Un autografo di Alessandro Poerio

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Verso la fine del 1836, mentre a Napoli era ancora viva la paura per il terribile morbo asiatico che tante vittime stava mietendo tra la popolazione specie quella residente nei quartieri più popolari, il grande astronomo napoletano Direttore dell'Osservatorio astronomico di Capodimonte Ernesto Capocci, anche per sfuggire al contagio, decise di recarsi in Francia per un soggiorno a Parigi al fine di approfondire studi scientifici e letterari.

Chiese all'amico, il celebre poeta e patriota napoletano Alessandro Poerio di accreditarlo nei salotti letterari e scientifici parigini. Poerio conosceva molto bene la capitale francese dal momento che vi era stato in esilio in seguito alla sua partecipazione ai moti del 1820.

L'avvocato Alessandro, che al contrario del fratello Carlo non era tanto portato ad esercitare la professione di "paglietta", come Ferdinando II soprannominava gli avvocati, scrisse una lettera di presentazione e di raccomandazione in favore dell'amico a Marc Antoine Jullien de Paris.

Questi era stato prima discepolo di Robespierre e convinto giacobino, poi era venuto a Napoli con Championnet nel 1799 ove ebbe un ruolo di primissimo piano nella Repubblica Napoletana e ne fu il Segretario.

Nel suo breve soggiorno a Napoli divenne intimo di Giuseppe Poerio, barone repubblicano e giacobino padre di Alessandro.

La raccomandazione andò a buon fine.

 

Il viaggio a Parigi dell'illustre scienziato fu coronato da successo, venne introdotto nell'accademia delle scienze e trovò anche il tempo di scrivere un romanzo storico.

Tornò a Napoli nel 1838, consolidò la sua fama nel mondo scientifico internazionale e nel 1845 fu trai più illustri partecipanti al settimo congresso degli scienziati tenuto per espressa volontà di Ferdinando II nella Capitale del Regno.

Ma le sue tendenze  liberali e la sua attiva partecipazione ai moti del 1848 gli costarono poi la destituzione dall'incarico di direttore dell'osservatorio e la sottoposizione a stretta e restrittiva sorveglianza dalla polizia borbonica. Morì a Napoli nel 1864.

Jullien invece  dopo essere stato un arrabbiato giacobino si imborghesi' e si  affermò come studioso e scrittore di pedagogia.

Morì nell'aprile del  1848 a Parigi.

Alessandro Poerio, amico di Leopardi e Manzoni, innamorato dell'idea di una Italia libera ed unita, seguì Guglielmo Pepe a Venezia nel 1848 e lì, ferito mortalmente sulle barricate di Mestre, dopo aver patito l'amputazione di una gamba, diede la vita per la sua idea di identità nazionale. Fu un grande  poeta romantico per l’Italia come Lord Byron per l'Inghilterra.

 

 

 

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