Tipologia delle evasioni
Romanzi e film hanno resa popolare l’associazione evasione - carcere: dalla fuga nel 1755 di Giacomo Casanova dai Piombi di Venezia, carcere ritenuto allora di massima sicurezza, raccontata da lui stesso nella Histoire de ma fuite des prisons de la République de Venise qu'on appelle les Plombs, al “Conte di Montecristo”, il romanzo di Alexandre Dumas, pubblicato nel 1844-46 che narra la storia di Edmond Dantès, un marinaio che, ingiustamente imprigionato a causa di un complotto, evade dall’isola, trova un tesoro e torna a Parigi per attuare la vendetta contro i suoi nemici. Nel 1958 Robert Bresson ha realizzato il film Un condannato a morte è fuggito tratto dal racconto autobiografico di Andrè Devigny, ed ambientato in Francia durante l’occupazione nazista. La storia è quella di un membro della resistenza francese condannato a morte e tenuto prigioniero in una cella di 3x2 metri. Servendosi di quel poco che ha (un cucchiaio, un lapis, la coperta, il filo di ferro della rete del letto), organizza pazientemente la fuga, pur sapendo che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. Un altro film famoso è Fuga da Alcatraz girato da Don Siegel nel 1975 proprio nella prigione di Alcatraz 15 anni dopo la chiusura definitiva avvenuta nel 1963. Tratto dal libro Escape from Alcatraz di J. Campbell Bruce, descrive la vera storia dell'evasione di tre detenuti; uno degli interpreti è Clint Eastwood che diverrà poi noto in Italia con i western di Sergio Leone. Alcatraz è un isolotto roccioso, nella baia di San Francisco, circondato da correnti gelide, con acque infestate da pescicani. Nei ventisei anni precedenti nessuno era mai riuscito ad evadere. Non si conosce la sorte dei tre evasi se tornati alla vita normale o affogati durane a fuga. Numerosi documentari del secolo scorso hanno documentato le fughe clamorose dai campi di concentramento nazisti e da Berlino Est al di sotto del muro divisorio Come avviene in tutte le evasioni, gli spettatori sono emotivamente dalla parte dei fuggiaschi, prevale la speranza che l’evasione riesca, anche se i protagonisti sono molto diversi. Si può desiderare di evadere da un ambiente familiare e/o sociale, opprimente e/o detestabile per motivazioni sentimentali. Un caso emblematico, forse il più noto, è quello di Emma, la protagonista di Madame Bovary il capolavoro di Gustave Flaubert scritto nel 1856 sulla base di una storia reale. Nel romanzo Emma è la moglie di un medico di provincia, Bovary, che allaccia relazioni adulterine e vive al di sopra dei suoi mezzi per sfuggire alla noia, alla banalità e alla mediocrità della vita di provincia; muore suicida per sfuggire ai debiti contratti. Si tratta di una delle maggiori opere della letteratura francese e mondiale, Emma è una figura di donna potente, la sua fantasia, il suo corpo, i suoi sogni e i desideri li sente incatenati dalla società che la circonda e alla quale si ribella. Una evasione sentimentale solo intravista, è quella di Antonietta, protagonista del film Una giornata particolare di Ettore Scola del 1977. Magistralmente interpretata da Sofia Loren è una casalinga provata dalle ripetute gravidanze e sottomessa al marito fascista, ma ne condivide le idee. Il 6 maggio 1936 Hitler è in visita a Roma e tutta la famiglia è andata ad applaudirlo. Antonietta, rimasta sola, incontra nel condominio Gabriele, interpretato da Marcello Mastroianni in modo superbo; è un intellettuale antifascista, perseguitato per la sua omosessualità. È in attesa della polizia che lo condurrà al confine. Per tutta la giornata si confrontano e Antonietta inizia a rendersi conto della realtà che sta vivendo. A sera, quando Gabriele si allontana con i poliziotti, apre il libro che le aveva regalato, I tre moschettieri, ma il marito la chiama dalla camera, vuole il settimo figlio che chiamerà Hitler. Un episodio di evasione dei tempi moderni è quello descritto nel 2012 da Daria Bignardi nel libro L’acustica perfetta. Arno è un affermato musicista, sposato da 13 anni, ha due figli e vive un matrimonio apparentemente felice. Il giorno di Natale riceve una e-mail dalla moglie che gli comunica la necessità di rimanere sola e di non cercarla. Dopo vari tentativi senza esito comprende che il suo amore non era sufficiente per lei. Sono solo alcuni esempi di situazioni di grande difficoltà femminile, in società nelle quali non è concesso alle donne di vivere una vita piena e libera. Anche le emigrazioni possono essere considerate evasioni, di solito collettive, iniziando da quella biblica degli ebrei prigionieri in Egitto, per arrivare alle attuali dai vari Paesi del mondo, in fuga dalla guerra, dalla fame o alla ricerca di migliori condizioni di vita, pagando costi terribili. I suprematismi bianchi degli Stati Uniti, i seguaci di Trump, considerano gli emigranti come la fonte dei loro mali, da respingere in nome di Cristo. Un’altra modalità di evasione è quella fiscale. Presente fin dai primordi dell’umanità, è diffusa anche nel modo moderno con danno notevole per la collettività. Da sottolineare che l’evaso dal carcere se ripreso, vede aumentare la durata della pena l’evasore fiscale va incontro spesso al perdono (condono). Nel linguaggio burocratico evadere una pratica significa soddisfarne il contenuto. Ma ‘evasione’ allude a giacenze bloccate negli uffici e non motivate. «Nati non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.» (Inferno, Canto XXVI, vv. 118–120). Questa famosa esortazione dantesca è stata la spinta che ha visto i nostri antenati fin dai primordi evadere dall’Africa per recarsi in terre lontane. Oggi non esistono più terre inesplorate il desiderio di conoscere è comprensibilmente rivolto verso il cielo, incoraggiato dall’impresa dell’arrivo sulla luna. Qualche perplessità proviene tuttavia dalle iniziative dei plurimiliardari statunitensi, che giocherellano con lanci di razzi inquinanti per far provare a facoltosi clienti l’ebrezza del volo spaziale; propongono inoltre progetti come la colonizzazione di Marte, un’impresa tra l’altro ritenuta economicamente non sostenibile. I desideri di conoscenza (evasione) nello spazio hanno limiti molto probabilmente insuperabili: l’esopianeta 51Pegaso B, scoperto nella cosiddetta zona abitabile, dista dalla Terra cinquanta anni luce; sarebbe il tempo richiesto per il viaggio di sola andata con un’astronave che abbia la velocità della luce. Conviene, almeno per il momento, rivolgere la maggiore attenzione ai problemi del nostro pianeta e lasciare questo tipo di evasioni ai cultori d fantascienza.
Alberto Dolara
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Evadere. dal latino evadĕre, significa “andare fuori” o “uscire”. È una parola composta da due elementi: il prefisso ‘e’ (derivato da ex), che indica “fuori”, e il verbo vadĕre, che significa “andare”. Talora viene usato il sinonimo “fuga” che sottolinea la modalità rapida dell’evasione. La parola indica situazioni molto diverse.