Carlo Gambuzzi (Napoli 1837 - Napoli 1902)

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Carlo Gambuzzi nacque a Napoli il 26 agosto 1837 da Pasquale e Maria Carolina Landolfi. Il padre, direttore della fabbrica di tabacchi, lo fece educare dai Gesuiti, ma già giovane entrò nel cerchio dei cospiratori antiborbonici (che non fu estraneo alla preparazione dell’impresa di Pisacane del 1857). Si laureò in giurisprudenza nel 1858. Arrestato nel marzo 1860 per la stampa di un giornale clandestino, ‘Il Piccolo Corriere’, fu trattenuto in carcere per tre mesi. Dopo la liberazione del Mezzogiorno, l’attività politica fu più intensa. Fu membro della commissione amministrativa e della redazione del quotidiano mazziniano napoletano ‘Il Popolo d’Italia’, poi segretario di un comitato di provvedimento per Roma e Venezia. Fu con Garibaldi ad Aspromonte nel 1862.  Si dedicò intensamente alle lotte amministrative del Comune di Napoli. Nel 1864 partecipò a Napoli al IX congresso delle società operaie affratellate, promotore di un indirizzo a Mazzini. Nel giugno del 1865 conobbe Bakunin, di cui fu amico intimo e collaboratore fino alla sua morte nel 1876. Accorse nel 1866 con gli amici Fanelli e Mileti a combattere nel Tirolo come volontario garibaldino durante la III guerra di indipendenza.
Nelle sue posizioni teoriche era vicino a Cattaneo, Pisacane, Proudhon. Su quelle coordinate repubblicane federaliste e sociali nacque l’esperienza di ‘Libertà e Giustizia’ del 1867, di cui fu delegato e oratore al primo congresso della Lega per la Pace e la Libertà, alla quale furono presenti anche Bakunin e Garibaldi.

Partecipò al moto garibaldino di Mentana del 1867. Fu presente a Berna nel 1868 al II Congresso della Lega per la Pace e la Libertà. Aderì all’Alleanza Democratica Socialista, di cui fu uno dei membri più attivi. Con l’attività sua e di Fanelli il gruppo internazionalista napoletano, costituitosi formalmente nel 1869 (primo nucleo socialista libertario italiano, per cui il socialismo italiano è nato a Napoli e non a Genova, nel 1892, dove nacque il partito socialista marxista), conobbe un notevole sviluppo e con i suoi 3.000 aderenti si collocò tra i principali centri della penisola.  Nel 1872 collaborò al nuovo periodico internazionalista ‘La Campana’. In seguito fu a Londra per affari e, dopo la morte di Bakunin, avvenuta nel 1876, ne sposò la vedova Antossa Kwiatowska, figlia di un patriota polacco esule in Siberia, come Bakunin, ospitando nella sua casa i figli Carlo, Sonia, Marussia, che amò e curò come suoi figli. Marussia era nata nel 1873 in Siberia. A Napoli si laureò nel 1895 in chimica pura con un lavoro sull’isomeria geometrica, sotto la guida di Agostino Oglialoro-Todaro – direttore dell’Istituto Chimico, di cui fu in seguito moglie e collaboratrice – ottenendo poi la cattedra di Chimica organica e applicata nell’Ateneo napoletano (1909), divenendo una delle prime donne docenti universitarie d’Italia. La sua casa accolse il dibattito scientifico e culturale della Napoli del tempo, anche nei drammatici momenti dell’occupazione tedesca nell’ultima guerra mondiale. Le sue qualità le valsero la designazione di Presidente dell’Accademia Pontaniana, su indicazione di Benedetto Croce. E’ morta a Napoli nel 1960.

Il figlio di Sonia Bakunin, che aveva sposato il noto chirurgo napoletano Caccioppoli, fu il grande matematico napoletano Renato Caccioppoli, nato nel 1904, professore di analisi algebrica all’Università di Padova, nel 1934 passò all’Università di Napoli. Dal 1948 fu membro dell’Accademia dei Lincei. Morì a Napoli nel 1959.Da Antossa Gambuzzi ebbe Tatiana, che andò sposa ad un polacco. Fu in primo piano nell’assistenza ai malati durante la epidemia di colera a Napoli del 1884.

Fu direttore della ‘Gazzetta di Napoli’, portando avanti una coraggiosa azione di risanamento morale, contro la camorra che si era istallata nella pubblica amministrazione, per cui dovette subire processi. I suoi grandi riferimenti ideali furono Mazzini, Pisacane, soprattutto Garibaldi e Bakunin, il suo sogno costante fu una Internazionale del  Lavoro, della  Pace, della  Libertà, di emancipazione, congiunta e inseparabile, economica, politica, culturale, civile, religiosa. Morì a Napoli il 30 aprile 1902.

Scritti editi di Carlo Gambuzzi

- Sulla tomba di Giuseppe Fanelli,s.n.t.(ma Napoli, 1877)
- Per la verità. Origine e fine del processo Casale-Gazzetta di Napoli, Napoli, 1901.

Bibliografia

- AA. VV., In memoria di Carlo Gambuzzi nel trigesimo della morte, Napoli, Priore, 31 maggio 1902, numero unico (che si può leggere nella versione integrale, curata dall’autore di questo articolo, sul sito internet www.liberalsocialisti.org, sezione’Biblioteca Liberalsocialista’).
- T. Detti, Carlo Gambuzzi, voce del ‘Dizionario Biografico del Movimento Operaio Italiano’, Vol.II, Editori Riuniti, Roma, 1976, pp. 426-429
-G. Brancaccio, Carlo Gambuzzi, voce del ’Dizionario Biografico degli Italiani’, Treccani, Roma, Vol. LII, 1999, pp.126-129.

Manca, come si vede una raccolta dignitosa, organica degli scritti di Gambuzzi, che potrebbero essere facilmente raccolti, a testimoniare la rimozione possente, quasi secolare che grava sulla sua figura, sulla sua opera, sul suo pensiero, portata avanti specialmente dalla storiografia socialcomunista marxista, che ha particolarmente infierito su colui che aveva non solo seguito Bakunin, il gigantesco avversario di Marx e del suo comunismo autoritario, ma aveva ospitato i Bakunin a casa sua e ne aveva sposato dopo la morte la moglie.

 

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