Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il ritorno degli internati di Katzenau

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Nel 1928 il Prof.  Alfredo   Trombi, ex internato a Katzenau e Presidente dell’Associazione ex perseguitati politici e in accordo con la direzione di detta Associazione della Venezia Tridentina, intendeva celebrare il decennale della fine della Grande Guerra e onorare gli internati ed i confinati perseguitati dall’Austria, deceduti e sepolti in Austria, con il rimpatrio di alcune loro salme che erano state tumulate nel cimitero di Linz.

Comprensibili questioni economiche ed organizzative non lo  permisero nel 19128, bensì nel 1929

Il 4 marzo 1929 il Prof. Trombi ebbe modo di incontrare il Prefetto di Trento S.E. Dott. Francesco Piomarta, al quale espose l’iniziativa. L’encomiabile ed esemplare tenacia del Prof. Trombi ottenne il risultato da lui tanto sperato.
Ripresero le lunghe e complicate pratiche richieste per le esumazioni ed il rimpatrio delle salme previste, con la collaborazione della Federazione Provinciale Trentina ex Combattenti e l’Associazione ex Perseguitati Politici.

In precedenza era stata rimpatriata dal cimitero di Linz a cura dei famigliari la salma dell’ing. Ferdinando Tomasi di Trento che venne sepolta nel cimitero di Povo, sobborgo di Trento.

 

Si decise di esumare salme di altri internati deceduti a nel Campo di Internamento di Katzenau e sepolti a Linz, più quella dell’insegnante elementare Giovanni Vanzetta di Cavalese, ex internato a Katzenau e deceduto durante il suo confino a Weissenkirchen, distretto di Vöcklabruck, sempre in Alta Austria.

Il Prof. Trombi intervenne sulla Croce Nera Austriaca di Linz, benemerita Associazione volontaristica che cura i cimiteri militari, dove ottenne il necessario sostegno per l’iniziativa umanitaria. La Croce Nera si accollò l’incarico di procurare la documentazione necessaria che doveva essere rilasciata dalle autorità della Repubblica d’Austria e dal Consolato Generale Italiano di Vienna per il permesso delle esumazioni e quello del trasporto delle salme in debite bare che la Croce Nera aveva messo a disposizione, il tutto in conformità ed il rispetto dell’allora legislazione sia austriaca che italiana.

In questa occasione fu preziosa l’opera di Giuseppe Cembran, originario di Lavis, cittadina a nord di Trento, che a Linz era proprietario da anni di una azienda vinicola che ancor oggi è portata avanti dal figlio Josef.
Egli si fece intermediario con la Croce Nera Austriaca ed assistette a nome dell’Associazione ex Perseguitati politici alle singole esumazioni.

Alle esumazioni parteciparono sia un rappresentante della Diocesi di Linz che del Comune di Linz, questi volle donare una corona di fiori.

Lo spedizioniere Cesare Brusco di Trento, ex internato a Katzenau, si era messo a disposizione per il trasporto delle bare via ferrovia da Linz a Trento.
Si preferì utilizzare uno specifico autocarro funebre, messo a disposizione dalla Croce Nera Austriaca .

Il Prof. Trombi, accompagnato da un membro dell’Associazione ex Perseguitati politici e da tre famigliari, il 28 ottobre 1929 raggiunse in mattinata il nuovo confine del Passo del Brennero, dove era da poco erano arrivate le salme.

Consegnati alle autorità doganali italiane tutti i permessi e relativa documentazione procurata dalla Prefettura di Trento ed espletate tutte le formalità burocratiche, fu concessa l’autorizzazione all’autocarro austriaco di entrare in Italia con le salme.

In territorio italiano le salme ricevettero gli onori militari sia da un plotone di Carabinieri che di Finanzieri e da altre autorità italiane di confine.

Furono momenti di profonda commozione che si aggiungevano al ricordo di tanti altri perseguitati politici, morti durante l’ internamento o durante il confino in Austria che avevano sospirato per giorni e notti interminabili il ritorno in Trentino.

Si fecero delle soste per facilitare la consegna delle salme alle località di origine più vicine. A Egna vennero consegnate le salme di Giuseppina Piazzi di Tesero e di Giovanni Vanzetta di Cavalese che proseguirono rispettivamente per Tesero e per Cavalese.
Altra sosta a Roverè della Luna, dove tutta la popolazione era in fervida attesa della salma del proprio parroco Don Pietro Martini di Revò e del compaesano Sebastiano Gruber.

Terza sosta a Mezzocorona per la consegna delle salme dei fratelli Bortolo e Giuseppe de Melchiori di Commezzadura, entrambe attese dai figli e dalla popolazione.

Ultima sosta nella vicina Mezzolombardo per la salma di Ferdinando Lorenzoni di Rallo che venne fatta proseguire per Cles  e quella di Enrico Giacomuzzi che fu tumulata nel cimitero civile della sua Mezzolombardo.

In serata l’autocarro con il suo seguito giunse a Trento e le salme furono collocate nella Cappella, decorosamente parata a lutto,  del Cimitero Civile.

Il mattino del 29 ottobre 1929 il Prof. Trombi seguì l’autocarro della Croce Nera Austriaca a Rovereto per la consegna della salma di  Clementina Rosanelli ed a Mori per la salma di  Clementino Lutteri e successivamente a Riva del Garda per le salme di  Armenia vedova Pernici e di Elisa vedova Lucchini.

Nello stesso giorno venne consegnata a Caldonazzo ai propri famigliari la salma di Angela Prati.

Le altre sette salme rimasero nella Cappella del Cimitero di Trento fino al 2 novembre, giorno in cui il Padre francescano Adriano Visintin di Cavareno, ex internato a Katzenau, celebrò la S. Messa funebre davanti alle massime autorità cittadine sia civili che militari.

Alla fine del rito funebre cinque salme, tra cui quella di Guido Margoni che fu assassinato a Katzenau, furono sepolte alla presenza dei congiunti nel cimitero cittadino.

Domenica 3 novembre 1929 il Prof. Trombi accompagnò le salme del notaio Narciso Sartori e del medico Antonio Niccolini a Civezzano, accolti dall’intera popolazione.

 

 

 

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