Ricordando la Comune di Parigi
Fu la fine del sogno di una Repubblica libera, laica, democratica, sociale, internazionalista, durato appena 70 giorni. Fu la strage indiscriminata di uomini donne e anche ragazzi (circa 30 mila morti) da parte di militari disumani scatenati contro i loro stessi fratelli e sorelle (mentre erano vili contro i prussiani che occupavano allora la Francia, affrontati con dignità solo da Garibaldi a Digione nel gennaio 1871, con il sacrificio di tanti volontari italiani, tra i quali il napoletano Giorgio Imbriani), aizzati da reazionari, clericali, possidenti senza scrupoli e cuore, in massima parte. Costoro osarono chiamarsi anche loro ‘repubblicani’, colmi di complicità del precedente regime clericale-assolutista bonapartista di Napoleone III, che aveva tra l’altro assassinato nel 1849 la memorabile Repubblica Romana di Mameli, Garibaldi, Pisacane, su invocazione del disumano papa Pio IX in fuga a Gaeta. Nessuno, in questo paese immemore, ha ricordato quella vicenda e quella strage, dalla quale trarre tanti preziosi insegnamenti civili e politici. Noi almeno lo abbiamo fatto. |
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.206 Febbraio 2026
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Il 28 maggio 2021 è ricorso Il 150mo anniversario della sanguinosa fine della Comune di Parigi (28 maggio 1871).