Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Bicentenario della nascita di Silvio Spaventa

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Patriota meridionale, Silvio Spaventa (Bomba, Chieti, 10 maggio 1822- Roma, 21 giugno 1893), fu un costruttore dell’Italia una e libera.

La madre, Maria Anna Croce, era la zia del padre di Benedetto Croce, che non a caso fu legatissimo nella sua vita personale e intellettuale a Silvio Spaventa e a suo fratello il filosofo Bertrando (Benedetto Croce curò scritti e discorsi di Silvio nel 1910 e la figlia Elena ne scrisse una biografia nel 1969).

Dopo gli studi a Montecassino (allora provincia di Terra di Lavoro o Caserta), dove il fratello era insegnante e si respirava l’atmosfera rinnovatrice neoguelfa, legata a Gioberti e professata dall’abate napoletano Luigi Tosti, Silvio, come tutti i grandi intellettuali meridionali, venne a Napoli per gli studi in giurisprudenza nel 1843 e visse gli anni fervidi dell’impegno non solo intellettuale, ma politico in direzione liberale, che fu la fede di una vita e che gli costarono esilio, carcere duro borbonico a Santo Stefano.

Fu promotore di primo piano per lo sbocco unitario e liberale e fu uno dei politici meridionali più noti e stimati dello schieramento di orientamento monarchico-cavourriano, fino a pervenire ad alte cariche (anche ministeriali) deputato e senatore a vita, lasciando un patrimonio intellettuale, etico-politico memorabile, di rigore, acutezza e realismo nella costruzione ardua e quasi miracolosa dell’Italia unita, costituzionale, libera, laica.

Espresse un senso altissimo dello Stato come in pochi politici e statisti della storia d’Italia, impegnandosi per la nazionalizzazione delle ferrovie, fondamentale infrastruttura di rilievo pubblico, la lotta frontale contro la camorra, la criminalità organizzata.

Esse furono tre delle tante dimensioni di impegno di una personalità poliedrica da collocare nel Pantheon più alto della Patria.

‘Risorgimento Napoletano’ e il Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, nella persona della neo-direttrice prof.ssa Anna Poerio Riverso, studiosa dei rapporti tra i Poerio e Spaventa, anche per il legame territoriale con Montecassino e il suo ruolo risorgimentale da approfondire e far conoscere, sia perché ha tra i soci il valente prof. Olindo Isernia, di Caserta, autore di un profilo di Silvio Spaventa nel 1982 in una collana didattica del Comitato, hanno concordato di predisporre un progetto celebrativo per settembre su Silvio Spaventa.

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

Miscellanea Storia e Filosofia

1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista

Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo

Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa

 

Libere Riflessioni

Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte

Commissione europea: il potere che sfida la legge

Mercato libero o mercato padrone?

Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante

Il pauperismo non tramonta mai

 

Filosofia della Scienza

Ambiguità della democrazia

Solidarietà e liberalismo

Individuale e collettivo

Gli universali nelle scienze sociali

Rovelli sulla fisica quantistica

 

Cultura della legalità

Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale

“La Costituzione in tasca”. Art.9

Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017

 

 

Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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