Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Napoli 1799. Cap. XXII – I giornali repubblicani

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Benedetto Croce sostiene che la rivoluzione del 1799 abbia, anche, dato vita al giornalismo politico. Prima di allora, infatti, a Napoli i giornali si limitavano a riportare cronache di feste e cerimonie di corte; spesso parlavano di manifestazioni teatrali  e di vestizioni monacali; raramente riportavano notizie di fatti accaduti lontano dalla capitale del Regno. Circolavano anche dei fogli manoscritti, gli avvisi, propalatori di “notizie recondite e scandalose”.

Con l’avvento repubblicano, quindi, sull’esempio francese, si fa strada  a Napoli la stampa politica. Nascono vari giornali che, pur diversi per stile ed impostazione, perseguono tutti l’obiettivo di chiarire al popolo il senso di ciò che sta accadendo, di far riflettere che al centro delle lotte di quei giorni è il recupero della dignità di ogni uomo, sottratto al dispotismo di un monarca rozzo e libero di vivere in una società tra uguali. E per rendere più facile l’informazione tutti i giornali organizzano letture pubbliche e cercano di far passare i propri messaggi anche attraverso la traduzione in dialetto.

“Il Monitore Napoletano”, diretto da Eleonora Pimentel Fonseca, è il giornale più noto di tutto il periodo repubblicano. Il primo numero, che vede la luce il 2 febbraio del 1799, si apre con un messaggio di intensa carica emotiva:”Siamo liberi infine, ed è giunto anche per noi il giorno, in cui possiamo pronunciare i sacri nomi di Libertà ed Uguaglianza”. La Pimentel Fonseca, unica redattrice, riesce a pubblicare trentacinque numeri e due supplementi.Sua costante preoccupazione è di avvicinarsi al popolo che “diffida dei patrioti, perché non gli intende”, per cui pensa anche ad una pubblicazione di una gazzetta in vernacolo e propone che “questo foglio sia ne’ dì festivi letto in tutte le chiese di città e di campagna…da uomini pagati apposta per leggerlo il dopopranzo ne’gruppi del popolo”.

“Il Monitore Napoletano”, attraverso gli scritti della Fonseca, rappresenta, poi, un continuo stimolo per il Governo, quotidianamente incoraggiato a prendere provvedimenti in favore di un popolo lasciato da sempre nelle sofferenze e negli stenti.

 

Quando si avvicina la fine della Repubblica, Eleonora invia un ulteriore appello a tutti quelli che si uniscono alle bande del cardinale Ruffo o ne facilitano il cammino, “Cittadini, che in tante comuni battaglie, bagnate le mani del sangue degli uni, e degli altri, e non arrossendo ad associarvi ad avanzi di carcere, e di pubblici infestatori di strada, partecipate con essi il brutto titolo di insurgenti contro la patria, per chi pugnate, e perché?”.

Parole lasciate cadere nel vuoto. L’ultimo numero del giornale è pubblicato l’8 giugno, quando l’esercito sanfedista è alle porte della città. Quando mancano pochissimi giorni alla caduta della Repubblica Napoletana ed alla vendetta borbonica nei confronti di tutti quelli che l’hanno voluta, sostenuta e difesa.

“Il Venditore repubblicano”, il cui primo numero è pubblicato il 21 marzo, è un giornale che esce ogni dieci giorni. E’ diretto dal magistrato calabrese Gregorio Mattei e da Pietro Natale Alèty

La linea del giornale è chiarita nel numero del 30 marzo:” Noi scriviamo…e invitiamo a voler dar mano alla scure, ed alla face insieme per troncare, ed ardere la selva di tanti errori, all’ombra di cui eravam giaciuti marcendo…Il nostro scopo non è di istruire così tosto gli uomini, ma di cercare come, dove, in che parte, e per quali vie sia necessario d’istruirli. La prima difficoltà, che mi corre all’animo è qual abbia ad essere l’istruzione propria dei repubblicani”.

De “Il Venditore repubblicano” si conservano quattro numeri; l’ultimo è datato 19 aprile 1799.

 

I repubblicani Marcilly e Cantigona dirigono “Il Corriere di Napoli e di Sicilia”, un giornale scritto in italiano e francese con l’intento “che possa essere di qualche vantaggio ai lettori, che sanno una sola delle due lingue, che desiderano apprendere l’altra”.

Il primo numero è pubblicato il 17 febbraio, l’ultimo il 27 aprile. Esce ogni tre-quattro giorni ed assomma in tutto venti numeri. ”Il Corriere di Napoli e di Sicilia”  riporta notizie dall’interno e dall’estero ed introduce la “terza pagina”, quella culturale, con pubblicazione anche di poesie.

Il 4 febbraio 1799  esce il primo numero de “Il Giornale patriotico della repubblica napoletana”, edito da Bruno Gagliano. Il nome del direttore è ignoto; la linea del giornale è quella di render pubbliche le testimonianze dei cittadini:”Quest’epoca fortunatissima dee restare eternamente impressa nella mente dei zelanti patrioti; e bisogna che ciascuno si cooperi a conservarne i momenti, tenendo un esatto registro di tuttociò che per mezzo dei fogli volanti si è pubblicato e si pubblicherà in appresso da’bravi cittadini, promotori indefessi della sospirata Libertà, e di coloro che sono proposti al reggimento della Repubblica Napoletana”.

