compensi, contratti e consulenze si basano su inchieste giornalistiche che citano documenti ufficiali (dichiarazioni reddituali, contratti, atti societari) e che non sono state smentite dai soggetti coinvolti.

I provvedimenti giudiziari citati sono tutti verificabili presso i rispettivi uffici giudiziari o attraverso banche dati giuridiche.

Bibliografia essenziale

Documenti istituzionali e atti parlamentari


• Camera dei deputati. Proposta di legge costituzionale A.C. 4205, XVI Legislatura, "Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale", 2011-2012. Disponibile su https://leg16.camera.it


• Camera dei deputati. Resoconti stenografici, XVI Legislatura, sedute del 23 novembre 2011 e 5 marzo 2012 (dichiarazioni dell'attuale Ministro dell'Economia sul pareggio di bilancio). Disponibile su https://leg16.camera.it


• Legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, "Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale", Gazzetta Ufficiale n. 95 del 23 aprile 2012.


• Legge 24 dicembre 2012, n. 243, "Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'articolo 81, sesto comma, della Costituzione", Gazzetta Ufficiale n. 12 del 15 gennaio 2013.


• Senato della Repubblica. Emendamento 1.1 alla legge di bilancio 2026, primo firmatario Sen. Lucio Malan (FdI), "Riserve auree gestite dalla Banca d'Italia", novembre 2025.

Delibere e provvedimenti della Corte dei conti


• Corte dei conti, Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato. Diniego di visto e registrazione alla Delibera Cipess n. 41/2025 sul Ponte sullo Stretto, 29 ottobre 2025. Motivazioni da rendersi entro 30 giorni.
• Corte dei conti, Sezione centrale di controllo di legittimità. Diniego di visto al decreto interministeriale MIT-MEF n. 190 del 1° agosto 2025 (terzo atto aggiuntivo convenzione Stretto di Messina S.p.A.), 17 novembre 2025.


• Corte dei conti, Sezione centrale di controllo. Rilievi preliminari sulla Delibera Cipess relativa al Ponte sullo Stretto, magistrato istruttore Valeria Franchi, settembre 2025. Disponibile presso archivio Corte dei conti.

Ordinanze giudiziarie


• Corte d'Appello di Roma, Sezione protezione internazionale. Ordinanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, giudice Antonella Marrone, 5 novembre 2025. Questione: competenza dell'Italia a stipulare il Protocollo Italia-Albania in materia di asilo.


• Corte di cassazione, Prima sezione penale. Ordinanza n. 23105/2025, depositata il 20 giugno 2025. Rinvio pregiudiziale alla CGUE sul trattenimento di richiedenti asilo nel CPR di Gjader (Albania).


• Tribunale di Roma, Sezione specializzata in materia di immigrazione. Ordinanze di mancata convalida dei trattenimenti nei centri albanesi, ottobre 2024 - febbraio 2025 (diverse pronunce).

Fonti economiche e finanziarie


• Ministero dell'Economia e delle Finanze. Documento di Economia e Finanza 2024 e Piano Strutturale di Bilancio 2024-2027. Disponibile su https://www.mef.gov.it


• Istat. Conto economico delle amministrazioni pubbliche, anni 2012-2013 e 2023-2024. Disponibile su https://www.istat.it


•  Banca d'Italia. Relazione Annuale sul 2024, maggio 2025. Disponibile su https://www.bancaditalia.it

• Banca d'Italia. Bilancio al 31 dicembre 2024, riserve auree: 2.452 tonnellate, valore 197.945 milioni di euro. Disponibile su https://www.bancaditalia.it


• Ministero della Difesa. Bilancio preventivo 2025 e consuntivi 2022-2024. Disponibile su https://www.difesa.it

 

Aspen Institute


• Aspen Institute Italia. Lista dei soci e documenti istituzionali, 2021-2025. https://www.aspeninstitute.it


ANAC e Authority indipendenti


• ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione. Delibere e comunicati stampa su Codice degli appalti 2023-2024 e progetto Ponte sullo Stretto. Disponibile su https://www.anticorruzione.it


• Presidenza del Consiglio dei ministri. Elenco delle nomine di competenza governativa in enti pubblici e Authority per il periodo 2023-2026 (96 nomine in 32 enti).


• Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero. Delibere 2023-2025. Disponibile su https://www.cgsse.it

 

Trattati e normativa europea


• Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), artt. 3 par. 2, 78, 216.


• Trattato sull'Unione Europea (TUE), art. 4 par. 3.


• Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria (Fiscal Compact), 2012.


• Direttiva 2013/32/UE (procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale).

Contesto costituzionale
• Costituzione della Repubblica Italiana, 1948. In particolare: art. 87 (Consiglio Supremo di Difesa), Titolo V (Regioni), art. 81 (equilibrio di bilancio), art. 101 (giustizia).
• Legge 28 luglio 1950, n. 624, "Istituzione del Consiglio supremo di difesa", Gazzetta Ufficiale n. 196 del 28 agosto 1950.


• D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, "Codice dell'Ordinamento Militare", parte relativa al Consiglio Supremo di Difesa.


• Assemblea costituente. Atti dell’Assemblea costituente, 1946-1948, dibattiti sull'istituzione delle Regioni come contrappeso al potere centrale.


• Corte costituzionale. Sentenze nn. 1/2014, 70/2012, 224/2014 sul principio del pareggio di bilancio.

 

Letteratura teorica e metodologica essenziale


• Schmitt, Carl. La dittatura. Bari: Laterza, 2006.


• Levitsky, Steven, e Daniel Ziblatt. Come muoiono le democrazie. Bari: Laterza, 2019.


• Foucault, Michel. Sorvegliare e punire. Torino: Einaudi, 1977.


• Bobbio, Norberto. Democrazia e dittatura. Torino: Einaudi, 1986.


• Arendt, Hannah. Le origini del totalitarismo. Torino: Einaudi, 1951.


• Mouffe, Chantal. Il ritorno del politico. Milano: Feltrinelli, 2005.


• Sartori, Giovanni. Democrazia e definizioni. Bologna: Il Mulino, 2007.

 

 

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

Miscellanea Storia e Filosofia

1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista

Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo

Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa

 

Libere Riflessioni

Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte

Commissione europea: il potere che sfida la legge

Mercato libero o mercato padrone?

Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante

Il pauperismo non tramonta mai

 

Filosofia della Scienza

Ambiguità della democrazia

Solidarietà e liberalismo

Individuale e collettivo

Gli universali nelle scienze sociali

Rovelli sulla fisica quantistica

 

Cultura della legalità

Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale

“La Costituzione in tasca”. Art.9

Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017

 

 

Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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