Presentato a Palazzo Serra di Cassano Il Nuovo Monitore Napoletano

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E' stato presentato ieri a Palazzo Serra di Cassano il Nuovo Monitore Napoletano, testata diretta da Antonella Orefice, che si prefigge, come il Monitore Napolitano diretto da Eleonora Fonseca Pimentel, di veicolare il libero pensiero degli intellettuali napoletani.

"Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il sole", si legge nel libro di Qohelet, "c'è un tempo per uccidere ed un tempo per guarire, uno per demolire ed uno per costruire...un tempo per tacere ed uno per parlare...". Ebbene, ieri, 5 dicembre 2011, è giunto il tempo, forse lungamente atteso, di sottrarre all'oblio un pezzo di storia della nostra città, la Napoli della Repubbblica Napoletana del 1799, attraverso la rifondazione  di quello che fu l'organo ufficiale di stampa di una breve ma intensa parentesi repubblicana, durata appena 6 mesi, che ebbe tra le sue più attive protagoniste la marchesa Eleonora De Fonseca Pimentel,  giustiziata il 20 agosto 1799 a piazza Mercato. Così, tra l'emozione dei presenti, - tra i quali il dott. Lorenzo Diana, ex senatore nonché Coordinatore Nazionale della Rete per la Legalità, il prof. Salvatore Tolone Azzariti, docente universitario di Diritto Privato presso le Università di Oxford e Federico II di Napoli, e il prof Arturo Amone Caruso, medico coordinatore del progetto Cirillo, ed il prof. Ernesto Paolozzi, docente di Storia della Filosofia all'Università Suor Orsola Benincasa - la storica Antonella Orefice, da oltre un decennio impegnata in approfonditi studi dedicati alla vicenda della Repubblica Napoletana del 1799, ha annunciato la nascita di un nuovo, entusiasmante progetto editoriale: "Il Nuovo Monitore Napoletano", che costituisce un ideale elemento di continuità rispetto al giornale che fu fondato nel febbraio del 1799 da Carlo Lauberg ed Eleonora De Fonseca Pimentel.


Passionale e vulcanica come sempre, Antonella Orefice, ha fatto della ricerca storica, oserei dire, la sua ragione di vita: innumerevoli, infatti, sono le sue monografie  dedicate ai martiri del 1799 e la sua inecessante tenacia le ha consentito di svelare particolari inediti relativi a personaggi condannati altrimenti all'oblio. Eleonora De Fonseca Pimentel seppe a suo tempo incarnare ideali di uguaglianza, libertà e fraternità, mutuati dalla vicina Francia: "la marchesa giacobina", costituì l'ultimo baluardo degli intellettuali che chiamò a raccolta nei suoi salotti, circostanza che fece di lei l'antesignana di quella categoria di "menti illuminate" per le quali la filosofia e la letteratura sarebbero divenute impegno morale ed azione politica fino al sacrificio della vita. Analogamente, Antonella Orefice, pur guardando al futuro di una città e di uno Stato che hanno problematiche ben diverse dal passato, si fa interprete, attraverso il Nuovo Monitore Napoletano, della necessità di veicolare verità anche scomode inerenti alla Napoli del terzo millennio, nello spirito che anima questa testata: la libertà di espressione scevra da ogni forma di asservimento a partito o movimento politico.

L'indole passionale ed indipendente della storica Antonella Orefice, fa di lei, quindi, l'erede naturale di quella testata originaria che fu diretta da Eleonora De Fonseca Pimentel. "La libertà - scriveva del resto Eleonora il 14 maggio del 1799 sul Monitore - non può amarsi a metà, e non produce i suoi miracoli che presso i popoli tutto affatto liberi".

Mi auguro, pertanto, e credo fermamente, che Antonella voglia, attraverso il Nuovo Monitore Napoletano, chiamare a raccolta un nutrito gruppo di menti iluminate che, ora come allora, possano costituire un giusto "monito" per le sorti della nostra città e del nostro Paese, affinchè, abbiano oggi un senso le parole proferite dalla moritura marchesa: "Forsan et haec olim meminisse", ovvero "E forse un giorno gioverà ricordare tutto questo"!

 

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