Il giornale assicura otto numeri; l’ultimo porta la data del 29 aprile.

Riprendendo a stampare un suo vecchio giornale, ”La Gazzetta Universale, Angelo Coda, il 1° febbraio 1799 pubblica e dirige “Il Corriere d’Europa”, un foglio che ha lo scopo di informare “sull’esatta contezza degli affari d’Europa, ricavandogli da’ più accreditati fogli pubblici”.

Il giornale di Coda esce ogni 3 o 4  giorni; l’ultimo numero è del 14 maggio.

Il 31 marzo 1799 esce “Il Giornale Estemporaneo, un quasi settimanale che “pubblicherà un foglio subito che vi saranno fatti da renderlo interessante: e quando questi fatti interessanti non saranno tanti da empire il foglio, ai fatti si aggiungeranno aneddoti, o riflessioni interessanti…Se tu vuoi maggio numero desta lo spirito Italiano a grandi azioni, ed il racconto di esse mi obbligherà a darti un maggior numero di fogli all’anno”.

Di questa pubblicazione, che conclude la sua storia  - dopo 9 numeri –  il 21 maggio, non si conosce il direttore.

Il 19 aprile 1799 esce  “Il Vero Repubblicano”, un giornale che “contenga: 1 letteralmente tutte le leggi che si formano;

2 le note, e li rischiaramenti sulle medesime;

3 le notizie interne ed esterne interessanti;

4 i nuovi ed utili libri, e scoperte, e le analisi di quelle;

5 un’istruzione sulla morale e sulla politica in istile chiarissimo e adatto all’intelligenza anche della moltitudine”.

De “Il Vero Repubblicano”, foglio di cui no si conosce il direttore, escono, con periodicità settimanale, 4 numeri. L’ultimo porta la data del 10 maggio.

 

Il 18 maggio è pubblicato “ Lo Spettatore Napolitano” ,la cui linea editoriale si chiarisce nell’affermazione che “lo scopo principale di pubblici fogli è certamente l’universale istruzione”.

Il direttore di questo foglio è Nicola Mazzola, un martire della Repubblica.

“Lo Spettatore Napolitano” si esaurisce, dopo 6 numeri, il 4 giugno.

Ultimo giornale della Repubblica Napoletana è “Le Notizie Officiali”, un foglio dalla storia un po’ incerta. Il  primo numero porta la data del 26 maggio1799. Molto probabilmente è un foglio voluto dalle autorità francesi per informare sull’operato politico - militare. Scopo del giornale, infatti, è tranquillizzare i cittadini sul difficile momento militare che sta attraversando la Francia.

 

 

 

 

 

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E' possibile richiedere il PDF completo dell'opera 'Napoli 1799' di Ciro Raia, inviando una mail alla nostra redazione:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Napoli 1799. Cap. I - Il vento rivoluzionario (1)

Napoli 1799. Cap. I - Il vento rivoluzionario (2)

Napoli 1799. Cap. II - Come si vive a Napoli nel XVIII secolo

Napoli 1799. Cap. III - Il re Ferdinando IV di Borbone (1)

Napoli 1799. Cap. III - Il re Ferdinando IV di Borbone (2)

Napoli 1799. Cap. III - Il re Ferdinando IV di Borbone (3)

Napoli 1799. Cap. IV - La regina Maria Carolina d’Austria (1)

Napoli 1799. Cap. IV - La regina Maria Carolina d’Austria (2)

Napoli 1799. Cap. V - Il governo di Napoli dopo la fuga del re

Napoli 1799. Cap. VI - L’entrata dei francesi a Napoli (1)

Napoli 1799. Cap. VI - L’entrata dei francesi a Napoli (2)

Napoli 1799. Cap. VII - Il Generale Championnet

Napoli 1799. Cap. VIII - La Repubblica Napoletana (1)

Napoli 1799. Cap. VIII - La Repubblica Napoletana (2)

Napoli 1799. Cap. IX - L’albero della Liberta’ (1)

Napoli 1799. Cap. IX - L’albero della Liberta’ (2)

Napoli 1799. Cap. X - Chiesa, santi e miracoli. E sullo sfondo il Vesuvio

Napoli 1799. Cap. XI - Anche il vesuvio s’e’ fatto giacobino

Napoli 1799. Cap. XII - I lazzari

Napoli 1799. Cap. XIII - Briganti e leggende

Napoli 1799. Cap. XIV – Il cardinale Ruffo e l’esercito sanfedista

Napoli 1799. Cap. XV – La marcia sanfedista

Napoli 1799. Cap. XVI - Atrocita’ dell’esercito controrivoluzionario

Napoli 1799. Cap. XVII - Gennaro Rivelli

Napoli 1799. Cap. XVIII - Caduta della Repubblica Napoletana

Napoli 1799. Cap.XIX - Le donne della rivoluzione

Napoli 1799. Cap. XX – La congiura dei Baccher

Napoli 1799. Cap. XXI – La restaurazione

 

 

 

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