Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Dividere e condividere, l’azione salvifica del prefisso

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Dividere proviene dal latino dividere, ha un peso semantico notevole e può indicare azioni positive o negative. L’introduzione del prefisso con ne modifica profondamente il significato volgendolo quasi sempre al positivo.

Nella narrazione biblica Dio creò la luce e la separò dalle tenebre. Si separa il neonato dalla madre recidendo il cordone ombelicale.

Nelle società agricole del passato era fondamentale la separazione del grano dal loglio (zizzania), nome scientifico Lolium temulentum, una pianta che infesta le coltivazioni. L’aggettivo significa ubriacante e si riferisce agli effetti tossici dovuti ai funghi che la invadono. É nota la parabola evangelica del padrone del terreno fa togliere la pianta infestante solo quando il grano è maturo: il messaggio è che si deve attendere per non estirpare anche il buon seme col male, la coesistenza aiuta a combatterlo.

La cultura greca, ricca di fermenti matematici, considerava l’atomo, la particella costitutiva dell’universo, come non divisibile, obbiettivo raggiunto in epoca moderna con risultati non sempre positivi.

Il motto divide et impera adottato, durante tutta a politica imperialistica di Roma antica era già presente durante la sanguinosa espansione sul suolo italico.

Tito Livio narra che nel VII secolo a.C, per mettere fine alla guerra tra Alba Longa che si opponeva alla conquista romana, venne proposto il duello tra tre fratelli romani, gli Orazi, e tre fratelli albani i Curazi. All’inizio del combattimento due degli Orazi vennero uccisi, il terzo, con una finta fuga separò i Curazi che lo inseguivano, e li uccise uno dopo l’altro decidendo la supremazia di Roma.

L’azione devastante delle divisioni corazzate tedesche, panzer division, (‘panzer’ significa corazza), nella seconda guerra mondiale fece illudere i nazisti sulla blitzkrieg, la guerra lampo.

Ideologie differenti possono dividere popoli che avevano insieme combattuto gli imperi del male. Famosa è la frase pronunciata da Winston Churchill alla fine della seconda guerra mondiale. In un discorso al Westminster college affermò che «an iron curtain has descended across Europe», una cortina di ferro è discesa sull’Europa, riferendosi alla divisione politica tra Europa occidentale e orientale verificatasi durante la Guerra fredda.

Gli indipendentismi sono forme di lotta politica-sociale presenti nella storia dei popoli con motivazioni varie, con l’intento di alcune popolazioni di separarsi dalla madre patria, e appaiono del tutto anacronistici al tempo della globalizzazione. Uno degli slogan delle forze progressiste è: “creare ponti per unire e non muri per dividere”.

Nei rapporti interpersonali le separazioni sono inevitabili, con conseguenze molto variabili: la divisione dei beni ereditati induce spesso motivi di contrasto tali da giustificare il detto popolare: «non puoi conoscere una persona fino a che non hai diviso con lui/lei una eredità». Quella morale lasciata da coloro che hanno lottato per la libertà è un bene comune indivisibile, patrimonio dell’umanità.

Anche il termine ‘condivisione’ ha un notevole peso semantico.

Gesù nell’ultima cena condivide pane e vino come se fossero il suo corpo e il suo sangue, i santi e i mistici condividono l’estasi con la divinità.

Nella vita comune condividere e/o partecipare con altri emozioni, sentimenti e esperienze è altamente gratificante, cosi come la soddisfazione per la realizzazione di un progetto per il bene collettivo. Anche vivere una lunga vita a due con un compagno (a) è remunerativo dal punto di vista affettivo.

Nell’ambito del pensiero illuministico è considerata positiva anche l’assenza di condivisione come riportato nella famosa frase attribuita a Voltaire «Non sono d'accordo (non condivido) quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo». In realtà il filosofo francese non l’ha mai pronunciata, né scritta; è stata usata per la prima volta da Evelyn Beatrice Hall, autrice di un’appassionata biografia di Voltaire pubblicata dopo oltre due secoli.

I progressi della tecnologia hanno enormemente facilitato le possibilità di condivisione: si possono rapidamente condividere in tutto il mondo pensieri e azioni, emozioni e sentimenti, ma anche oggetti materiali attraverso la creazione di portali che permettono di offrire in regalo oggetti posseduti in eccesso. Si tratta di una sorta di economia circolare di notevole significato economico ed etico e anche ambientale in quanto permettono il riuso e riciclo di oggetti e cose che andrebbero altrimenti smaltiti.

Come tutti i progressi tecnologici anche la facilitata diffusione e la condivisione dei dati e delle proprietà richiede molta attenzione: sono ormai palesi gli effetti negativi dell’uso indiscriminato dei cosiddetti social, ma possono presentarsi anche in ambito economico, nella cosiddetta “economia condivisa”.

Nell’ottobre 2007, ad opera di Brian Chesky, imprenditore e designer statunitense e collaboratori, è nata la airbnb. Si tratta di un portale, ovviamente collegato ad internet, sul quale persone fisiche condividono mobili e immobili come la propria auto, la casa o il tempo personale che non utilizzano con altri soggetti, offrendoli a prezzi vantaggiosi rispetto a quelli di mercato. Chi cerca un alloggio o una camera per brevi periodi, un aspetto tipico del turismo “mordi e fuggi”, si mette in contatto direttamente con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati. Sono in offerta oltre a stanze private, interi appartamenti, castelli e ville, ma anche barche, baite, case sugli alberi, trulli, igloo, isole private e qualsiasi altro tipo di alloggio.

Lo sviluppo di tale attività è stato impressionante, al giugno 2012 erano a disposizione alloggi in oltre 26.000 città in 192 paesi, con 10 milioni di notti prenotate in tutto il mondo. In Italia il numero di abitazioni messe a disposizione ha raggiunto nel 2024 la cifra di 600 mila appartamenti.

Le conseguenze negative sono numerose: i piccoli proprietari difficilmente mettono a disposizione degli studenti fuori sede i loro appartamenti di fronte ad un profitto superiore realizzabile tramite airbnb. I gruppi finanziari possono acquistare interi complessi da dedicare ad affitti brevi, con risultante asimmetrica concorrenza a pensioni, alberghi ed altre strutture ricettive già esistenti. Diviene in tal modo più difficile controllare l’overtourism e peggiora la qualità della vita dei residenti costretti a convivere con flussi ininterrotti di sconosciuti.

Sono pertanto necessarie misure politico-amministrative per evitare questi effetti negativi che tra l’altro mettono in ombra l’etica della condivisione.

 

Alberto Dolara

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017

 

 

Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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