Gerardo Marotta: il trionfo della libertà
Nel trionfo della libertà, rinvigorisce e cresce, facendosi linfa nel pensiero di chi, con onestà intellettuale, la sente e la fa sua, serbandola nelle pieghe più profonde della propria coscienza. Uomini come Gerardo Marotta sono rari e non passano invano. Fulgidi esempi di saggezza, lasciano un segno indelebile ed eloquente nella storia del mondo. Autentico erede rivoluzionario del 1799, non ha risparmiato un solo attimo della sua esistenza per vivificare il ricordo di quei martiri che gli palpitavano nel cuore. Li ha invocati infinite volte tra le stanze di Palazzo Serra di Cassano, piegato nella più cupa disperazione dinanzi ad una cultura morente, calpestata, falcidiata nelle sue oneste speranze, violentata da mani indegne, laide e senza scrupoli. Gli eroi del 1799 stati i suoi amici più veri, i più invocati, i più amati, coloro che adesso trionfalmente lo hanno accolto dall’altra parte. Mi conforta il pensiero, laicamente mi pervade d'amore. Amore vero, essenziale, sincero. Amore che solo una mente vivida d'intelligenza accoglie e soffre nel ricordare un passato glorioso relegato dietro ad un portone chiuso da secoli.
Ti ho voluto ricordare così, mio amabile avvocato giacobino, inesauribile fonte di passione, indomabile forza della natura. I tuoi insegnamenti saranno la nostra ricchezza e la fiamma brucerà ancora. Trionfa adesso nella tua amata libertà. Vivi con grazia per noi, vivi per sempre.
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Uomini come Gerardo Marotta non muoiono mai, possono solo lasciare un corpo ormai stanco ed invecchiato, ma la loro anima vive in eterno.