Num. 8 - 26 febbrajo 1799

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OTTODI' 8. VENTOSO ANNO VII. DELLA LIBERTA';

I. DELLA REPUBBLICA NAPOLETANA UNA, ED INDIVISIBILE

(MARTEDI' 26. FEBBRAJO 1799)

 

Num. 8

 

 

Nell'edificante quadro che presentano il nostro Clero, ed i nostri Vescovi, in quasi tutta la Repubblica predicatori della libertà, e pacificatori de' Popoli, forma il solo contrapposto la sceleraggine di Fabrizio Cardinal Ruffo. Cotesto vile uomo, il quale già per ambizione conculcò i suoi doveri verso Pio VI. ed il fu Collegio de' Cardinali, e venne a farsi cortigiano di Ferdinando, per l'ambizione medesima conculca ora il Santo suo Ministero Ecclesiastico, la santa carità per la patria, e pe' suoi concittadini. Si credeva questo mostro arrestato nelle mani de' Reggitani, siccome in quelle de' Catanzaresi l'ex‑Preside Winspear. Pure per quella fatalità, la quale non permette giammai che gli uomini abbiano senza miscela di male un gran bene, è riuscito ad amendue di fuggirsene in Sicilia; Winspear tornato di là con una masnada di gente armata, è sbarcato al Pizzo; ha sollevata quella Comune, dove ingrossandosi di tutti gl'infami salariati dell'ex‑governo, incrudelisce in quei contorni, ed ha spinto la barbarie a vietare, che si curino le ferite a tutti i Patrioti che rimangono suoi prigionieri nelle zuffe.

 

Il Cardinal mostro, con altra masnada è sbarcato alle marine del Pezzo, e si è avviato in Bagnara, già feudo di sua famiglia; di là è passato in Palmi, fucilando in ogni Comune dov'entra tutti gli onesti Cittadini distinti col nome di Patrioti. E così quello che Proni non fa alla testa di forusciti, fanno Winspear, ed il Cardinal Ruffo alla testa de' soldati di Ferdinando. Se il nome di Fabrizio giunse a noi nei fasti dell'antica Repubblica di Roma segnato di tutto lo splendore delle civiche virtù, è ora segnato nella nascente Repubblica di Napoli dell'infamia di tutti i vizi. Fabrizio è il capo masnada sedicente Cardinal Ruffo, Fabrizio è l'esoso tiranno‑Rabula Castel Cicala. Ma per quell'alta provvidenza, che opposte a gran vizj fa sempre sorger eccelse virtù, non ha quel dipartimento della Sagra, già Calabria ultra, smentita, l'energia ingenita ad ambe le valorose Calabrie. Quella udienza tuttavia esistente in Catanzaro, ha subito posto il taglione alle tre teste di Winspear, del Cardinale, e di quel Fiore nominato ne' fogli passati. Quasi tutte le Comuni si son armate alla generale difesa, e quella di Monteleone ha subito fatta leva di due mila persone, cui ha preposto l'intrepido suo concittadino Gio. Pietro Fabiani, comandante di quella guardia Nazionale; ed ha scritto alla medesima Udienza di mandarle altra gente, che pagherà a 3. carlini il giorno per uno i gregarj, ed a 5 i Capi. Il nostro Governo inteso di tai fatti, ed in vista delle perfidie usate da' nominati Ruffo, Winspear, e da un certo ex‑Capitano Carbone si è quì assicurato del figlio dello scellerato Winspear, ed ha scritto al detto Fabiani, incaricandolo di portarsi subito colla sua forza ad impadronirsi della Comune del Pizzo, luogo importantissimo per la Repubblica; e badando colla sua prudenza a purgar tutte quelle vicinanze de' satelliti della tirannia, prender particolar cura, che i depositi della ferriera di Stilo, che colà trovansi, o in qualunque altro luogo, non siano trasportati in Sicilia, ma gelosamente custoditi pel bene e vantaggio della Repubblica prevenendolo insieme, che giungendo in quei luoghi il comandante della truppa francese, o il Commissario del Governo debba tosto concertarsi con essi per lo totale adempimento dell'incarico, ed assicurandolo, che, cari i suoi servigi alla Patria, saranno da questa avuti presenti, e ricompensati.

 

Circa gli Abruzzi; si sapeva innoltrarsi altro Corpo Gallo‑Cisalpino per la via del Piceno. Giunge ora la notizia, che gi'insorgenti al numero di 4 mila siano stati circondati, e ristretti in Guardiagrele ed ivi tutti distrutti, non essendosi loro accordate quartiere con rasar eziandio quel villaggio.

