Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

La Morte Nera

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La peste o la cosiddetta morte nera è una malattia infettiva e contagiosa il cui microrganismo patogeno appartiene alla famiglia delle Enterobacteriaceae. Si tratta di un batterio coccobacillo gram-negativo a forma di bastoncello.

L’agente patogeno risiede e prolifera principalmente in piccoli roditori infettati dalla cosiddetta pulce della peste: è proprio infatti dopo la morte di ratti e roditori infetti che le pulci della peste si trasferiscono in massa sull'uomo.

Ma come riescono le pulci a trasmettere l’infezione all’uomo?  L'infezione è favorita dal fatto che le pulci riescono a sopravvivere per circa trenta giorni anche in assenza di simbiosi con un animale che le ospiti ed è proprio durante questo periodo che possono colpire l'uomo attraverso vestiti, stracci, giacigli e fessure.

Il meccanismo esatto in cui l'infezione si trasmette dalla pulce al ratto o all’uomo fu chiarito solo nel 1897: nelle pulci infettate un tappo di bacilli e sangue blocca il proventricolo, una piccola sacca dell'esofago. Durante la "puntura" o morso questo tappo di sangue estremamente purulento viene rigurgitato e gettato nell'orifizio della puntura, cioè nel circolo sanguigno del ratto o dell'uomo.

La malattia si presenta principalmente sotto 3 diversi quadri clinici: quella bubbonica si manifesta a seguito appunto del morso della pulce.

 

Il batterio giunto a livello cutaneo nel sito della puntura viene attaccato dal nostro sistema immunitario attraverso i linfociti e smaltito attraverso i linfonodi. È proprio a questo livello però che il microrganismo riesce a replicarsi e a proliferare causando infiammazione di uno o più linfonodi che divenendo rigonfi e purulenti sono sintomo dei particolari bubboni che caratterizzano questa malattia.

Quando questi ultimi non riescono più a trattenere il microrganismo, questo arriva a livello del circolo sanguigno evolvendo nella seconda forma clinica: la peste setticemica. Si tratta di una forma molto più grave che se non trattata in tempo può colpire organi vitali ed essere fatale in breve tempo.

La terza forma clinica è rappresentata dalla peste polmonare: si tratta di una forma ben più grave di quella bubbonica in quanto l’infezione si stabilisce a livello dell’apparato respiratorio e quindi a livello polmonare. Essa può presentarsi sia come forma degenerata della peste bubbonica sia per inalazione di materiale infetto.

I sintomi clinici con cui essa si manifesta sono: notevole abbassamento della temperatura corporea, dispnea (difficoltà respiratorie), tosse, cianosi (colorazione bluastra della pelle e delle mucose, sintomo di disturbi circolatori o respiratori) e grave debolezza.

Essa inoltre differisce dalle due descritte precedentemente in quanto il contagio con altri individui può avvenire per via aerea (tosse starnuti) piuttosto che con la puntura di una pulce infetta. Anche questa se non trattata in tempo breve risulta fatale nella quasi totalità dei casi.

 

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