San Pietro Martire, un gioiello angioino sull'acqua del Sebeto
Fu costruita a partire dal 1294 per volere di Carlo II d’Angiò nell’antica zona della Calcaria dove arrivavano alla Porta di Massa le navi provenienti da Massa Lubrense. Nel corso del tempo la chiesa ha subito diversi restauri e stratificazioni. L’aspetto attuale risale ai due grandi interventi di metà Seicento, quando fu concepito il portale con lo slargo antistante, e di metà Settecento. Chiusa dal 2010 per inagibilità, la Chiesa è oggi sottoposta a lavori che fanno parte del grande progetto UNESCO per il centro storico della città di Napoli. Oltre a risolvere il problema dell’acqua che risale dal basso, il progetto prevede diversi interventi di ripristino e di manutenzione, fra cui il consolidamento del pregiato pavimento barocco.
Tra i manufatti soggetti a lavori di restauro vi sono anche alcune opere di pittura e di scultura.
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.206 Febbraio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e Filosofia Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia L’Ospedale della Pace. La cura a servizio della città
Libere Riflessioni Chavismo, lezione numero 2: Gesù era socialista In memoria di Antonino Zichichi La storia come strumento per leggere il presente La “riforma della magistratura” è un bluff
Filosofia della Scienza Dario Antiseri, il filosofo della "società aperta" Circa i limiti della conoscenza umana Dewey e la filosofia negli Stati Uniti
Cultura della legalità Figli maggiorenni e mantenimento: la giurisprudenza cambia rotta Cos’è e a chi serve la “separazione delle carriere”? Chi controlla i nostri dati? La nuova frontiera dei diritti nell’era dell’IA Vittime innocenti. Febbraio 1893-2014
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 256 visitatori e nessun utente online |



