Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Cronaca dell’eruzione del Vesuvio del 1794

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La violenta eruzione del Vesuvio del 1794, distrusse la città di Torre del Greco e costrinse le 18000 anime che la popolavano ad una dura opera di ricostruzione dell'abitato sullo stesso sedime su cui si stratificò la lava.

A Napoli, il fenomeno ebbe come curioso e competente studioso l'ambasciatore inglese William Hamilton, che però passò alla storia solo per le imprese amorose della sua bella e giovane moglie Emma con l’ammiraglio Nelson.

La città in quell'estate era distratta dagli eventi che, portarono sul patibolo i primi tre martiri della Repubblica Napoletana, Emanuele De Deo, Vincenzo Vitaliano e Vincenzo Galliani. accusati di congiura contro la monarchia.

La popolazione non poté far altro che chiedere il provvidenziale aiuto di San Gennaro, invocandolo con litanie, messe scalze e processioni in cattedrale

Il Santo non si fece attendere a lungo.  Già durante l’eruzione del 1631 aveva fatto gridare al miracolo quando la sua statua marmorea sul ponte della Maddalena aveva fermato la lava sollevando un braccio e il volto verso il Vesuvio e da allora così si era amato raffigurarlo.

Purtroppo stavolta i pescatori di corallo della Torre alle pendici del vulcano tornando dal mare non videro mai più le loro case travolte e sepolte dalla lava.

Una cronaca dettagliata dell’eruzione del 1794 fu pubblicata sul Nuovo giornale d'Italia del 5 luglio e viene qui di  seguito riproposta nella sua stampa originale.

 

 

 

 

 

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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