Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

I plebisciti per l'Unità d'Italia

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Viva sempre l’Italia, Una e Libera, nata soprattutto nel mirabile anno 1860, sancita formalmente di fronte al mondo (e riconosciuta man mano da tutti gli Stati)  dal primo Parlamento Nazionale, espressione della massima parte della Penisola,  il 17 marzo 1861!

Essa nacque soprattutto con l’azione del Regno di Sardegna liberale e costituzionale di Vittorio Emanuele II e di Cavour, a conclusione della seconda guerra di indipendenza, iniziata l’anno prima con la collaborazione militare diretta della Francia, un’alleanza che si rivelò fondamentale nel processo del Risorgimento italiano dalla Rivoluzione del 1789 in poi, contro la nemica secolare dell’Italia, l’Austria, liberando finalmente la Lombardia e Milano.

Il processo portò alle insurrezioni popolari in altre parti della Penisola, con successivi plebisciti di epocale sanzione democratica del processo di unificazione nazionale. In Toscana, nella Romagna, a Parma, a Piacenza, a Modena, a Reggio Emilia, alla leggendaria spedizione dei Mille di Garibaldi, che dalla Sicilia valorosa e protagonista, in primo piano Palermo tutta con le sue barricate antiborboniche, fino alla battaglia vittoriosa del Volturno del 1 ottobre.

 

Fu allora sancita la caduta del regime borbonico, scandalo storico di disumanità nella storia dell’Europa, con successivo Plebiscito del 21 ottobre 1860. Esso fu a sanzione comunque democratica, e rappresentò un fatto unico nella secolare storia del Mezzogiorno.

Si ebbe la  prima demolizione dell’assurdo, assolutista, ultraclericale Stato della Chiesa, con l’annessione dell’Umbria e delle Marche, con l’esercito già nella composizione  italiano al comando di Vittorio Emanuele II, che si incontró poi con Garibaldi nel Sud, chiudendo il fondamentale cerchio unitario e libero della cara nostra Penisola Italiana nel miracoloso 1860!

I plebisciti di unificazione si tennero nei giorni 11/12 marzo 1860 per le Romagne, per Modena e Reggio Emilia, Massa Carrara, Parma e Piacenza, per tutte le province della Toscana.

Nel 21 ottobre 1860 si tennero nelle province siciliane e meridionali col quesito «Il Popolo vuole l’Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele re costituzionale e i suoi legittimi discendenti?»

In Sicilia si ottenne questo risultato: 432.095 (99,85 per cento) sì e 667 no (0,15 per cento). Nel Sud si ebbero 1.302.064 (99,21 per cento) sì e 10.312 no (0,79 per cento).

Per l’unificazione nelle Marche ed in Umbria i risultati si ebbero il 4-5 novembre 1860 con le stesse percentuali intorno al 99 per cento degli altri.

Gli esiti, dunque, furono dappertutto plebiscitari e decisivi per incardinare nella storia della Penisola e della Nazione Italiana, e in modo definitivo e granitico, l’Unità, l’Indivisibilità e il Regime Costituzionale della nostra Patria.

Si vedano tra i mille e mille monumenti quello di Napoli al “Plebiscito del 21 aprile 1860”, che dà la sua denominazione alla più grande piazza della Città.

 

 

 

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