Diritti umani. Filosofia e tutela internazionale

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L'affermazione dei diritti umani negli Stati nazionali ha avuto inizio nel secolo dei Lumi. 

Istituzionalizzati in principi embrionali (e non ancora estesi a tutti) a partire dalla Costituzione degli USA (Bill of Rights), abbiamo atteso sino al XX secolo, per assistere ad una codificazione dei diritti umani come oggi intesi, ed estesi, dunque, a tutti gli esseri umani.

Le nostre Costituzioni moderne, infatti, contengono i cd. "Diritti Fondamentali", e sono difese e garantite dalle Corti Supreme Costituzionali. A partire dal XX secolo, i Diritti Fondamentali hanno, dunque, una Alta Corte, somma e suprema a loro difesa. 

Tuttavia, i Diritti umani, non sono da considerarsi come qualcosa di immodificabile. Essi, infatti, evolvono con la società, come tutto il diritto.

Essi rappresentano, tuttavia, una sorta di soglia di protezione, di standard sotto il quale non si può andare, ma sopra il quale si può andare. Si deve andare.

Recentemente, nel XXI secolo, stiamo assistendo all'importanza sempre maggiore della materia ambientale, dopo i grandi problemi di inquinamento vissuti. Essa, infatti, sta entrando a pieno titolo nell'annovero estensivo ed evolutivo dei diritti direttamente connessi ai diritti umani. 

«Nonostante l’assenza di espliciti riferimenti all’ambiente nella Convenzione dei diritti dell’uomo, la Corte EDU ha chiaramente stabilito che il degrado ambientale e l’inefficienza nella valutazione dei rischi ambientali (…) possono portare a violazioni dei diritti umani fondamentali come il diritto alla vita, il diritto alla vita privata e familiare, il divieto di trattamenti inumani o degradanti e il diritto al pacifico godimento del domicilio.»1

 

Può garantirsi davvero la tutela dei diritti umani senza una loro concreta e determinante tutela internazionale?

Ebbene, la necessaria e lodevole internazionalizzazione dei Diritti Umani è avvenuta grazie alle Costituzioni moderne che hanno previsto, in condizioni di parità, una limitazione della propria sovranità in forza della "Pace e della giustizia fra le Nazioni", promuovendo e favorendo "le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo". (cfr. Art. 11 Cost. italiana)

Negli ultimi 100 anni, non senza resistenze, sono nate, mediante trattati internazionali, diverse Organizzazioni internazionali, anche per i fini suesposti, dando maggiore vita al nuovo diritto internazionale.

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. 

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»2

(Art.1 della Dichiarazione universale dei diritti umani, Assemblea generale delle Nazioni Unite, ONU, 1948.)

Se si è testimoni di una grave violazione dei diritti umani, soprattutto di atrocità commesse da governi, si può segnalarla direttamente al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Ma il 2020 è anche l'anno in cui la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo compie 70 anni: è stato il primo strumento con effetto vincolante, per tutti gli Stati firmatari, ai diritti enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

All' art.9 Titolo II della Convenzione Europea, si istituisce la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, «per assicurare il rispetto degli impegni derivanti alle Alte Parti contraenti dalla presente Convenzione e dai suoi Protocolli.»3

Una funzione giurisdizionale. Una Alta Corte innanzi alla quale tutti i cittadini possono ricorrere. Un trionfo per il percorso dei Diritti umani, nato migliaia di anni prima e ripercorribile in diverse culture del mondo. 

Ulteriore Istituzione europea è il Commissario per i Diritti Umani istituito dal Consiglio d'Europa al fine di:

«Promuovere l'effettiva osservanza dei diritti umani e assistere gli Stati membri nell'attuazione degli standard sui diritti umani del Consiglio d'Europa; promuovere l'educazione e la consapevolezza dei diritti umani negli Stati membri del Consiglio d'Europa;

identificare possibili carenze nella legge e nella prassi in materia di diritti umani;

facilitare le attività delle istituzioni nazionali dei difensori civici e di altre strutture per i diritti umani; e fornire consulenza e informazioni sulla protezione dei diritti umani in tutta la regione.»4

(Commissario per i diritti umani, Risoluzione (99) 50 Consiglio D'Europa) 

La base filosofica ed il fondamento dei Diritti umani, sintetizzabili nei concetti di dignità, libertà e uguaglianza, sono da ricercarsi in diverse culture del mondo. 

