Edoardo Scarfoglio e “Il Mattino” di Napoli
Ovunque il giornale si identificava con una personalità di rilievo della città e a Napoli emerse Edoardo Scarfoglio già con un passato alle spalle di esperienza giornalistica. Nei quattro anni precedenti alla fondazione del “Mattino” Scarfoglio era stato collaboratore del “Corriere di Napoli” e socio di Matteo Schilizzi, che ne era stato il fondatore nel 1888. Nel 1892, fondando “Il Mattino, si separò da Schilizzi, sentendo la necessità di avere un giornale proprio, che si identificasse con la sua personalità. Così, nella presentazione del giornale dichiarava apertamente di non aver affatto bisogno di delineare programmi, facendo leva sulla notorietà che già aveva presso i napoletani. A ciò seguiva la dichiarazione di voler dare al “Mattino” una caratterizzazione politica liberaldemocratica, proponendosi da giornale moderato. Inoltre rendeva esplicito l’intento di fondare un giornale, la cui voce da Napoli si spandesse per tutta l’Italia, realizzando un elemento di cultura e di civiltà per le province e un campione dei diritti meridionali davanti al resto della patria.
Quindi, con la presentazione del primo numero del 16 marzo 1892 Scarfoglio rivelava i suoi intenti. Un appoggio di primissima qualità sarebbe venuto da sua moglie, Matilde Serao, senza temere che la di lei figura potesse adombrarlo.
Pertanto i coniugi Scarfoglio vinsero la loro scommessa e in pochi anni “ Il Mattino” divenne un giornale di indiscutibile successo. Quando, nel 1903, Matilde Serao decise di lasciare il giornale, questo assunse - come scrive Giuseppe Galasso quel carattere denominato “scarfoglismo”, ossia “un misto difficilmente definibile di romanticismo, dannunzianesimo, imperialismo, autoritarismo, municipalismo, tradizionalismo. Tuttavia “l’impresa” giornalistica di Scarfoglio fu rilevante in virtù della consapevolezza che stampa e giornali fossero istituzioni e momenti fondamentali di una società moderna.
Bibliografia:
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Tra la seconda metà del XIX secolo e l’inizio del secolo successivo i maggiori giornali italiani assunsero la funzione di veri e propri organi di stampa locali-nazionali. Furono fondati il "Corriere della Sera" a Milano, la "Stampa" a Torino, "Il Messaggero" a Roma, il "Secolo XIX" a Genova, "La Nazione" a Firenze, "Il Resto del Carlino" a Bologna e "Il Mattino" a Napoli.