Luca Giordano, il "fa ambress" del '600 artistico napoletano

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Luca Giordano, Autoritratto, c.a. 1692, Pio Monte della Misericordia, NapoliTipico esponente della cultura del barocco, Luca Giordano ebbe numerosi intellettuali attorno a sé, esponenti del movimento galileiano e dell’Accademia dei cartesiani, che preparava il terreno all’illuminismo settecentesco.

Non fu un uomo di cultura, ma sicuramente ebbe una grande cultura pittorica. A Napoli e in tutta l’area italiana fu la personalità che meglio interpretò in pittura il Barocco come gran teatro nel quale si fondevano il naturale e l’artificiale.

Dipinse moltissimo, anche con grande rapidità. Autore di oltre 750 opere, quando veniva ben pagato interveniva lui stesso nella realizzazione dell’opera, mentre affidava alla bottega i lavori meno retribuiti.

E tutto il lavoro avveniva velocemente. Da qui forse nasce il soprannome di Luca fa ambress (Luca fa presto), attribuitogli non solo dalla fine del Settecento, ma già durante la sua vita, dopo che in soli due giorni era riuscito a dipingere le tele della crociera nella chiesa di S. Maria del Pianto a Napoli ed a copiare opere di grandi maestri tra cui Raffaello, Rembrandt e Rubens. Secondo altre fonti il soprannome derivava dalle esortazioni del padre al lavoro.

 

A seconda del committente il Giordano assumeva stili diversi, operando alla maniera del de Ribera o di Rubens o di Pietro da Cortona.

Nato a Napoli nel 1634, da Antonio, modesto pittore, e da Isabella Imparato, fu battezzato nella Chiesa di Sant'Anna di Palazzo. Si formò probabilmente nella bottega del de Ribera, poi visitò Roma per studiare l’arte di Michelangelo, Raffaello, Polidoro da Caravaggio e i Carracci.

Le prime importanti committenze napoletane risalgono agli anni '50 del XVII secolo, segnate da una profonda influenza che la pittura napoletana subì dopo il passaggio di Caravaggio.

Nel 1658 sposò l’appena dodicenne Angela Margherita Dardi da cui ebbe un primo figlio, Lorenzo, undici anni dopo.

I viaggi tra Roma, Firenze, Padova, Venezia e Genova,  consentirono al pittore di approfondire la propria carica espressiva e di tradurre in pittura la moderna concezione barocca.

Con le sue opere conseguì  un successo in ogni parte d'Italia ed in seguito d'Europa, influenzando con il suo stile  l'attività di molti giovani artisti.

Popolarissimo alla corte spagnola dove ottenne il titolo di “Caballeros”,  trascorse un decennio a Madrid, producendo numerosissime opere tra il 1692 ed il 1702.

Tornato a Napoli continuò a lavorare con ritmi frenetici fino alla morte avvenuta nel 1705.

L'ultima tra le sue grandi imprese pittoriche fu l'affresco La Gloria di Giuditta nella cappella del Tesoro in S. Martino.

Fu seppellito nella Chiesa di S. Brigida, dove nel 1678 aveva lasciato una delle sue tantissime opere: La Gloria di S. Brigida.

 

 

 

Firma di Luca Giordano per la celebrazione delle nozze con Angela Margherita Dardi

Archivio Storico Diocesano di Napoli. Fondo Processetti Matrimoniali. Anno 1658 L

 

La firma autografa di Luca Giordano sarà esposta al pubblico (tra le altre) nella prossima mostra documetaria dell'Archivio Storico Diocesano di Napoli che si terrà dal 23 al 28 settembre 2017 presso la sede dell'Archivio, in Largo Donnaregina, 5, Napoli.

 

 

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