Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Droni per l’archeologia sottomarina: la nuova ricerca

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Nel corso di pochi anni l’uso dei “droni” per l’Archeologia ha avuto un grande sviluppo. Si possono agevolmente suddividere i principali campi di intervento in due concetti logici-operativi.

Il primo che si può definire da ricerca archeologica in condizioni ambientali estremamente difficili: montagna, foresta, zone paludose ed altro.

Il secondo è quello che vede l’uso dei “droni” come strumento di una ricerca a più ampio raggio su area prescelta. In entrambi i casi sono stati largamente usati i modelli di “droni” aerei.

Questi sono sicuramente i più popolari e conosciuti dagli archeologi, e non possono variare per forme e caratteristiche, come ad esempio, quadricotteri o esacotteri, ma sono tutti operativi nella sola e concreta dimensione aria. In parallelo a queste tendenze operative della ricerca archeologica si è sviluppato, altresì, l’uso sempre più ampio di modelli di “droni” subacquei e marini che hanno portato e, sicuramente porteranno, nuovi ed interessantissimi sviluppi per la ricerca archeologica subacquea e sottomarina.

Di questi nuovi sviluppi si è discusso in una giornata di lavoro, il 25 maggio 2018 presso l’Istituto Polo Tecnico Fermi Gadda di Napoli.

 

Il convegno è stato organizzato dall’Accademia Dronica del Fermi-Gadda e dal suo responsabile il prof. Enrico Maiorino. Argomento del dibattito era la problematica della cooperazione tra archeologia subacquea e modellistica dronica, in modo particolare, in Campania. Relatori: Filippo Avilia, docente presso IULM di Milano e storico navale specialista in archeologia subacquea micenea, Rosario Santonastasio, geologo e specialista in geo-archeo, il tenente Marco Rigamonti, in servizio presso L’Accademia Aeronautica di Pozzuoli e membro del D.A.R.T della stessa Accademia.

Il D.A.R.T è composto da ufficiali e cadetti dell’Accademia Aeronautica e si occupa di ricerca dronica. Nel corso del dibattito sono emerse  particolari tematiche ed aree di approfondimento future.

Prioritariamente è stata evidenziata in ogni intervento la necessità di un lavoro sinergico tra varie componenti della ricerca. Archeologi e storici, chimici e geofisici, con diverse applicazioni droniche. 

Inoltre, dagli interventi dei prof. Avilia e Santonastasio è risultato chiaro l’enorme importanza della ricerca subacquea per la Campania e l’Italia. Avilia ha evidenziato come futura area di ricerca il mare antistante Castel dell’Ovo, un'area di studio e di lavoro che può risultare importantissima per la storia di Napoli. Sulla linea ideale della sinergia sono intervenuti ricercatori dell’I.A.M.C   C.N.R di Napoli, Marina Iorio, Francesca Budillon e Marco Sacchi, della Lega dell’Università Parthenope. 

Dalla sinergia si è passato alle problematiche dell’aerocooperazione tra aerei, elicotteri, droni aerei e droni marini e sottomarini.

Questa tematica è stata affrontata dal tenente Marco Rigamonti. Si tratta di una cooperazione di non facile attuazione che necessita un lavoro costante di coordinamento e di prove continue di mezzi in attività di simulazione.

Tutto questo è, però, una tradizione dell’Aeronautica Militare Italiana, l’aerocooperazione con più realtà. La stessa Archeologia Subacquea è nata a Pozzuoli con una scoperta di un relitto da parte di un velivolo militare italiano. Il prof. Maiorino, infine, ha delineato la flotta dronica del PoloTecnico Fermi Gadda e la sua capacità di essere flessibile. La cooperazione tra diversi modelli di “droni”, da un mezzo sottomarino possono operare mezzi anfibi e terrestri. Da ciò si evince l’esigenza della ricerca e la costruzione di droni Ekranoplanici e ibridi razzo-marini.

Daniela Villani, delegata alla Commissione Mare del Comune di Napoli, nel ringraziare il dirigente Bruzzaniti,  ha infine  evidenziato la necessità di lavori futuri da svolgersi in contesti comuni.

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca ad Altamura

 

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Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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