Ligabue, l'arte e la follia in mostra a Napoli
Più volte ricoverato in manicomio, dileggiato ed emarginato in vita per i suoi atteggiamenti fiori dalla norma, Ligabue dipinse il conflitto, lo spasimo, la violenza ferina, la sopraffazione bestiale, a poi una lunga serie di celebri autoritratti per fissare sulla tela le trasformazioni del suo stesso volto. L’elegante allestimento della mostra nella Cappella Palatina del Castello presenta, oltre alla pittura, anche sculture e disegni e un raro e prezioso filmato con immagini d’epoca di Ligabue. «Una personalità straordinaria, sconvolgente, con una storia che sicuramente interroga, pone domande e attraverso la sua biografia e la sua produzione artistica ci invita a riflettere nel profondo sulla condizione umana ed anche sulla funzione dell’arte. Non credo che sia un caso che Liguabue sia anche "popolare", nel senso che sia un pittore, una storia e una biografia che va oltre quelli che sono i confini tradizionali degli esperti, dei critici di un certo mondo a volte un po’ chiuso in se stesso. Quindi mi sembrava molto bello ospitare questa mostra, e farlo qui, nel Maschio Angioino, che è un po’ l’emblema della vita culturale di Napoli, ed è un posto frequentato dalla cittadinanza in generale, oltre che da tanti visitatori. Sono quindi due fatti culturali che si valorizzano reciprocamente.» [Nino Daniele, Assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli]
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