Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

20 agosto: Napoli ricorda Eleonora ed i Martiri del 1799

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L'Ass. alla Cultura Nino Daniele con Gerardo MarottaForsan et haec olim meminisse iuvabit.....

Il 20 agosto del 2014 è avvenuto tutto questo con ben due celebrazioni che hanno visto la piazza del Mercato di Napoli trasformarsi in luogo di ritrovo e di memoria storica. Una memoria tragica e gloriosa della storia di Napoli, da conservare e tramandare alle generazioni future.

La prima celebrazione si è svolta puntuale alle ore dodici presso  il Santuario della Madonna del Carmine,  con il patrocinio del Comune di Napoli e dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

Grande e commossa partecipazione di pubblico. Nino Daniele, Gerardo Marotta e Guido D’Agostino,  hanno commemorato con toccanti parole  la morte di una grande donna, Eleonora de Fonseca Pimentel che, con Francesco Mario Pagano, Domenico Cirillo, Gennaro Serra di Cassano e gli altri protagonisti della gloriosa Repubblica Napoletana, hanno rivoluzionato la storia di Napoli, e da Napoli l’Italia e l’Europa. 

L’Assessore Nino Daniele ha annunciato l’istituzione di un annuale premio giornalistico europeo che, ogni 20 agosto, andrà alle migliori giornaliste che operano per il rispetto dei diritti umani. E forse (finalmente n.d.r.) anche una tanto sospirata lapide in ricordo dei nostri eroi del 1799.

Applausi scroscianti per l’avvocato  Gerardo Marotta, Presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici,  che si è soffermato sulle attualissime considerazioni di Benedetto Croce, secondo il quale  “nella storia, è grandissima quella che potrebbe dirsi l’efficacia dell’esperimento non riuscito, specie quando vi si aggiunga la consacrazione di un’eroica caduta.”

Una interpretazione questa su cui Croce  ritornò in Storia del Regno di Napoli del 1923. I patrioti  napoletani non ebbero senso politico e per questo non riuscirono ad attuare i loro ideali, pure segnarono la storia,  ha ricordato  Marotta.

“ Trapiantarono in Italia l’ideale della libertà secondo i tempi nuovi, come governo della classe colta e capace, intellettualmente ed economicamente operosa, per mezzo delle assemblee legislative, uscenti da più o meno larghe elezioni popolari; e, nell’atto stesso, abbatterono le barriere che tenevano separate le varie regioni di Italia, specialmente la meridionale dalla settentrionale, e formarono il comune sentimento della nazionalità italiana fondandolo non più, come prima, sulla comune lingua e letteratura e sulle comuni memorie di Roma, ma sopra un sentimento politico comune.”

Se pensiamo alla nostra condizione attuale, al Mezzogiorno, al suo rapporto con l’Italia e l’Europa che vogliamo costruire, la loro forza ideale, il loro sacrificio ci sono ancora di esempio e di stimolo.

Lo storico Guido D’Agostino ha focalizzato l’attenzione sul senso del giacobinismo. “Essere giacobini o meglio fare una riflessione sul giacobinismo significa essere uomini pensanti, avere il fuoco nella mente, perché si pensa continuamente al superamento degli ideali della falsa borghesia e si cerca di andare verso una sociètà che rispecchia in pieno quel progressismo che ci manca per essere una vera società”.

L’evento mattutino si è concluso con dei brani recitati da due grandi attori partenopei Lalla Esposito e Peppe Lanzetta. Grande commozione nel finale nel deporre i fiori sui sacelli del pronao del Carmine Maggiore dove nel 1799 furono gettati i resti dei martiri della libertà.

Gerardo Marotta ed Antonella OreficeAlle ore 18.30 nello spazio antistante il complesso religioso di Sant’Eligio si è svolta  la seconda celebrazione patrocinata dal Nuovo Monitore Napoletano a cui hanno preso parte ancora l’Avvocato Gerardo Marotta, Raffaele Del Giudice, Direttore di Legambiente Campania ed Amministratore Unico dell’ASIA di Napoli, ed Antonella Orefice, Direttrice del nostro giornale.

 

Raffaele Del Giudice, Nicola Terracciano e Rucco FloraCandele, coccarde e tante parole di speranza per una giornata che resterà indimenticabile nel cuore di coloro che hanno partecipato e rivissuto un passato che nessun revisionismo storico potrà mai scalfire.

 

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