In questo articolo non menzioneró tutte le dottrine filosofiche, ma ne sceglierò alcune, al fine di rappresentare quanto più possibile la vasta estenzione territoriale del fondamento filosofico dei Diritti umani. 

Di Confucio (Cina), menziono la sua umana benevolenza, ovvero Ren come coscienza e rispetto degli altri.5

Degli Stoici greci e di Aristotele (Grecia) menziono il "Diritto naturale", un diritto che esiste universalmente e prescinde dalle opinioni.

Di Ciro il Grande (Persia), faccio riferimento alla sua tolleranza per tutte le feste e i costumi di tutti i popoli del suo regno, siglata nel Cilindro di Ciro, oggi conservato nel British Museum. Dell'imperatore Akhbar (India) faccio riferimento al suo forte impegno nel mediare tra le religioni dell'impero, organizzando dibattiti tra religioni differenti e promuovendone la tolleranza. 

Infine, faccio riferimento alla Carta di Manden, in Africa, con cui si assumevano importanti concetti legati all'uguaglianza. 

Ed è proprio con un estratto del primo articolo della Carta di Manden, Africa, impero del Mali, 1222, che concludo questa fase dell'articolo:

«Tutta la vita (umana) è vita.

È vero che una vita appare prima di un'altra vita,

ma una vita non è più vecchia, più rispettabile di un'altra vita, così

come una vita non è superiore a una vita. altra vita.»6

Quanto esposto sin'ora credo sia sufficiente a farci riflettere su quanto questi diritti siano frutto di coscienza diffusa e millenaria e su quanto abbiamo lavorato, come umanità, per avere oggi quel che abbiamo.

Eppure molto spesso tali diritti vengono compressi, violati, a tutti i livelli e in diverse parti del mondo.

Oltre alle Istituzioni preposte, a questo vigilano direttamente sul territorio anche diverse migliaia di organizzazioni civili che trovano negli Human Rights la fonte principale di ispirazione e azione. 

Il Terzo settore, oggi, potremmo definirlo proprio un settore quasi 'eletto' in difesa di tali diritti. 

Se pur con attività civiche e libere, se pur con i numerosi limiti e le difficoltà che gli attori di questo settore incontrano (anche a causa di una legislazione e regolamentazione ancora in fase di completamento), il Terzo settore è gremito di donne e uomini rivolte alla difesa concreta ed attuale dei Diritti Umani e dei Diritti Fondamentali a livello locale, nazionale ed internazionale. 

Spesso il Terzo settore e le Istituzioni pubbliche di ogni livello cooperano virtuosamente per concretizzare quanto sancito nei Diritti umani e nei diritti Fondamentali, cooperano per concretizzare l'innalzamento dei livelli di democrazia locale, per la ripresa dei territori in forte difficoltà, per la partecipazione civica decentralizzata e per l'integrazione europea ed internazionale. 

Non è un caso che nel 1994 il Consiglio d'Europa fondó le Agenzie della Democrazia Locale nei Balcani per sostenere la ripresa della società civile all'indomani del conflitto. 

Tra il 1999 e il 2000, su iniziativa del Consiglio d'Europa, è stata istituita l'Associazione ALDA delle Agenzie della Democrazia Locale per coordinare e supportare la rete degli ADL. 

Oggi ALDA è una delle parti interessate chiave nel campo della democrazia locale, cittadinanza attiva e cooperazione tra le autorità locali e la società civile in Europa e nel suo vicinato, agendo principalmente attraverso metodi partecipativi e cooperazione decentralizzata. Conta oltre 350 membri provenienti da 45 paesi, tra cui organizzazioni della società civile e autorità pubbliche, 15 agenzie della democrazia locale (LDA) e 3 partner operativi (Ops).7

Alla luce di quanto suesposto, dunque, Diritti umani e Terzo settore rappresentano chiaramente una connessione naturale e indissolubile. 

 

Fonti:

1. Sala stampa CoE. 20 Febbraio 2020

2.Dichiarazione Universale dei diritti umani

3. Convenzione europea dei Diritti umani

4.Commissario per i Diritti Umani. Consiglio d'Europa 

5. Sulla Carta di Manden 

6. Su Confucio

7. Su ALDA

 

 

 

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