Carovigno e Pozzuoli onorano Salvatore Morelli patriota mazziniano

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Creato Lunedì, 11 Maggio 2015 15:56
Pubblicato Lunedì, 11 Maggio 2015 15:56
Scritto da Nicola Terracciano
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Carovigno (Brindisi) e Pozzuoli Napoli) gemellate onorano Salvatore Morelli (1824-1880), patriota mazziniano, il più grande e commovente difensore della dignità e dei diritti delle donne e del fondamentale valore della pace.

Il 9 maggio 2015 è sicuramente un giorno da scrivere con la penna d'oro nella storia civile delle due nobili cittadine di Carovigno (Brindisi) e di Pozzuoli (Napoli), cittadina natale la prima e luogo della morte la seconda del grande patriota, di tradizione mazziniana, difensore della dignità e dei diritti delle donne e del fondamentale valore della pace, Salvatore Morelli.

Dopo 135 anni una delegazione di scelti cittadini, con la rappresentanza scolastica degli alunni della Media "Morelli" di Carovigno, con loro docenti e la dirigente scolastica Prof.ssa Dora Tamborrino, con il gonfalone della città, portata con emozione da due vigilesse, è venuta a Pozzuoli a conoscere, onorare la tomba del loro più grande e nobile concittadino, portando una corona.

Sono stati ad attenderla con squisita cortesia e rara accoglienza sia il promotore indefesso della memorabile iniziativa, il prof. Vincenzo Adinolfi (alla cui tenace fede e attività si devono la riscoperta e la sistemazione della tomba di Morelli, che era in abbandono nel cimitero di Pozzuoli), sia il sensibile assessore alla cultura del Comune prof. Francesco Fumo, con il gonfalone della città flegrea e i vigili in alta uniforme.

Quando le due delegazioni si sono avvicinate per il saluto formale ed i due gonfaloni sono stati vicini, una profonda emozione, un fremito con occhi lucidi in molti dei presenti hanno attraversato lo spiazzale alto del cimitero nella luce piena, solare della mattinata, come se si compisse un atteso evento sacro, in senso laico e civile, di Memoria alta e nobile, di cui come cittadini e come esseri umani si sentiva profondamente nell'animo di dover compiere.

Il corteo si è avviato verso la tomba e in tutti i cittadini di Carovigno soprattutto e di Pozzuoli, giovani e meno giovani, si avvertiva, si è avvertito il senso di un evento raro, epocale, tenendo conto che si era partiti dalla cittadina pugliese alla cinque di mattina e potevano pur sentire la stanchezza del viaggio.

Invece erano tutti lì concentrati nel silenzio e nell'emozione, che affiorava man mano a fiotti nell'animo, a vedere, sentire vicina la estrema dimora di quel concittadino illustre, del quale avevano sentito tanto spesso parlare.

La dignità del luogo restaurato, la cornice formale e solenne della corona, dei gonfaloni, dei vigili, hanno portato tutti a fissare indelebile per la memoria il momento con foto e video e ad ascoltare in silenzio le parole di benvenuto e di commento sia dell'assessore prof. Fumo, sia del prof. Adinolfi (vivamente applaudito quest'ultimo con spontaneo sentimento di gratitudine), sia, a nome della comunità di Carovigno, la già assessore alla cultura Marzia Bagnulo, essendo il Comune in situazione di commissariamento, e di prossime elezioni, che ha espresso la commozione e la gratitudine della propria comunità per l'accoglienza distinta e sensibile, per la cura dignitosa della tomba ed ha auspicato, nel consenso unanime, il desiderio di stabilire un legame, un ponte permanenti tra le due cittadine.

Ci si è spostati, per il secondo momento formale della giornata e del gemellaggio, nell'estetico e funzionale Polo Culturale Pedro da Toledo, accolti dalla direttrice scientifica di esso, prof.ssa Maria Teresa Moccia Di Fraia, e dal direttore della Biblioteca Comunale Luigi Zeno, illustrando agli ospiti l storia antica e stratificata del palazzo, sito sui resti di strade e botteghe romane (Pozzuoli ha la più grande ricchezza di testimonianze antiche, dopo Roma), prima della sua destinazione a dimora nobiliare nel Cinquecento, ad opera del famoso vicerè di Napoli Don Pedro da Toledo, legatissimo alla città puteolana, che volle risorta dopo un tragico terremoto.

Nella funzionale sala al primo piano, sapientemente presentati e moderati dalla citata direttrice, prof.ssa Moccia Di Fraia, hanno preso la parola l'assessore Fumo, che ha rinnovato i saluti, l'accoglienza, la disponibilità a stabilire un ponte con concrete ipotesi di convegni, di un Premio e visite intorno alla grande memoria di Morelli, sia del direttore della biblioteca, sia della preside Tamborrino, a nome della città pugliese, particolarmente emozionata.

Ha tenuto la relazione introduttiva Vincenzo Adinolfi, che ha fatto la microstoria dei rapporti con Carovigno in preparazione della memorabile giornata, ha illustrato il prezioso volumetto stampato a cura del Comune di Pozzuoli (distribuito a tutti i presenti, anche come ricordo della giornata), che è la ristampa di un raro ricordo di Morelli, scritto dalla letterata, irredentista, conferenziera Irma Melany Scodnik del 1916, preceduto da un raro documento di memoria del giovane avvocato e poi sindaco di Pozzuoli Raimondo Annecchino del 2 novembre 1892, onde non disperdere la memoria del grande pugliese, come purtroppo è avvenuto nei decenni successivi, anche in quella età repubblicana, che poteva essere la più adatta a sentire e riprendere quella memoria immensa  morelliana fondante i valori, i principi della Costituzione.

La sensibile avvocatessa Maria Luisa Adinolfi ha illustrato, anche con opportune diapositive, la modernità profetica delle proposte di legge sull'eguaglianza giuridica delle donne presentate da Morelli alla Camera del Regno d'Italia durante le quattro consiliature dal 1867 al 1880, che solo negli anni Settanta del Novecento e nei vicini anni Duemila sono state recepite, quasi negli stessi termini.

Ha concluso la fase formale degli interventi il prof. Terracciano che ha fatto cogliere il rilievo immenso della personalità storica di Salvatore Morelli, che avrebbe meritato ad es. il Nobel della Pace, se fosse stato già attivo al suo tempo, per il suo lucido e appassionato appello contro la tragica corsa agli armamenti, che dissipavano (e dissipano ancora) energie e ricchezze da investire nell'istruzione e in opere di pace. Morelli ha messo al centro di tutto le tre emancipazioni della coscienza, dell'intelletto, della donna, fulcri di ogni discorso (è la donna che crea l'uomo, è la donna che educa l'uomo, è la donna che muove l'uomo) e della soluzione della questione sociale in tutto il mondo, come argomenta in modo memorabile nel suo libro più famoso "La Donna e la Scienza" del 1861 in prima edizione, che è uno dei capolavori del pensiero politico del Risorgimento italiano, tradotto già nel 1862 in francese e distribuito a Bruxelles, a Parigi, a Londra, apprezzato da Mazzini e Garibaldi, da Stuart Mill e Victor Hugo ad es. e dalle femministe impegnate d'Italia, d'Europa, d'America.

Sono seguiti altri liberi interventi, tra i quali quelli preziosi e concreti di alcune studentesse di Carovigno, che hanno proposto il gemellaggio tra scuole di Carovigno e scuole di Pozzuoli, incentrato sul recupero diffuso della grande Memoria civile e intellettuale morelliana.