Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Piero Maroncelli e Napoli

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Piero MaroncelliPiero Maroncelli (Forlì, 1795 - New York, 1846) è stato una straordinaria figura di patriota risorgimentale, che è entrato nel Pantheon della Nazione per la comune vicenda del duro carcere austriaco dello Spielberg con Silvio Pellico, con l'amputazione della gamba. Fu anche scrittore e musicista.

Nella sua drammatica ed avventurosa vita, accanto alle idealità risorgimentali per l'unificazione d'Italia su basi liberali, costituzionali, federate, per porre fine all'età delle divisioni, degli assolutismi, delle tirannìe, si collocano anche idealità religiose di un cristianesimo evangelico ed umanitario, di una posizione nonviolenta, di una vicinanza alle idealità del primo socialismo francese (quando risiedette a Parigi, prima di trasferirsi negli Stati Uniti) di Saint-Simon e specialmente di Fourier, per la nascita di una umanità nuova, che doveva trovare nel "falansterio" la leva per porre fine alla miseria, al delitto, all'estremismo politico.

Nella sua formazione fu importante la residenza a Napoli.

A 14 anni infatti lasciò la natia cittadina romagnola, allora parte dell'arretrato e assolutista millenario stato religioso pontificio, e venne a studiare nella Napoli napoleonico-murattiana, impegnata in un vivacissimo e fondamentale processo di modernizzazione.

Studiò musica e lettere nel reale collegio di San Sebastiano, grazie al sussidio di un'opera pia forlivese.

Fu condiscepolo di Mercadante e di Bellini ed ebbe come Maestro Paisiello. Il legame con il mondo della musica non venne mai meno ed ebbe successivamente rapporti anche con Donizetti a Milano e con Da Ponte a New York.

 

A Napoli venne anche il fratello Francesco, per studiare medicina e che divenne poi docente a Pavia.

Nella capitale meridionale, oltre che alla musica, fu iniziato anche alla Massoneria prima ed alla Carboneria dopo, che erano pubblicamente promosse ed onorate, prima del contrasto, specialmente quest'ultima con l'ultimo Murat, per la sua forte ispirazione liberale, costituzionale, che strideva con l'orientamento neo-monarchico napoleonico.

A Napoli fu anche arruolato nel corpo di sicurezza interna, quando Murat era impegnato fuori del Regno.

Col ritorno dei Borboni, fu costretto per le sue idee rivoluzionarie ormai ad abbandonare Napoli e tornare a Forlì, da dove iniziò il suo impegno diretto politico risorgimentale per tutta la vita, che gli costò sacrifici indicibili e la vita da ramingo in Italia, in Europa, negli Stati Uniti.

Ma l'esperienza napoletana restò decisiva per la sua maturazione musicale, culturale e politica.

 

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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