La nascita del “Roma”, il giornale dei garibaldini napoletani
Erano i primi decenni di quella che Benedetto Croce chiamava “nuova Italia” quando nelle maggiori città fiorì una stampa di diversa ispirazione politica e culturale e Napoli fu tra le più precoci e vivaci capitali del nuovo giornalismo. Il primo quotidiano fu il “Roma” che uscì il 22 agosto 1862, diretto da Pietro Sterbini ed edito da Diodato Lioy. Da allora, per decenni il “Roma” fu la voce dei garibaldini e dei mazziniani, mostrandosi leader incontrastato con oltre ventimila copie ed una più che buona dose di autorevolezza derivata dalla collaborazione di firme illustri come quella di Francesco De Sanctis. Esso raccoglieva la passione unitaria italiana dei democratici italiani che, con il motto di “Roma o morte”, rivendicavano Roma capitale d’Italia.
Quindi, ben otto anni prima della “Breccia di Porta Pia” e ad un anno dall’avvenuta Unità, il “Roma”, con i suoi articoli, rilanciava con determinazione la “questione romana”. Inoltre, per la prima volta, tra le sue pagine compariva l’espressione “ questione meridionale”. «Il giornale - come scrive Giuseppe Galasso - aveva saputo legare spesso la maggiore cultura cittadina con quella più tipica e locale (Francesco De Sanctis con Ferdinando Russo) ed esprimere assai bene la tradizione laica e la grande competenza forense della stessa cultura napoletana». La crescita del giornale, che in pochi giorni superò le diecimila copie vendute, rese presto necessaria una nuova e più ampia sede, che fu trasferita a duecento metri di distanza, in Via Cisterna dell’Olio, presso lo stabilimento tipografico Giannini. Iniziarono allora a comparire le firme di collaboratori illustri come Francesco De Sanctis, Matteo Renato Imbriani, Giuseppe Mirabelli, Alessandro Betocchi, Eduardo Dalbono. Ma la situazione di precarietà durò solo un mese, in quanto gli eredi dell’editore Lioy predisposero una nuova tipografia in una palestra nel cortile dell’ex convento di San Domenico Maggiore, riservando per l’impaginazione un’aula dove aveva tenuto le sue lezioni San Tommaso d’Aquino. Il “Roma” fu per ben trent’anni il grande quotidiano di Napoli fino alla fondazione del “Mattino”, avvenuta nel 1892, che avrebbe arricchito l’informazione e la cultura del giornalismo napoletano con i nomi di Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao. Durante il ventennio fascista la redazione e la tipografia del “Roma” furono nuovamente trasferiti, stavolta nei locali del “Banco di Napoli” allo Spirito Santo. Un paio d'anni più tardi, il “Roma”, “Il Mattino” e il “Corriere di Napoli”, uniti in un solo gruppo editoriale, ebbero redazioni e tipografia nello stesso edificio al Vico Rotto San Carlo.
Riferimento bibliografico: G. Galasso, L’Italia Nuova, vol.3, Firenze, 1986
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