Napoli, tra fannulloni e mandolini, zero contagi
Un Sud e una Napoli che non pensa a lavorare perché non ha aziende da riaprire, ovviamente (Senaldi, Libero). Una Napoli amministrata con rigore altrimenti i napoletani non rispetterebbero le regole, ovviamente (Sgarbi). Una Napoli senza eccellenze, perché in fondo il ''Tocilizumab di Ascierto'' già lo conoscevano ma non lo usavano perché inutile, ovviamente (Galli). Una Napoli affollata che si svuota, sfortunatamente, all'arrivo delle telecamere, ovviamente (Biggioggero). Una Napoli di periferia che non tira oggetti dai balconi verso polizia perché arriva per sanificare, altrimenti l'avrebbe fatto, ovviamente (TG1).
Una Napoli e un sud che deve ringraziare la Lombardia se il virus non ha raso tutto al suolo, mica il senso civico e i sacrifici dei suoi cittadini, ovviamente (Gallera). E se a Napoli nasce il primo Covid-center da campo, il primo protocollo sperimentale e il primo ospedale pubblico a contagio zero tra medici ed operatori sanitari è una casualità, ovviamente, perché a Napoli ogni tanto c'è ''anche'' una ''sorprendente'' eccellenza, ovviamente (Mentana/Merlino). Poi, il 20/04/2020, arriva Il Mattino di Napoli e batte online una notizia pazzesca: Napoli è la prima metropoli italiana che registra nelle ultime 24h zero morti e zero contagiati da Covid-19. Zero, uagliù, ZERO! Abbiamo vinto la battaglia (ma non la guerra, attenzione). L'abbiamo fatto insieme. A modo nostro, mentre ci raccontano come fannulloni nullafacenti capofila di un Meridione buono a nulla. Zero morti e zero nuovi contagiati, uagliù, ZERO! Però siamo fannulloni, ovviamente. Ebbene, sappiate che i fannulloni: Il 30 settembre 1943 si liberarono da soli dei fascisti. Il 19 Settembre 1973 sconfissero da soli il colera. Il 20 aprile 2020 registrarono, primi in Italia, zero morti e zero contagi da Covid-19. Zero, uagliù, ZERO! Ci vedremo, presto, per i vicoli della città per un grande abbraccio collettivo. Ora non ci distraiamo. Ancora massima attenzione per un pochino di tempo: smettiamola di essere i soliti fannulloni, ovviamente. |
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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Raccontano un Sud e una Napoli abitati da fannulloni che suonano il mandolino, ovviamente (Feltri).