Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Le ruberie dei francesi denunciate da Eleonora de Fonseca Pimentel

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Benedetto CroceEra il 1947 quando su i Quaderni della Critica Benedetto Croce pubblicava «Una inedita protesta di Eleonora de Fonseca Pimentel del marzo 1799 contro le ruberie e il tentato sopruso di un generale francese».

Il militare in questione era il trentenne Antonio Gabriele Venanzio Rey, giunto a Napoli durante la Repubblica del 1799, notato nei rapporti del Direttorio come un  militare bravo,  ma anche troppo spesso coinvolto in manovre economiche estorsive nei confronti delle popolazioni passate sotto il dominio francese.

Le ruberie dei generali francesi in Napoli, come in altre parti d’Italia, erano note tanto da costringere il governo del Direttorio ad inviare dei commissari, non tanto in difesa della moralità o delle popolazioni defraudate, quanto per assicurare i beni confiscati alle casse della Francia, considerato che buona parte restava nelle mani dei generali.

Il Rey era giunto a Napoli con il generale Championnet che, nonostante fosse stimato come persona onesta, lasciava troppa libertà d’azione ai suoi militari, proteggendoli, tanto da finire poi anch’egli compromesso e richiamato in Francia.

 

Con l’arrivo a Napoli del generale Macdonald, il Rey si affrettò a presentare le sue dimissioni, temendo di essere presto scoperto per l’ultimo ladrocinio.

Il 20 marzo di quell’anno il fraudolento generale, forte della sua autorità, aveva sottratto ai cavalieri napoletani le collane d’oro dispensate dalla Corte borbonica.

Ma l’estorsorsione non era passata in silenzio: consapevole della sua missione e dei diritti della libera stampa, Eleonora de Fonseca Pimentel, aveva pubblicato la notizia sul Monitore Napoletano del 23 marzo, e nel numero precedente aveva già denunciato un’ulteriore ruberia del generale Duhesme.

Sentendosi smascherato il Rey minacciò di censurare il giornale e di carcerare il tipografo Giaccio. La Pimentel allora ricorse al Governo Provvisorio e preparò un nuovo numero del Monitore con una esatta informazione dell’estorsione e delle minacce operate dal francese. Ma l’articolo fu censurato e il foglio comparve solo il 30 marzo, senza dare ulteriore seguito alla cosa.

La censura dell’articolo fu giustificata come atto dovuto per impedire il malcontento del popolo. Ma la denuncia della Pimentel non fu inutile, tantomeno placò il suo carattere inflessibile: il Rey smascherato fu costretto a presentare le sue dimissioni e se ne tornò in Francia con Championnet, cadendo in disgrazia, tempo dopo, anche con Napoleone.

Inoltre lo stampatore Giaccio non fu imprigionato e il Monitore continuò le sue pubblicazioni senza ulteriori censure.

Anni dopo, Benedetto Croce, ritrovò l’articolo della Pimentel nella biblioteca del barone De Gemmis in Bari e non esitò a pubblicarlo, dimostrando l’integrità morale della direttrice, censurata e minacciata dalla falsa democrazia francese.

 

 

 

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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