Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il coraggio di Dajani e la Shoah nel mondo arabo

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Mohammed S. Dajani Daoudi C’è speranza che nel mondo arabo, e in particolare tra i palestinesi, maturi davvero la consapevolezza dell’orrore della Shoah? Oppure le aperture di Abu Mazen, che a fine aprile ha definito l’Olocausto come «il crimine più odioso contro l’umanità avvenuto nell’era moderna», manifestando «simpatia e solidarietà alle famiglie delle vittime innocenti uccise dai nazisti», rischiano di essere vuota propaganda?

Molto dipenderà anche da come il sistema scolastico arabo recepirà questa svolta.

I primi segnali non mi sembrano positivi. Il professore universitario palestinese Mohammed S. Dajani Daoudi che a marzo aveva portato i suoi studenti ad Auschwitz, in un viaggio che era parte di un progetto in collaborazione con una università israeliana e una tedesca, ha dovuto lasciare l’università di Al Quds.

Dajani è stato accusato infatti di essere un traditore e un collaboratore di Israele e di «fare il lavaggio del cervello ai palestinesi cercando di cambiarne la mentalità attraverso l'insegnamento di grandi bugie e macchinazioni come l'Olocausto e la sofferenza degli ebrei».

E quando in tutta risposta il coraggioso professore ha presentato le dimissioni dall’ateneo, in segno di protesta e per difendere la libertà accademica, il presidente dell’università ha colto la palla al balzo, accettando le sue dimissioni e rifiutando di esprimergli la solidarietà.

L’episodio suscita due riflessioni. La prima negativa, e cioè che in quel mondo i pregiudizi verso gli ebrei restano fortissimi. La seconda positiva, ovvero che anche tra i palestinesi c’è chi cerca la verità e il dialogo (le motivazioni del viaggio ad Auschwitz, ha spiegato Dajani, erano quelle di spingere i suoi studenti ad un processo di tolleranza ed empatia verso l’altro, il «nemico» israeliano, che doveva necessariamente partire «anche dalla comprensione dell’Olocausto»).

Forse un’idea per aiutare questo processo di consapevolezza, potrebbe essere quella di far conoscere le figure di muslims (musulmani) che in quel terribile periodo, in particolare in Turchia, salvarono vite di ebrei, essendo riconosciuti come Giusti fra le Nazioni. A testimonianza che siamo tutti fratelli su questo pianeta, ovviamente ciascuno con le proprie diversità.

 

Mario Avagliano

 

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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