Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

La “Relazione” del 1926 sul luogo dell’incontro fra Garibaldi e Vittorio Emanuele II

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L’iter per l’apposizione della lapide di marmo nella città di Teano in memoria dell’incontro fra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II ebbe il suo incipit il 28 giugno 1882 con l’approvazione della delibera dei consiglieri comunali di Teano, di cui era sindaco il dott. Carmine Ciello.

Per anni nessuno mise in discussione quanto riportato nella lapide, anche se, nel 1909, uno studio del capitano dell’Ufficio Storico del Regio Esercito, Giulio Del Bono, recante il titolo  “L’incontro tra il Re Vittorio Emanuele II e il generale Garibaldi” edito dallo stesso Ufficio Storico, aveva individuato il luogo dell’incontro in Taverna Catena.

La tesi del capitano fu confutata nel 1914 da un lavoro del Prof. Vincenzo Boragine di Teano, con la pubblicazione di un resoconto di  venti anni di accertamenti, audizioni di testimoni, verifiche di documenti e informazioni ricevute dai diretti partecipanti tra cui il generale piemontese Cialdini, Giuseppe Porta, i garibaldini Alberto Mario, il colonnello Giuseppe Missori, lo scrittore Cesare Abba.

Il Boragine, nel volume “Lo storico incontro di Vittorio Emanuele II e Garibaldi” ribadiva che il ritrovo fosse avvenuto fra Caianello e Teano, sul ponte di S. Nicola, nei pressi della chiesa di Borgonovo.

 

Lo studio fu la premessa affinché, nel 1926, l’Ufficio Stampa del Fascio di Teano sollecitasse l’interessamento del Ministero della Pubblica Istruzione.

Con una “Relazione definitiva del Ministero della Guerra” dell’anno 1926, l’Ufficio storico dello Stato Maggiore, fece propria la tesi dell’incontro avvenuto a Teano, dal momento che la Taverna della Catena  non era stata nominata in nessun altro diario, in nessun altro documento  e neppure ricordata dai numerosi biografi e narratori di quell’episodio.

Ma fu  proprio questa affermazione a  dimostrarsi poco convincente  in quanto  la “Taverna Catena” era stata, invece, più volte riportata dai “narratori”, come dal Times” del 6 novembre 1860.

Nel prosieguo della Relazione si dava atto al Prof. Boragine di aver raccolto e pubblicato nel 1914  “una quantità di lettere, di testimonianze, di citazioni che comprovavano l’incontro al ponte di Caianello (oggi Ponte San Nicola) presso la chiesetta di Borgonuovo - dove la strada gira verso Teano - a brevissima distanza da questo paese.

L’Ufficio Studi del Ministero, si aggiungeva,  aveva sempre seguito  la questione con molto interesse, dando incarico al col. Cerqua, comandante del Reggimento di cavalleria a Caserta, di effettuare diversi sopralluoghi e raccogliere prove  per venire ad una perfetta conoscenza dei fatti.

Secondo la Relazione, il IV Corpo dell’esercito del Re era guidato da Cialdini e da Presenzano marciava su Teano, mentre il V, alla cui guida vi era il generale Della Rocca, veniva da Venafro, seguendo il IV.

Giunto a Taverna Catena, Il V girò per Alife, e Garibaldi, che aveva pernottato a Taverna Cerasello, avendo appreso della presenza del generale Della Rocca, si recò a Taverna Catena, dove chiese al generale Della Rocca d’incontrare il Re. Quindi, secondo la Relazione, fu Garibaldi a chiedere l’incontro con Vittorio Emanuele.

Pertanto la Relazione riporta che “Della Rocca gli indicò che il Re marciava alla testa del IV corpo sulla via di Teano. Fu allora che Garibaldi tornò indietro, prese l’accorciatoia che attraversa il bosco e giunse al ponticello di San Nicola, presso la chiesetta di Borgonuovo, dove smontò e attese il Re”.

In seguito all’incontro, Vittorio Emanuele II e Garibaldi avrebbero proseguito per Teano e “tutti gli storici sono d’accordo che essi percossero questo tratto di strada insieme e in un quarto d’ora. Ciò dimostra la brevità del percorso, corrispondente alla distanza fra il ponticello e Teano, mentre ciò non sarebbe stato possibile se fossero partiti dalla Taverna della Catena che dista fra gli 8 e 9 km da Teano stesso”.

Le indagini fatte dal Boragine furono, secondo la Relazione, sempre seguite dall’Ufficio Studi del Ministero negli anni 1910-1914 e ebbero la conferma e l’approvazione di Giulio Cesare Abba, del prof. Mongillo, archivista di Stato, come anche del colonnello Cerqua. Pertanto le 5 pagine dattiloscritte  della ‘Relazione’ che l’incontro doveva chiamarsi di Teano come riportato in tutti i testi di storia.

In occasione del centenario dei festeggiamenti garibaldini del 1960, la ‘Relazione’ fu pubblicata e divulgata dalla tipografia teanese “ D’amico”.

Essa non fu messa in discussione da nessuno fino all’anno 2000, allorché Adolfo Panarello ritrovò e pubblicò due corrispondenze del Times, datate 5 e 6 novembre 1860, in cui il giornalista del quotidiano inglese, al seguito della spedizione garibaldina, forniva, oltre a un reportage circostanziato e preciso, la segnalazione di  ‘Taverna Catena’ come luogo dell’incontro.

In seguito fu il dott. Carlo Antuono di Teano a confutare paragrafo per paragrafo la ‘Relazione’ del 1926, dimostrando,  inoltre che si trattava di un documento non ufficiale, in quanto non conteneva “alcuno stemma di ufficialità” ma solo il timbro dell’Ufficio Stampa e Propaganda del Partito Nazionale Fascista di Teano, e che il Ministero della Guerra, quello della Pubblica Istruzione e quello dell’Interno non erano a conoscenza di essa.

Per Antuono  e per l’esperto della Treccani che ne avvalorava la tesi, si trattava di un documento ‘fatto in casa dai rappresentanti del Partito Nazionale Fascista di Teano.
In data 3 maggio 2011, tramite formale e-mail, fu interpellato l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore di Roma, la cui risposta, riguardo alla presenza della Relazione del 1926, si mostrò negativa.

 

Bibliografia:
Carlo Antuono, Nuovi spunti sull’Incontro, 2011

 

 

 

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