La risorgimentale via Roma
Essi si evincono nelle statue sulla facciata di Palazzo Reale, alla destinazione a Biblioteca Nazionale di una parte di esso, alla Galleria Umberto I in età postunitaria, e alle indicazioni toponomastiche a fianco della Piazza o retrostanti, come Via Gennaro Serra di Cassano, martire del 1799, piazza Carolina, in ricordo di Carolina Bonaparte, piazza Trieste e Trento in ricordo del completamento del Risorgimento dell’Unità e della Libertà con la Prima Guerra Mondiale, Quarta ed ultima Guerra di Indipendenza dalla nemica secolare d’Italia, l’Austria, che aveva avuto fino alla loro fine nel 1860 i Borbone come loro alleati e congiunti. La strada che collega la Piazza Trieste e Trento alla Piazza Dante, dopo l’Unità fu intitolata a Roma, capitale d’Italia. L’iniziativa fu del grande protagonista risorgimentale napoletano Paolo Emilio Imbriani, allora sindaco di Napoli, il 10 ottobre 1870. L’intestazione è rimasta fino al 1980, per centodieci anni.
La toponomastica ha espresso gratitudine e fraternità storica a Roma sempre collegata con Napoli per la vicinanza geografica agevole, più di ogni città italiana. Toledo, invece, richiama una piccola (84 mila abitanti) città straniera, di una Spagna, che ha una storia contraddittoria di luci ed ombre, più di ombre che di luci (dall’assolutismo clericale fanatico dell’Inquisizione al colonialismo in America Latina, alla dittatura franchista), ed ha dominato Napoli per due secoli direttamente come una sua colonia, con il suo duro regime assolutista clericale e feudale, mantenuto fino al 1806 anche dalla successiva dinastia spagnola borbonica. Napoli deve pochissimo alla Spagna. I danni storici sono stati grandissimi, enormi da ogni punto di vista e sono alle origini della complessa, intricata questione meridionale, non ancora sciolta. Tenere intestata quella strada ad una piccola città straniera invece che alla capitale d’Italia, ad una delle più grandi, se non la più grande, città del mondo, è, dal mio punto di vista, personale, cecità e nanismo storici. E si offendono tutte le generazioni nobili napoletane dell’Ottocento e del Novecento, che hanno deciso ed accettato per più di un secolo la solenne denominazione di ‘Via Roma’. Si sa che il richiamo a Toledo fu dato per ricordare il viceré spagnolo don Pedro de Toledo che la costruì nel Cinquecento, ma, dato il suo rilievo urbanistico successivo, fu deciso saggiamente un rilievo toponomastico più alto e degno di un discutibile protagonista storico straniero e di una piccola città a noi estranea.
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.212 Agosto 2026
Miscellanea Storia, Letteratura, Arte, Cultura e FilosofiaMaria. Storia di un'anima nella Napoli dell'Ottocento Orlando: il Paladino che sapeva solo amare Dracula di Valacchia, il Gargano e Napoli Giovanna I, la prigioniera del destino Il Golem, l’Intelligenza Artificiale e la ricerca dell’immortalità 1919, l’anno in cui l’Italia cambia pelle I ragazzi del Viale Europa di Castellammare di Stabia Giovanna II, l’ultimo battito romantico del trono napoletano Machiavelli, un repubblicano democratico Federico García Lorca: la morte non avrà il mio cuore La strategia del Grand’ammiraglio Anton Haus
Filosofia della Scienza e della Politica Filosofia, religioni e ordine mondiale La ricerca della felicità è davvero un diritto? La crescita costante dei socialisti negli Stati Uniti
Cultura della legalità Responsabilità genitoriale e vita digitale: i nuovi confini della tutela dei minori Vittime innocenti. Agosto 1944-2017
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 411 visitatori e nessun utente online |


