Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Mussolini e la 'Marcia su Napoli'

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Benito Mussolini, il Duce che voleva un popolo italiano animato da imperituro spirito guerriero, tanto da rievocare i fasti e le glorie dell’Impero Romano, mal sopportava i Napoletani nel momento in cui gli riferivano che era una popolazione di “spaghetti, chitarra e mandolino”.

Come riporta il diario di Giuseppe Bottai, l’intellettuale del Fascismo, che seppe prendere, quando si mostrava necessario, posizioni critiche nei confronti dello stesso Duce, nel 1935 quest’ultimo espressamente proponeva una Marcia su Napoli, ritenuta una città di sfaccendati languenti tra spaghetti, chitarra e mandolini.

“Bisognerà fare una marcia su Napoli, per spazzare via chitarre, mandolini, violini, cantastorie ecc.”, aveva espressamente affermato.

Quindi, molto prima dell’inizio della guerra, il dittatore aveva posto l’ipotesi  di una “marcia” sul capoluogo partenopeo, in virtù di un pregiudizio ben radicato, tanto che nel luglio del 1941, dopo l’attacco degli inglesi, si era chiesto se i napoletani stessero ancora strimpellando o finalmente stessero mostrando i muscoli, allietandosi nel saperla colpita Napoli dai primi attacchi aerei degli Alleati.

 

Le parole pronunciate da Mussolini mentre Napoli subiva i primi bombardamenti,  furono testualmente riportate nel diario di Galeazzo Ciano: “Sono lieto che Napoli abbia delle notti così severe. La razza diventerà più dura. La guerra farà dei napoletani un popolo nordico”.

Le  “quattro giornate” dimostrarono ampiamente al Duce ed alla storia dell’umanità che i napoletani sapevano ben distinguere tra dittatori e liberatori, tanto da farsi esempio a tutti gli italiani con atti di coraggio e di eroismo. Come ha sintetizzato lo storico Luigi Longo: « Dopo Napoli la parola d’ordine dell’insurrezione finale acquistò un senso e un valore e fu allora la direttiva di marcia per la parte più audace della Resistenza italiana ».

 

 

Bibliografia:
Giordano Bruno Guerri- Diario 1935-1944: Giuseppe Bottai- Rizzoli- 1996
Galeazzo Ciani- Diario- Rizzoli- 1950
Luigi Longo- Un Popolo alla macchia- Editori Riuniti- Roma 1974 pag. 102

 

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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