Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il cippo in onore di Pisacane a Sanza. Storia di un iter travagliato

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A Sanza, nei primi anni del Novecento, si era pensato di commemorare degnamente la figura di Carlo Pisacane, dopo che la città di Salerno nel 1864 aveva eretto una statua e all’inaugurazione avevano partecipato Menotti e Ricciotti Garibaldi .

Nel 1903 era stato costituito un “Comitato per le Onoranze a Carlo Pisacane” con la finalità di celebrare con un cippo ed una cerimonia pubblica il 46° anniversario della morte dell’eroe a Sanza. Il consiglio comunale del paese aveva recepito la proposta con una delibera datata 7 giugno 1903.

“Un comitato di patrioti cittadini[…] ha preso la nobile iniziativa di ricordare ai posteri il punto ove Carlo Pisacane , l’eroe della libertà e del sentimento, esalava l’ultimo respiro per la libertà e l’indipendenza della patria, con un cippo marmoreo…”
L’iter seguì un procedimento travagliato. “Il Corriere del Sud” aveva considerato non “ degno” un cippo marmoreo , nonostante il comune di Sanza avesse  stanziato un contributo di ben 2000 lire. Il quotidiano riportava in  un articolo:

“Questo cippo in quistione fu dal comitato commissionato più che ad un artista ad un appaltatore il quale saprà forse intendersi di lavori di costruzioni, ma di arte architettonica onoraria non ne capisce affatto una iota.

Ora questo cippo è stato eseguito e trovasi , per chi vuol vederlo, buttato in uno scarico verso la ferrovia. Questo cippo in quistione è di pietra vesuviana di scadente qualità ed è di forma triangolare a piramide e le sue faccie non sono affatto traguardate, gli spigoli rosi dalla cattiva lavorazione e impasticciati con del mastice a zolfo, le lettere che compongono la bellissima epigrafe sono una vera offesa all’arte …”

Alla critica distruttiva, nel mese di luglio 1903, seguì lo scioglimento del consiglio comunale del paese con decreto reale per gravi contrasti tra le forze locali con il conseguente commissariamento regio affidato a Guido Lodoli.

In quel frangente il segretario della prefettura, che era anche lui componente della “ Commissione esecutiva per un ricordo lapideo a Carlo Pisacane”, scrisse una nota al commissario Lodoli in cui dichiarava di essere a conoscenza che “v’era qualcuno che voleva scorgere, nelle onoranze a Carlo Pisacane, una manifestazione di partito”.

Solo nel giugno del 1904 , con l’elezione del nuovo sindaco, Angelo Martino, una commissione esecutiva, in data 18 giugno, prese la decisione di inaugurare finalmente il 3 luglio 1904 il cippo marmoreo . La commissione invitò la cittadinanza , i cittadini della provincia e gli italiani tutti con un avviso pubblico in cui si celebrava la figura del patriota.

“Pisacane campione stesso dell’ italica rivoluzione , crociato di tutte le libertà, in faticato propugnatore della fratellanza e dell’uguaglianza dei popoli, martire dell’inconcussa fede , ond’ Egli fece olocausto della fiorente sua giovinezza , del suo robusto ingegno “.

L’amministrazione, con un pubblico manifesto del 30 giugno, invitò i cittadini a partecipare alla cerimonia.

“Cittadini! Il giorno 3 del prossimo luglio , alle ore 9, verrà inaugurato in questa Sanza il ricordo lapideo che ad opera di un Comitato di Illustri Patrioti fu eretto in prossimità del luogo ove il non mai compianto Campione dell’Italico Risorgimento Carlo Pisacane cadde vittima del profetizzato ideale…Il monumento resterà di memoria imperitura ai posteri , i quali impareranno a sfidare nell’occorrenza gaudenti la morte per la difesa delle patrie libertà!…”

Alla cerimonia parteciparono autorità , sindaci, politici e semplici cittadini della zona ed anche Gennaro Pisacane, nipote di Carlo, e Giovanni e Michele Falcone, fratelli di Giambattista Falcone, trucidato a Sanza il 2 luglio con Carlo Pisacane.

 

 

 

Bibliografia:

Felice Fusco, Carlo Pisacane e la Spedizione di Sapri, Salerno, 2007.
Nello Rosselli, Carlo Pisacane nel Risorgimento italiano, Verona,2010.

 

 

 

 

 

 

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