Il premio Nobel Vargas Llosa e la dittatura cinese

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Il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa ha fatto infuriare la Cina, incolpando per la pandemia di coranavirus di Wuhan (COVID-19) il suo sistema dittatoriale comunista, secondo quanto riferito lo scorso 17 marzo.

In un articolo di opinione pubblicato sul noto quotidiano spagnolo El Pais sotto il titolo Ritorno al Medioevo? il 15 marzo, l'autore peruviano ha dichiarato che il virus è stato in grado di diffondersi a causa della struttura  del governo cinese.

«Nulla di tutto ciò sarebbe potuto  accadere nel mondo, se la Repubblica popolare cinese fosse stata un paese libero e democratico e non la dittatura che è. […] come tutte le dittature, il governo cinese ha cercato di nascondere  la notizia del disastro, mettendo a tacere gli esperti medici che ne avevano notato l'origine», ha scritto Vargas Llosa

Inoltre ha paragonato il tempo sprecato dalla gestione del virus da parte della Cina con il comportamento da parte dell'Unione Sovietica del disastro nucleare di Chernobyl del 1986.

L'ambasciata cinese in Perù dal canto suo ha accusato Llosa di aver diffuso «commenti malvagi pieni di pregiudizi». Secondo El Pais, i suoi libri sono scomparsi  dai rivenditori di libri online in Cina  e il suo nome è stato oscurato nei motori di ricerca.

 

Vargas Llosa era un frequente visitatore in Cina e romanzi come Zia Julia e Lo scribacchino erano ben noti nel paese, secondo quanto riferito da altre fonti.

 

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