 

Attendiam ora dalla Puglia di momento in momento i riscontri de' giovevoli effetti dell'arrivo colà della truppa Francese e del gran numero di volontarj Patrioti che l'hanno accompagnata, e già sta mane si è presentato al Generale in Capo Championnet il Vescovo di Troja con una deputazione, la quale recava una lettera del Generale Duheme. Nella scorsa notte è partito per la via di Benevento il Capo Brigata Ettore Carafa, già Conte di Ruvo, con 200. soldati, e più di 50. Patrioti, e deve in questa notte seguirlo il Capo di Battaglione Gicca. Dobbiamo intanto render la dovuta lode alla Città di Barletta che le confuse indistinte notizie giunte sul principio delle commozioni di quelle parti, fecero malamente includere nel numero delle comuni sollevate, ma dove più appurate notizie han provato di non esser insorto disturbo alcuno dopo la sua felice democratizzazione. Degna di gran lode è pur la Città di Foggia. Invitata da una Comune vicina a recidere l'albero della Libertà con la notizia che i Russi ed i Turchi al numero di 50 mila erano già discesi nel cuore della Puglia, e che altri 50 m. uomini calavano dalle montagne degli Abruzzi per abbattere la nascente Repubblica, lungi dallo sbigottirsi ed aderire all'invito, armò sul momento 6 mila de' suoi Cittadini per opporsi ai faziosi che avessero voluto turbar la sua quiete ed ha quì per una Deputazione speditone l'avviso al Governo, il quale con particolar lettera ha ringraziata quella municipalità, e nel pubblico Proclama indirizzato agli abitanti de' Dipartimenti per premunirli contro tali false voci, fa distinta menzione e lode del coraggio e dei civico zelo di que' Cittadini.

 

Poco dopo l'entrata quì della truppa Francese, fu trovata nella nostra Darsena una palla incendiaria Inglese; e desiderandone il Generale Hèblein conoscere la composizione e l'effetto, fu dal nostro ex-Brigadiere Fonseca, già Comandante Generale della nostra Artiglieria, data per esaminarla al valentissimo nostro Chimico Antonio Pittaro. Questi è riuscito non solo a farne l'analisi, ed indi la sintesi ricomponendola di nuovo, ma ben anche a comporre altri saggi che s'incendiano con prontezza maggiore, e spargono fiamme più forti e più alte: ed ha inoltre rinvenuto un corpo che possa all'istante spegnere il rapido e quasi inestinguibile incendio di tali palle, e l'istromento proprio a lanciarlo. Il medesimo si prepara a dare alla Nazione ragguaglio de' suoi felici ritrovati. Noi per un appendice a cotesta interessante notizia, soggiungeremo, che nella famosa battaglia navale di Aboukir, fu di pubblica notorietà, che la vittoria Inglese si dovette tutta al pronto inestinguibile incendio destato nella nave dell'ammiraglio francese; ma forse non sanno tutti i nostri lettori, che gl'istessi uffiziali Inglesi della fregata che venne qui corriera a darne l'avviso, confessarono sul principio ingenuamente a molti, e quasi recandoselo di gloria, che quell'incendio fu destato da una particolar composizione che il Capitano in secondo della nave Inglese ed il suo Tenente poterono lanciare dentro la Camera di poppa della nave Francese; sebbene lo negassero poi, fatti avvertiti della viltà dell'azione dal comune convocio di quelli tra i nostri, a cui lo riferirono. E' probabile che la palla ritrovata sia forse una composizione consimile donata dal Nelson all'ex‑govemo, con cui avea comuni la viltà ed i delitti, e nella confusione della fuga, lasciata qui per dimenticanza. Si vede quindi di qual grandissima utilità sia il ritrovato dei nostro valente chimico, e quanta lode a lui ne ne debba.

