Mirella Alloisio, partigiana genovese
Tutti i giorni portava nella cartella scolastica i documenti più importanti del vertice cospirativo, comprese le mappe tedesche delle mine del porto di Genova, sfidando torture e morte. Per sfuggire alla cattura assunse nomi di battaglia Olga, Marika e Rossella. Nel dopoguerra fu nominata dirigente dell’UDI, ricevette la croce di guerra al valore militare, girò l’Italia per testimoniare la condizione femminile e combatté per i diritti delle donne. Si laureò in lingue, insegnò, fu sempre in prima fila nelle feste del 25 aprile. A Perugia aveva incontrato Francesco Alunni Pierucci, senatore comunista. Fu il compagno di tutta la vita, ebbero un figlio. Si stabilirono in questa città dove ancora risiede dal 1952. Ed a Perugia l’11 novembre 2025 si è svolta a la cerimonia per consegnarle la cittadinanza onoraria, e per festeggiare il suo centesimo compleanno. La cerimonia è stata organizzata da Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e Silvia Salis, sindaca di Genova e riportata su La Repubblica da Maria Novella De luca il giorno seguente.
Quando è entrata nella sala del Palazzo dei Priori di Perugia accompagnata dal figlio, è stata accolta con un lunghissimo applauso, da canti partigiani Bella ciao, Fischia il vento, e dagli auguri per il compleanno. Abbracciata dalle due sindache, è stata sommersa da rose rosse. La presentazione è stata di Silvia Salis: «La città di Genova è onorata di farti gli auguri e oggi siamo qui per ricordare che chi si occupa di politica dovrebbe prendere come esempio quello che hai fatto per il nostro Paese, anche come gesto di responsabilità nei confronti delle generazioni future». La centenaria Mirella ha mostrato una memoria formidabile, ha ricordato le date più importanti della sua vita di staffetta partigiana, il giorno più bello della Liberazione a Genova. Si è ritenuta una privilegiata per avere vissuto direttamente quel momento eccezionale, forse unico nella storia, un esercito regolare che si arrendeva a un esercito di popolo. «Quei giorni, quelle ore li ho vissuti intensamente, con una emozione così forte che per molto tempo non ho potuto ricordarli, come per molto tempo non ho voluto parlare del periodo della Resistenza: pudore di sentimenti troppo forti? Ricordi dolorosi di tanti giovani morti? Impegni troppo gravosi per la mia giovane età? Forse tutto un insieme di questi controversi sentimenti. Quello che è certo è che scriverne mi costa ancora molto.» Ha ricordato anche il giorno più brutto quando vide uccidere dai tedeschi il compagno col quale aveva un appuntamento clandestino. Al termine della cerimonia ha voluto parlare ai giovani con voce alta, ha sfidato i cento anni con una sferzata di coraggio: «Partecipate, la partecipazione è vita, fate politica, prendetevi il Paese, le città, pretendete il futuro, solo così potrete cambiare il mondo.» La foto che mostra Silvia Salis e Vittoria Ferdinandi stringere le mani a Mirella Aloissio, ha assunto un grande valore simbolico: un testimone che passa dalla partigiana centenaria a due giovani donne impegnate nella gestione delle cose pubbliche e nella vita democratica. Di loro sono riportate alcune note biografiche. Silvia Salis ha 40 anni, coniugata, un figlio, in un libro del 2022, La bambina più forte del mondo, ha descritto la sua attività sportiva giovanile nel lancio del martello, per dimostrare che le femmine possono fare tutti gli sport maschili. Dopo quindici anni di successi nazionali ed internazionali, ha cessato l’attività nel 2016 e nel 2021 è stata eletta Vice Presidente Vicario del CONI, prima donna a ricoprire questo ruolo sportivo. Nel 2018 si è laureata in scienze politiche, dal maggio 2025 è sindaca di Genova. eletta nell’area progressista. Vittoria Ferdinandi ha 49 anni, è sindaca di Perugia dal 2024, eletta anche lei nell’area progressista. E’ laureata in psicologia clinica e filosofia politica, nel 2020 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nell'istituzione e gestione del ristorante e impresa sociale Numero Zero di Perugia. Alberto Dolara |
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Mirella Alloisio, proveniente una famiglia antifascista, era entrata nella resistenza a soli 17 anni, quando frequentava ancora la scuola. Divenne responsabile della segreteria operativa clandestina del Comitato di Liberazione. Era nata a Genova l’11 novembre 1925.