Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

La Napoli borbonica al servizio dell’Austria, la maggiore nemica dell’Italia

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Nella parabola storica del periodo borbonico dal 1734 al 1861, l’Austria col suo spirito tedesco giocò un ruolo fondamentale di controllo, di egemonia, di sostegno nei confronti del regno di Napoli e Sicilia, solo formalmente indipendente.

La più grande nemica del Risorgimento italiano dell’Unità, della Libertà dalla rivoluzione francese del 1789 alla fine della prima guerra mondiale del 1918 è stata l’Austria e i Borbone sono stati gli alleati storici più stretti.

Si portano alcuni esempi.

Quando la quindicenne Maria Carolina, figlia dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, venne a Napoli per sposare Ferdinando IV, ricevette la seguente fondamentale istruzione: restare austriaca per le cose che contavano, fingendosi napoletana per ciò che non avevano importanza.

Ella aveva la rigida concezione assolutistica asburgica degli Stati come proprietà dei sovrani per diritto divino, quindi esistevano sudditi e non cittadini, da punire in modo tedesco senza pietà, quando avessero osato mettere in discussione anche una virgola di quel potere.

Con la sua forte personalità, la sua rigida cultura politica assolutista Maria Carolina d’Austria fu il vero re di Napoli filoaustriaco dalla fine del Settecento agli inizi dell’Ottocento.

Ai suoi severi occhi il popolo napoletano era ‘una nazione vile, corrotta, egoista’ e i suoi esponenti più illuminati i nemici più pericolosi da sterminare anche fisicamente.

Maria Carolina blindò con matrimoni accorti il legame di ferro tra i Borbone e gli Asburgo: il primogenito Francesco, erede al trono, sposò nel 1797 Maria Clementina, figlia del fratello Leopoldo, prima granduca di Toscana, poi imperatore d’Austria, quindi sua nipote.

 

Aveva già fatto sposare già nel 1790 la figlia Maria Teresa con il nipote Francesco, che in seguito fu imperatore d’Austria.

Fu l’Austria nel Congresso di Vienna a riportare sostanzialmente i Borbone sul trono e furono sempre gli Austriaci che posero fine all’esperimento costituzionale del 1820-1821, con una spedizione militare, sconfiggendo l’esercito napoletano costituzionale ad Antrodoco, presso Rieti, con una dura occupazione militare diretta per diversi anni.

Ferdinando II, figlio di Isabella di Spagna, dopo il primo matrimonio con Maria Cristina di Savoia (dal quale nacque l’erede Francesco II) ebbe come moglie un’altra Asburgo, Maria Teresa, da cui ebbe ben 12 figli, eredi fino ad oggi di questo totale legame borbonico-asburgico-austriaco.

Lo stesso Francesco II ultimo sovrano borbonico, pur figlio di una italiana Savoia, che poteva aprire un destino italiano alla tragica dinastia borbonica, scelse come moglie una tedesca Maria Sofia, che chiuse nei bagliori di un nuovo scontro civile aizzato tra il 1860-1861, mobilitando preti e vescovi reazionari e fanatici e briganti anche cannibali, come aveva già fatto Maria Carolina, la fine storica borbonica napoletana, assolutista in senso duramente austriaco-tedesco e clericale.

Dall’inizio alla fine emerge la inesorabile condanna della storia, che ha bollato i Borbone per quello che “realmente” sono stati: assolutisti, clericali, assassini, negatori dei fondamentali diritti civili, politici, sociali, che hanno definito e definiscono una società moderna civile ed umana.

In più sono stati i più fedeli alleati storici dei più duri, oppressivi nemici della cara Italia nostra: gli Austriaci. Di conseguenza chiunque li onora o ne ha nostalgia è non solo nemico dell’umanità, ma dell’Italia, una, indivisibile, libera, laica, democratica, europea, settima potenza al mondo, nata storicamente dal punto di vista formale il 17 marzo 1861, ammirata e stimata dappertutto.

È un traditore della Patria e sta oggettivamente dalla parte dei nemici colpevoli delle morti di centinaia di migliaia di Italiani del Nord, del Centro e del Sud.

 

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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