Convegni Culturali

Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Incontri culturali

7-9-30 Maggio, Museo Civico del Risorgimento di S. M. Capua Vetere

Leggi tutto...

Lezioni di Storia Festival

25-28 aprile 2019. Il primo Festival di Storia a Napoli

Leggi tutto...

220 Anniversario della Repubblica Napoletana del 1799

 Calendario eventi dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Leggi tutto...

Luigi Mascilli Migliorini "La verità dei vinti. Quattro storie mediterranee"

15-18 aprile 2019, ore 16 Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Leggi tutto...
 

Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Riflessione sullo snodo essenziale del linguaggio

Condividi

Il linguaggio non è una sostanza, cioè una ipostatizzazione della struttura del reale, come pensava Aristotele, ma neppure significato ultimo della realtà espresso nella logica moderna come universale matematizzazione. La logica formale contemporanea è un “mascheramento” delle essenze aristoteliche.

Al contrario il linguaggio è una “forma di vita”. In questo senso nella diatriba tra linguaggio come scienza e linguaggio come forma dinamica può servire l’antica polemica tra il discorso come doxa dei sofisti e discorso come aleteia di Socrate e Platone.

I primi, nell’assunzione del testo come doxa-opinione, fondavano il linguaggio come una “teoria dell’argomentazione” non assoluta, che includeva cioè una molteplicità di punti di vista non identificabili con la razionalità dimostrativa, ma non per questo irrazionali.

Questa teoria dell’argomentazione si identificava così con il discorsopersuasivo, che aveva un proprio presupposto fondamentale, a differenza del discorso dimostrativo-scientifico, nellapresenzadell’uditore, che condizionava inevitabilmente l’articolazione argomentativa del discorso stesso (ma anche il discorso scientifico, entro certi limiti, presuppone un uditorio universale?).

 

Tutta la filosofia moderna tenta una distinzione tra giudizi di realtà e giudizi di valore, ma fallisce per l’impossibilità di definire i criteri linguistici ultimi, a cui rapportare, poi, i singoli giudizi. In tal modo diventa impossibile assumere i giudizi di realtà come sapere comune su cui fondare anche i giudizi di valore.

L’approccio nominalistico (un assioma linguistico è valido per convenzione) e l’approccio realistico (un assioma linguistico è tale per chi si identifica con il senso ultimo della cosa) ai giudizi di realtà sono falliti perché ignorano l’aspetto sociale, vivo, del linguaggio, strumento di comunicazione e azione sugli altri.

 

Cerca

Condividi su FaceBook



Statistiche

Utenti registrati
118
Articoli
2076
Web Links
6
Visite agli articoli
7987842

(La registrazione degli utenti è riservata solo ai redattori) Visitatori on line

Abbiamo 295 visitatori e nessun utente online