Napoli è la capitale italiana dell'acqua pubblica.

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Dal 26 ottobre di quest'anno Napoli è diventata la capitale italiana dell'acqua pubblica, dal momento che il Consiglio comunale ha sancito, proprio in quel giorno, la scelta di rendere nuovamente pubblico il servizio idrico della città.
In coerenza con l'esito referendario del 12 e 13 giugno, infatti, la giunta presieduta da Luigi De Magistris ha disposto la trasformazione dell' A.R.I.N. (acronimo di " Azienda Risorse Idriche Napoli", ndr) da soggetto di diritto privato in soggetto di diritto pubblico, con un modello di "governance" partecipato: pur rispettando l'autonomia aziendale, è stato creato un modello in grado di garantire un'attività di controllo e di informazione da parte delle varie forme di cittadinanza attiva e di movimenti che hanno caratterizzato la stagione referendaria per la difesa dei "Beni Comuni".
Al Consiglio comunale hanno partecipato comitati e semplici cittadini che si sono battuti per l'acqua pubblica, facendo quindi diventare Napoli la " Parigi d' Italia" (la capitale francese , dopo aver sperimentato per 25 anni una fallimentare gestione privata delle sue risorse idriche da parte delle multinazionali  " Veolia" e " Suez", dal 1° gennaio 2010 ha riassunto su di sè la gestione del servizio idrico, prendendo il controllo dei terreni collegati alla falda idrica e concedendoli in affitto a canone agevolato o a titolo gratuito agli agricoltori che si sono impegnati a lavorare seguendo gli standard più rispettosi dell'ambiente, ndr); così  l'assessore ai Beni Comuni, prof. Alberto Lucarelli, ha spiegato le motivazioni di una simile scelta:  "Si è avviato un processo politico partecipato, molto intenso, che è durato tre mesi. Il 23 settembre la Giunta comunale ha approvato la trasformazione dell' A.R.I.N. in  A.B.C. Napoli (acronimo di " Acqua Bene Comune Napoli", ndr), ossia da S.p.A  in azienda speciale partecipata: il Consiglio è il "dominus" di tutto il processo politico-normativo, e trasformerà definitivamente una S.p.A. in un'azienda speciale molto particolare, in quanto nel C.d. A. saranno presenti anche i rappresentanti della cittadinanaza attiva".
Il vero scopo di tale trasformazione è svelato dalle parole del nuovo Primo cittadino:" Noi dobbiamo lavorare affinchè questi patrimoni non solo non appartengano alle multinazionali e ai privati, ma che non appartengano neanche ai governi o agli Stati: dovranno appartenere solo ai cittadini ed alle cittadine di questo mondo".


 

 

 

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