 

Il nostro concitt. Vinc. Russo, già emigrato per la causa della Libertà, ed al sorgere di essa fra noi ritornato, consacrando le sue affezioni al vero ed ai coltivatori di esso, ha rinnovata ne scorsi giorni al Governo Provvisionale la memoria del fu Gaetano Filangieri, richiedendo per lui l'onore di un busto nella sala d'istruzione pubblica.«Molti tra voi, dice in essa, o tutti conoscete già di persona Gaetano Filangieri, ed in società chiuse ai profani, dove si respirava l'aura soave dell'amicizia, e la pura virtù, trovaste in lui il fido compagno ed il tenero amico; e vedeste il suo ingegno qual pianta felice dilatare ampiamente i suoi rami per proteggere colla sua ombra l'insultata umanità... onde a ragione i suoi volumi furono considerati come uno di que' vessilli alzati alla rivoluzione nell'assemblea immensa del genere umano; e sotto ai quali milioni di uomini vennero a giurare in faccia all'Universo di voler vivere liberi, o morire». Rileva indi le virtù, l'ingegno della vedova, e la crescente speranza de' figli pe' quali sollecita la riconoscenza generosa della Nazione, indi prosiegue «Facciamo un atto pubblico e solenne, che sia destinato un busto all'Autore della scienza della legislazione nella sala nazionale ed in un tempio d'immortalità, la cui sola esistenza farà che esso sia in breve popolato di eroi. Vegga la gioventù repubblicana scritta in quest'atto a caratteri indelebili la sentenza cara ai buoni, spaventevole ai malvagi, ch'ormai la stima pubblica non è il prezzo di cabale o di fortunate sceleratezze ma di quelle sole virtù che tendono a fare de' popoli una famiglia di reciprocamente diletti e felici fratelli».

 

Il Governo provvisorio dopo avere applaudito alla lettura, che il Rapp. Cestari fece di tale memoria, ha differita la risoluzione al tempo, in cui la riconoscenza pubblica destinerà consimile onore a tutti gli uomini illustri e nostri Concittadini che han preceduto la rivoluzione.

 

Domenica mattina il Generale Championnet fu invitato dal Ministro di guerra Arcambal ad una colezione sulla nostra fregata La Cerere comandata dal Cittadino Giuseppe Cosa. Intervennero col Generale in Capo i nostri Rappresentanti Laubert, Monthonè, Doria, Riario, tutti i Generali francesi, il Ministro di giustizia, quello di Finanze, i Capi di divisione del Ministero di guerra, e varj altri Officiali. La fregata, ed altre due nostre corvette eran adornate colle bandiere di tutte le Repubbliche, e fecero gran salva all'arrivo del Generale; indi la replicarono in mezzo alla colezione, ed ai tre brindisi fatti alla Repubblica francese, alla Napoletana, ed a tutte le Repubbliche italiche; furono cantati varj inni alla libertà; fatta qualche manovra di marina, e salutato con nuova salva il Generale nel dipartirsi.

 

Le tre Polacche che nel foglio passato cennammo provenienti da Messina han qui trasportate 571. persone tra Marinai e Bassi Uffiziali licenziati di colà. Le medesime han riferito di aver lasciati in quel Porto 3. Vascelli Portoghesi e un Brick Inglese: che la porzione della marina di Ferdinando ivi esistente era tutta disarmata: che non vi eran di guarnigione colà 1600. Uomini, de' quali 70. eran venuti da Palermo: e che non si stava colà nello stato di difesa.

 

COMITATO CENTRALE

A norma dell'Articolo 3. della legge concernente la formazione dell'Amministrazioni Dipartimentali il Comitato centrale ha nomnato i Commissarj per gli Dipartimenti della Repubblica cioè: Per lo Dipartimento della Pescara ‑ Leone Micheletti. Del Garigliano ‑ Gian‑Vincenzo Battiloro. Del Volturno ‑ Decio Coletti. Del Vesuvio ‑ Gerardo Sabini. Del Selo ‑ Ferdinando Ruggi. Del Sangro ‑ Giuseppe Liberatore di Castel di Sangro. Dell'Ofanto ‑ Vincenzo Bianco. Del l'idro ‑ Angelo Tirone. Del Bradano ‑ Nicola Palombo. Del Crate ‑ Pietro Malena. Della Sagra ‑ Giuseppe Poerio.

 

Con legge de' 26 Piovoso, considerandosi quanto importi mettere di nuovo in vigore le Scienze; in un Paese, dove il dispotismo ne avea da lungo tempo impediti i progressi; e riflettendosi inoltre, che le distinzioni, e considerazione personale, che si attirano i talenti, producono l'emulazione, e divengono così gli stimoli più efficaci da spingere lo spirito umano a sublimi scoperte, si decreta.

 

Art. I. Sarà formato un Istituto Nazionale composto di Membri scelti fra i soggetti i più conosciuti per gli loro talenti nella Repubblica Napoletana.

