Silvia Ruotolo, il ricordo e l’eredità quotidiana
Per onorare la memoria e mantenere sempre vivo il ricordo di Silvia, in occasione del ventunesimo anniversario della sua scomparsa, l’undici giugno del 2018 a piazza Medaglie d’oro sono state deposti fiori sulla lapide in sua memoria. Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di “Libera” ha dichiarato: «La risposta deve essere una risposta al fianco del lavoro dei magistrati, delle forze di polizia, una risposta sociale. Se non c’è una risposta al mondo dei giovani che è lì che barcolla, una società che si preoccupa dei giovani ma non se ne occupa un po’ li ha traditi.
Se non c’è un’attenzione alle politiche sociali, ai servizi, ai problemi del lavoro, per tutte le persone non usciremo mai fuori da tutto questo perché c’è, certamente tutto quell’impegno, quel lavoro e quel sacrificio da una parte, ma ci devono essere le condizioni di poter cambiare e creare le condizioni di un cambiamento».
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.206 Febbraio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e Filosofia Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia L’Ospedale della Pace. La cura a servizio della città
Libere Riflessioni Chavismo, lezione numero 2: Gesù era socialista In memoria di Antonino Zichichi La storia come strumento per leggere il presente La “riforma della magistratura” è un bluff
Filosofia della Scienza Dario Antiseri, il filosofo della "società aperta" Circa i limiti della conoscenza umana Dewey e la filosofia negli Stati Uniti
Cultura della legalità Figli maggiorenni e mantenimento: la giurisprudenza cambia rotta Cos’è e a chi serve la “separazione delle carriere”? Chi controlla i nostri dati? La nuova frontiera dei diritti nell’era dell’IA Vittime innocenti. Febbraio 1893-2014
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 385 visitatori e nessun utente online |



L’undici giugno 1997, durante un agguato di camorra nel quartiere Vomero Arenella, un proiettile vagante uccideva Silvia Ruotolo mentre rientrava a casa in salita Arenella, dopo aver preso a scuola il figlio Francesco di cinque anni. Ad attenderla al balcone c’era la figlia Alessandra di dieci anni oggi assessore del Comune di Napoli.