Orgogliosamente europei ricordando Eleonora
Così ho concluso la sera del 20 agosto 2020 il mio umile intervento al termine degli altri, di Antonella Orefice, Nino Daniele, e Massimiliano Marotta, il degno figlio dell’indimenticabile Maestro Gerardo, presso il luogo sacro del Martirio dei più grandi napoletani e meridionali della Storia del Sud, quelli della Repubblica Napoletana ‘Libertà ed Eguaglianza’ del 1799, di cui la memorabile Figura di Eleonora de Fonseca Pimentel fu e rimane, nella sua umanità, cultura, impegno civile e politico, il simbolo più alto e più carico di futuro anche per l’oggi e per il domani. Non si possono non ringraziare le tre Personalità prima citate (Orefice, Daniele, Marotta), senza le quali questa data del 20 agosto sarebbe un ennesimo scandalo di rimozione e di silenzio civili in questa Italia stordita e smarrita, che resta come una nave senza rotta e senza esperti nocchieri, privi di memorie alte e civili, in un mare in tempesta.
Ho richiamato lo scandalo intollerabile ancora oggi da parte della Repubblica Italiana che, proprietaria della Chiesa di Santa Chiara con la sua cappella che conserva le tombe dei re borbonici assassini e clericali, spende soldi per il suo mantenimento, e lascia nel fango ancora oggi, scandalo che grida vendetta al cielo, nel pronao della Chiesa del Carmine, anch’essa di proprietà pubblica, i resti dei suoi precursori, i suoi Martiri. Se non ci fossero state le incessanti sollecitazioni di Antonella Orefice, del citato indimenticabile avv. Gerardo Marotta e la disponibilitá del raro e sensibile ex assessore alla cultura Nino Daniele, non vi sarebbero state nemmeno le recenti umili lapidi, che ricordano agli ignari che là sotto stanno i Resti Sacri dei Martiri Repubblicani, che dovrebbero essere onorati nel più solenne dei Pantheon della Patria repubblicana. All’ombra delle bandiere della Repubblica Napoletana, della Repubblica Italiana, della Repubblica Francese (senza la gloriosa Rivoluzione di rilievo mondiale del 1789 coi suoi immortali principi di Libertà- Eguaglianza - Fraternità e senza le sue memorabili Armate di cittadini patrioti in Francia e in Europa il Risorgimento Italiano (come di altre Nazioni) dell’Unità e della Libertà sarebbe rimasto nel limbo delle nobili aspirazioni, non sarebbero nate le Repubbliche ligure e piemontese, cispadana e cisalpina, romana e napoletana), nell’onda degli inni della Repubblica Napoletana e della Repubblica Italiana, la cerimonia ha visto la partecipazione di diverse Personalità e cittadini e cittadine in sensibile e vibrante partecipazione civile. Sono state lette e risuonavano nella prima sera, con i lumini accesi proprio nell’ora del Martirio di Eleonora, le sue eterne parole all’inizio del primo numero del ‘Monitore Napoletano’, il memorabile e attuale periodico da lei diretto, il primo politico e militante di una donna nella storia dell’Umanità, del 2 febbraio 1799, squillo di nuova storia e di nuova luce nel mondo oscuro e infame della Napoli borbonica ancora feudale. «Siam liberi in fine, ed è giunto anche per noi il giorno, in cui possiamo pronunciare i sacri nomi di LIBERTA’ e di UGUAGLIANZA, ed annunciare alla Repubblica Madre, come suoi degni figliuoli, ai Popoli liberi d’Italia, e d’Europa, come loro degni confratelli.» Viva sempre Eleonora, vivano sempre i Martiri tutti noti e meno noti della Repubblica Napoletana del 1799, nei quali sono le origini sacre del Risorgimento Italiano dell’Unità e della Libertà, secondo la indicazione memorabile del più grande studioso di essa, Benedetto Croce! È da segnalare che questo anno per la prima volta in contemporanea con la cerimonia sacra civile di Piazza Mercato a Napoli, si è tenuta una cerimonia di memoria anche religiosa nella Cattedrale di Sorrento di un altro grande Martire del 1799, impiccato nello stesso giorno del 20 agosto 1799, il vescovo Michele Natale, titolare della diocesi di Vico Equense, memorabile testimone della conciliabilità del cristianesimo cattolico con gli ideali di Libertà, di Democrazia, di Repubblica e il cui patrimonio umano, etico, civile e politico potrebbe finalmente essere riscoperto da una chiesa cattolica finalmente autocritica e non legata al suo passato clericale e complice di assassinio. Vi sono stati mille altri cattolici che nel 1799 e per tutto il Risorgimento hanno onorato se stessi e la loro fede intima, vivendo la consonanza del Vangelo con gli ideali di Libertà, di Democrazia, di Unità e di Repubblica. Prima la chiesa cattolica imbocca quella strada di nuova memoria anche pubblica e ritualizzata come a Sorrento ieri, e meglio è per tutti e anzitutto per se stessa. Si ringraziano il presidente dell’Istituto Culturale Torquato Tasso, Luciano Russo, e il prof. Ciro Raia, studioso della Repubblica Napoletana del 1799, che hanno, nella cerimonia religiosa, solennemente richiamato la indimenticabile e memorabile Figura del Martire Vescovo Patriota Repubblicano Michele Natale, nativo di Casapulla (Terra di Lavoro). Grazie, ancora, agli organi di informazione La Repubblica e la TGR - RAI per lo spazio che hanno dedicato all’evento.
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