La Legione garibaldina del Matese

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Uno degli errori della nuova monarchia sabauda fu quello di liquidare il cosiddetto “esercito meridionale”, composto da circa cinquantamila volontari che si erano uniti a Garibaldi dopo lo sbarco in Sicilia.

La decisione portò al durissimo e drammatico scontro in Parlamento tra Garibaldi e Cavour nell’aprile del 1861, con Garibaldi consapevole che si voleva disarmare un esercito rilevante di uomini dalle idee repubblicane.

Tra i congedati vi furono 240 uomini che avevano combattuto nella Legione garibaldina del Matese, costitruitasi nel distretto di Piedimonte d’Alife, attuale Piedimonte Matese, nel giugno del 1860.

Gli organizzatori principali furono Beniamino Caso, di San Gregorio d’Alife (attuale S. Gregorio Matese) e Bonaventura Campagnano di Villa Schiavi (attuale Liberi), i quali si adoperarono in tutti i modi per il reclutamento dei volontari in quel distretto e in altre località della provincia.

Tra i primi vi furono anche l’ingegnere Rocco De Nuccio, con il cugino Pietro, Rocco Piscitelli, Pasquale Caiazza e Salvatore Piscitelli di Riardo.
Coloro che riuscirono a tessere una rete sinergica di rapporti tra i vari patrioti della Legione furono lo stesso Beniamino Caso e Salvatore Pizzi.

La maggior parte dei liberali, al fianco di Caso e Pizzi, aveva partecipato alle lotte politiche per la costituzione del Parlamento napoletano del 1848.

Della Legione facevano parte anche il giovane pittore Gioacchino Toma, che un anno prima era stato confinato per motivi politici sul Matese ed era stato protetto proprio da Beniamino Caso che ne aveva promosso la vendita di alcuni quadri.

Ad Alvignano c’era Domenico Bencivenga, suo parente, Ercole Raimondi a S.Pietro. Vi facevano parte, inoltre, Felice Stocchetti di S.Angelo d’Alife, Francesco Fevola di Teano, Paolo Zito di Grazzanise ed altri ancora i quali riconobbero in Beniamino Caso e Salvatore Pizzi i capi del movimento insurrezionale in Terra di Lavoro.

La Legione del Matese non fu una legione in senso classico, ma un contingente di garibaldini con una forza che, dai 120 della prima ora, raggiunse nel massimo anche i 500 militi. Organizzata nel mese di giugno 1860, essa fu costituita ufficialmente il 25 agosto successivo in Piedimonte, quando la notte del 24 agosto Beniamino Caso e Giuseppe De Blasiis arrivarono a Piedimonte con le armi e la bandiera.

Il mattino seguente la Legione venne ufficialmente costituita. De Blasiis fu designato uomo del Comitato dell’Ordine inviato da Napoli per comandare la Legione col grado di Maggiore.

Intanto nel beneventano già da tempo stava operando Giuseppe De Marco, un liberale che apparteneva al Comitato d’Azione e la cui sfera di influenza copriva i paesi della valle telesina e del Fortone, dove aveva dato vita a 21 comitati insurrezionali, dai quali si era presto formato un vero corpo armato, analogo alla Legione del Matese, chiamato “Cacciatori Irpini”.

Proprio il 25 agosto Giuseppe De Marco informava gli uomini del Comitato di Piedimonte che da Avellino il colonnello Matarazzo, capo delle forze armate insurrezionali di quella provincia, aveva dato ordine di stare pronti a marciare lungo il fiume Calore, verso Benevento.

La notizia che Garibaldi stava per sbarcare a Salerno provocò una grande agitazione ed era ormai chiaro che il Comitato Centrale di Napoli aveva deciso di puntare su Benevento, che da sette secoli era rimasta un’isola del potere pontificio entro il Regno di Napoli.

L’azione militare era ritenuta più efficace, se confortata anche dalla presenza della Legione del Matese, così da mostrare a Garibaldi la capacità operativa di questa nuova forza pronta a battersi per la libertà.

La Legione garibaldina del Matese partecipò alle battaglie sul Volturno del 1 e 2 ottobre, sotto il comando del maggiore Guadagni, dopodiché fu agli ordini del colonello Nullo per essere a Isernia, dove il 17 ottobre si scontrarono garibaldini e borbonici, con gravi perdite da entrambe le parti.  

In seguito la Legione fu impiegata per reprimere il brigantaggio, fino all’emissione del Decreto Regio con il quale si procedeva al riordinamento dell’Esercito Meridionale Garibaldino. Il decreto fu pubblicato il 17 novembre, iniziando con lo scioglimento dei Corpi ausiliari, dei quali facevano parte le Legioni.

Gradualmente la Legione del Matese fu ridotta di numero per essere definitivamente sciolta il 3 marzo del 1861, pur avendo ancora effettivi 240 uomini.

 

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