Il papà del Monitore

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Il Monitore Napoletano era figlio di un bolognese di nonno francese.

Infatti il primo Monitore comparso in Italia fu il Monitore Bolognese, stampato dai Torchi dell'editore Marsigli nella stamperia bolognese ai Celestini.

Era nato il 2 agosto 1796 dopo la conquista francese di Bologna e per tre anni fu il giornale giacobino della città felsinea.

Da esso nacquero due figli: il Monitore Cisalpino e il Monitore Romano.

Il 21 dicembre 1798, il padre bolognese cessò le pubblicazioni perché «il suo redattore fu distolto da altre sue occupazioni.»

Ma dalle sue ceneri, eccolo risorgere col nome di Proto Monitore.

L'anno 1799 era imminente e nuovi grandi avvenimenti si preannunciavano in Italia.

Perché Proto Monitore?

«Perché ogni cosa torna ai suoi principj» e l'esigenza giacobina di "ammonire" il popolo era sentita come primaria esigenza finalizzata alla democratizzazione del paese.

E anche perché il Monitore Bolognese ci teneva ad affermare la sua figura paterna, quindi Proto Monitore  «cioè, primo Monitore, primo per la Stampa, primo per l'Estensore, primo per l'ordine.»

Si sarebbe distribuito tutti i martedì e "sabbati" dal 29 dicembre 1798 e se ci si voleva abbonare occorrevano 30 paoli all'anno.

Il papà dei Monitori giacobini tornava sulla scena con l'orgoglio di essere stato il primo e di poter aggiungere nell'intestazione tra le consuete LIBERTÀ  e EGUAGLIANZA l' ambiziosa promessa VERITÀ.

 

Ma un nuovo figlio gli sarebbe nato dopo pochissimi mesi.

Era il 2 febbraio del 1799 e venne pubblicato nella Napoli repubblicana il Monitore Napoletano.

Redattore era Eleonora Pimentel Fonseca,  una donna .

Nel Monitore Napoletano vi è tutta l'anima, l'intelligenza,  la sensibilità di Eleonora ed anche la sua umiltà, tant'è che non si firmo' mai, fino al n.26 del 9 maggio quando tutto stava per finire e solo con la sigla E.P.F.

Che questo sia stato il figlio più bello della famiglia dei Monitori tutti lo potranno apprezzare nel n.14 che postiamo in foto e negli stralci riportanti l'iscrizione da apporre sulla colonna  per i morti per la patria e leggendo  gli immortali versi di Eleonora tratti dall'"Inno alla liberta"recitato nella Sala di Istruzione Patriottica e purtroppo perduto .

Leggendo tutto questo ci ricorderemo perché quello Napoletano, consacrato dal sangue della sua redattrice, fu del Proto Monitore il figlio più bello e più amato.

 

 

 

 

 

 

 

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