Rita Atria, una ragazza e una strada contro la mafia
Gli dissi chi erano i capi, quali i politici corrotti e quali erano gli spostamenti e i nascondigli. Allora la mafia si spaventò davvero, perché doveva vedersela con noi due, con il giudice e la ragazzina. Prima di combattere la mafia devi farti un autoesame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta, morta davvero. Mi lanciai nel vuoto che la mafia mi aveva lasciato. Ciao, io mi chiamo Rita, Rita Atria, vengo da Partana, il paese delle pecore, non ho ancora compiuto diciotto anni e non li compirò mai.» Rita Atria si uccise a diciassette anni, una settimana dopo la strage di via D’Amelio perché aveva perso ogni punto di riferimento nella vita e nello Stato dopo aver collaborato con Paolo Borsellino per aver denunciato la mafia presente pesantemente anche nella sua stessa famiglia.
La toponomastica della città di Napoli aggiunge così un’altra donna alla civiltà della memoria. Partendo dai quindici nomi di presenze fra i nomi di strade e piazze, in questi ultimi anni sono già trentasei i nomi dedicati a donne che hanno lasciato una testimonianza alla società con la loro storia di resistenza e di sete di giustizia.
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.206 Febbraio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e Filosofia Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia L’Ospedale della Pace. La cura a servizio della città
Libere Riflessioni Chavismo, lezione numero 2: Gesù era socialista In memoria di Antonino Zichichi La storia come strumento per leggere il presente La “riforma della magistratura” è un bluff
Filosofia della Scienza Dario Antiseri, il filosofo della "società aperta" Circa i limiti della conoscenza umana Dewey e la filosofia negli Stati Uniti
Cultura della legalità Figli maggiorenni e mantenimento: la giurisprudenza cambia rotta Cos’è e a chi serve la “separazione delle carriere”? Chi controlla i nostri dati? La nuova frontiera dei diritti nell’era dell’IA Vittime innocenti. Febbraio 1893-2014
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 265 visitatori e nessun utente online |



