Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Nakba Day

Condividi

La Nakba (distruzione), viene celebrata dagli arabi palestinesi ogni anno il 15  di Maggio, in contrapposizione alla nascita della Nazione ebraica avvenuta il 14 Maggio 1948 in seguito alla dichiarazione 181  delle Nazioni Unite (ONU) del 29 Novembre 1947.

La commerazione ufficiale del Nakba Day è stata voluta da Yasser Arafat, un egiziano naturalizzato palestinese, per contestare la nascita dello Stato ebraico con lo scopo di cacciare gli ebrei da questa terra per fare di Gerusalemme la capitale di un nuovo Califfato mondiale.

Nella visione politica palestinese, il Nakba Day è diventato il certificato morale dell'antisionismo occidentale e il cavallo di Troia per far breccia nelle politiche delle democrazie del mondo libero.

Il Sabeel Center che opera in Israele  e sostenuto dalla Chiesa americana, ha rielaborato una nuova versione della teologia della sostituzione, in cui l'unico popolo legittimo ad abitate questa terra sarebbe il nuovo Israele palestinese con un Gesù fatto diventare tale. 

E' qui che si annida ancora l'antica dottrina antigiudaica,  dove i circoli cattolici progressisti sono diventati un fertile terreno per l'antisionismo militante.

 

I pellegrini cristiani che arrivano in Terra Santa (Israele) sono un esempio chiaro e macroscopico di questa aberrante teoria. Costoro rifiutano di conoscere la storia d'Israele, abbracciano i Palestinesi ad occhi chiusi anche se sono dei terroristi, che pretendono di distruggere lo Stato ebraico, nato dalla Risoluzione 181 dell' Assemblea Generale della Società delle Nazioni (ONU)  il 29  di Novembre 1947.

Il Nakba Day celebrato quest'anno in sordina a causa del conflitto israelo-palestinese, è diventato un mito che fornisce agli arabi palestinesi un sostegno materiale e morale da una parte dell'Occidente, accendendo l'odio nel mondo musulmano, che è  già sul piede di guerra verso Israele.

La Nakba ricordata in questa forma di ingiustizia di cui gli arabi di Palestina sarebbero stati vittime, è una menzogna che attacca l'esistenza stessa dello Stato d'Israele, che per nascere avrebbe espropriato i palestinesi della loro terra, per prenderne il posto.

Questa teoria semplicista nel più puro stile ideologico , è diventata oggi la base decisiva dell'antisionismo, di cui si giustifica l'esistenza, in nome del peccato originale d'Israele. La storia  in verità  è andata  molto diversamente da come viene raccontata dalla narrativa palestinese.  

Con l'inizio delle ostilità,  nel maggio del 1948,  gli Stati arabi confinanti dichiararono guerra al nascente Stato ebraico, credendo di vincere la partita e fare degli ebrei piazza pulita.(Judenrein di triste memoria). Invitarono pertanto la popolazione palestinese a fuggire e in molti  lasciarono il territorio per vedere da lontano e in sicurezza l'annunciato massacro degli ebrei, in attesa di impossessarsi dei loro beni e proprietà. Ma tutto questo, grazie a D-o Benedetto, che ama il suo popolo eletto, non è accaduto.

La sconfitta degli eserciti arabi (Davide contro Golia) e il fallimento della loro politica, che aveva rifiutato la spartizione della Palestina Mandataria, fanno nascere nelle loro menti l'ingiustizia di cui sarebbero state vittime con la nascita dello Stato ebraico. Pertanto capovolgendo la storia a loro tornaconto, gli arabi palestinesi, insieme  ai loro compari, da aggressori diventano vittime, che hanno oggi la capacità, i mezzi e il benestare di buona parte del mondo, di lanciare missili contro la Nazione ebraica, a cui sarebbe vietato difendersi.

 

Fulvio Canetti da Gerusalemme

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

Miscellanea Storia e Filosofia

1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista

Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo

Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa

 

Libere Riflessioni

Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte

Commissione europea: il potere che sfida la legge

Mercato libero o mercato padrone?

Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante

Il pauperismo non tramonta mai

 

Filosofia della Scienza

Ambiguità della democrazia

Solidarietà e liberalismo

Individuale e collettivo

Gli universali nelle scienze sociali

Rovelli sulla fisica quantistica

 

Cultura della legalità

Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale

“La Costituzione in tasca”. Art.9

Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017

 

 

Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

Statistiche

Utenti registrati
20
Articoli
3528
Web Links
6
Visite agli articoli
19687401

La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.

Abbiamo 263 visitatori e nessun utente online