Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Emmeline Goulden Pankhurst e i diritti delle donne

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Una memorabile protagonista nella storia della lotta per i diritti delle donne, in particolare per il diritto al voto è stata l’inglese Emmeline Goulden Pankhurst (1858-1927).

Una delle donne più importanti del Novecento, ha conquistato un diritto, che ha avviato un processo irreversibile che caratterizza il nostro tempo, il nostro mondo.

In Inghilterra e nel mondo di influsso anglosassone di lingua inglese, il tema dell’emancipazione femminile era stato già sollevato nell’Ottocento (e si ricordino la statunitense Elizabeth Cady Stranton e il grande filosofo Stuart Mill, che fu in relazioni con il nostro grande difensore dei diritti delle donne, Salvatore Morelli).

Nata presso Manchester in una famiglia già impegnata sul piano civile, culturale, politico, già a 14 anni si avvicinò al movimento, che si batteva per il suffragio elettorale alle donne (di qui la denominazione di ‘suffragette’).

A 21 anni sposò Richard Pankhurst, un avvocato e magistrato di 25 anni più anziano di lei, che si batteva per i diritti delle donne. Dalla loro unione nacquero cinque figli che, da adulti, seguirono i genitori nella stessa lotta.

 

Emmeline dopo la morte del marito del 1903, fondo il movimento indipendente “Unione politica e sociale delle Donne” teorica del ‘fare’ e non solo del ‘parlare’, con azioni di disturbo, che implicarono rappresaglie maschiliste delle autorità, sofferenze e carcere per le attiviste.

Ma, è risaputo, che  senza sacrifici personali non si ottengono vittorie che restano. Profondamente patriottiche contro il militarismo tedesco, le suffragette inglesi si impegnarono strenuamente nella vita economica e civile, per sostenere la patria in guerra nel 1914-1918.

Pertanto, oltre che con le lotte e le mobilitazioni, ottennero una prima memorabile vittoria col diritto di voto ad esse concesse nel 1918, seppur col limite di età di 30 anni. Emmeline aveva trasformato nel 1917 il su movimento “Unione” nel “Partito delle Donne”.

Di fronte al pericolo del comunismo dittatoriale, che implicava una nuova forma oggettiva di schiavitù anche per le donne, Emmeline aderì al Partito Conservatore, divenendo deputata e facendo conquistare il voto alle donne a 21 anni nel 1928, pochi mesi prima della morte.

L’ingresso delle donne nella vita politica inglese rese quel Paese più forte e solido nelle sue fondamenta civili e patriottiche e spiega la capacità di resistenza che l’Inghilterra seppe opporre al tentativo egemonico nazista-comunista-fascista del 1939-1941, quando, essendo state sconfitte ed occupate Polonia e Francia, resto sola a difendere libertà e democrazia per il futuro di sé stessa e del mondo.

E ci riuscì, perché aveva dato riconoscimento alla dignità civile e politica delle donne.  Una statua a Lei dedicata fu collocata due anni dopo la morte in un giardino di Londra presso il Parlamento. 

 

 

 

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