Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

L’amore per la cultura della Repubblica Napoletana del 1799

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Nei pochi mesi straordinari della sua esistenza storica (21 gennaio-13 giugno) la gloriosa Repubblica Napoletana compì opere civili incredibili.

Tra le tante l’omaggio di memoria a grandi della storia universale e napoletana.

Il generale francese Championnet, che chiamò il suo esercito “Armata di Napoli”, aveva progettato di innalzare un monumento a Virgilio, trovandosi a Napoli il suo sepolcro, richiamando anche la stessa idea di Napoleone per Mantova, città natale del sommo poeta latino.

Ecco il suo decreto:

«Considerando che il primo dovere delle Repubbliche è di onorare i talenti ed eccitare l’emulazione dei Cittadini, mettendo sempre dinnanzi ai loro occhi la gloria, che segue anche nella tomba i grandi Uomini di tutti i paesi e di tutti i secoli, ordina ció che segue: Si innalzerà a Virgilio un monumento in marmo nel sito, ove si trova la sua tomba, vicino alla Grotta di Pozzuoli.»

Già il Governo della Repubblica aveva assunto come sua futura linea di onore alla memoria, quella di innalzare monumenti «agli scrittori nostri Cittadini, i quali coi loro lumi hanno in questo secolo distrutto i pregiudizi e migliorata la ragione dei nostri popoli.»1

 

La città di Napoli fu divisa in sei quartieri (Cantoni), ai quali furono dati i seguenti nomi:

1) “Sannazaro” (il grande poeta e umanista cinquecentesco napoletano) per la zona di Chiaia, trovandosi ivi la sua tomba nella chiesa dei Serviti;

2) “Monte Libero” per la zona di Castel S. Elmo, perchè in esso i Patrioti Repubblicani, dopo essersene impossessati, “giurarono la Libertà” ed esso fu “la culla della Repubblica”;

3) “Colle Giannone” nella zona dell’Arenella, nel ricordo del grande storico e giureconsulto settecentesco pugliese-napoletano, che aveva rivendicato i diritti dello Stato contro i privilegi e le arroganze clericali e feudali e per questo fu perseguitato dalla Santa Inquisizione e morì in carcere a Torino;

4) “L’Umanità”, valore fondamentale dell’idealità repubblicana, nella zona dell’Albergo dei Poveri;

5) “Sebeto” (il corso d’acqua tipicamente napoletano, che irrigava i terreni orientali intorno a Napoli e passava sotto il Ponte della Maddalena;

6)“Masaniello” in memoria del grande rivoluzionario popolare, “primo Repubblicano di Napoli”, per la zona del Mercato (i cui resti nella Chiesa del Carmine al Mercato furono dispersi per questo motivo dalla plebe fanatica e anche cannibale, al ritorno del Borbone, servo degli inglesi guidati dall’infame Nelson).2

 

 

Note

1. Notizia tratta dal n.11 del 9 marzo 1799 del Monitore Napoletano.

2. Notizie  tratte dal n.9 del 2 marzo 1799 del Monitore Napoletano.

 

 

 

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