 

Art. II. Questo Istituto terrà la sua sede in Napoli in un luogo, che gli sarà destinato dal Governo. Esso sarà diviso in quattro Sezioni, cioè:

 

1. Classe: Le Scienze Mattematiche.

 

2. Classe: Fisica, Istoria naturale, e Chimica.

 

3. Classe: Economia Politica, Legislazione.

 

4. Classe: Belle Lettere, ed Arti.

 

Art. III. Il Governo Provvisorio indicherà al Generale in Capo le persone che crederà, in questi differenti rami di cognizioni, le più degne di presedere all'Istituto Nazionale.

 

Con altra legge de' 30 Piovoso si ordina:

 

1. In tutte le monete d'oro, d'argento, e di rame, che si conieranno nella Zecca Nazionale, vi sarà l'impronto della Repubblica nel modo seguente.

 

2. Nelle monete d'argento del valore di carlini dodici, da una parte vi sarà impressa l'immagine della Libertà, colle seguenti parole intorno: Repubblica Napoletana. Alrovescio vi sarà una corona di fronde di quercia, in mezzo alla quale sia scritto: Carlini dodici: Aldi fuori: Anno settimo della Libertà.

 

3. Nella moneta di rame, che si conierà, del valore di due, o tre grani, da una parte vi sarà impressa una corona di quercia, in mezzo della quale sia scritto il valore della moneta: cioè in quella di due grani: Tornesi quattro. In quella di tre grani: Tornesi sei. Intorno alla corona vi sia scritto: Anno settimo della libertà. Alrovescio sia impresso nel mezzo un fascio di verghe colla scure; dal mezzo del quale s'innalzi un'asta, sulla di cui punta vi sia il berretto della libertà, e intorno si legga, Repubblica Napoletana.

 

Ecco la Legge per la Commissione di Polizia,

e l'alta Commissione Militare.

 

IL GOVERNO PROVVISORIO

 

Considerando che il buon ordine, e la tranquillità pubblica abbia determinato il Governo ad arrestare molte persone, onde le carceri sono oggimai ripiene; e non essendo giusto, che i detenuti marciscano nelle prigioni, secondo l'abuso dell'antico dispotico Governo, ed inoltre, che conviene perché le pene sian utili, che sian pronte, ed immediate al delitto, ed è perciò necessario stabilire de' Tribunali composti di persone integre, energiche, ed attive per lo sollecito disbrigo, e per l'esatta imparziale giustizia: e considerando 'altresì che una saggia, e vigilante polizia deve, col castigar i piccioli disordini, prevenir i gran delitti; ed è altronde necessario di punire quegli uomini facinorosi, che potessero insorgere contra la pubblica tranquillità, e contro alla Sovranità del Popolo: ordina ciò che siegue.

 

I. Sarà costituita una Commissione di polizia composta di un Commissario del Governo, di cinque Membri, e di un Segretario, dinanzi alla quale siano dedotti quei disordini, che possano meritare fino a sei mesi di carcere, o l'esilio dal Territorio della Repubblica.

 

II. Il Commissario del Governo è incaricato d'invigilare alla esecuzione della Legge.

 

Il Segretario avrà più Commessi per formare i processi verbali sotto la sua direzione.

 

III. I processi verbali debbono essere soscritti dal Presidente, e dal Segretario.

 

IV. Ciascun de' Membri farà da Presidente in ogni mese per giro.

 

V. La suddetta Commissione riceverà le denuncie degli zelanti Cittadini contra coloro, i quali fossero accusati di delitto, che attenti la tranquillità, e sicurezza pubblica.

 

VI. In caso che contra degli accusati concorressero delle pruove sufficienti per l'arresto, la Commissione anzidetta in vista del processo verbale, che avrà formato, darà gli ordini per la carcerazione, ed in caso che il delitto meritasse pena maggiore della carcerazione di sei mesi, o dell'esilio, rimetterà alla Commissione militare il processo verbale con i carcerati.

 

VII. Vi sarà una Commissione militare inappellabile composta di un Commissario del Governo, di sette Membri, e di un Segretario.

 

VIII. Il Commissario del Governo è incaricato d'invigilare per l'esecuzione della Legge. Il Segretario avrà sotto la sua direzione più Commessi per formare i Processi.

 

IX. I giudizj saranno terminati fra lo spazio di cinque giorni.

 

X. Per ottenere più facilmente l'abbreviazione, il processo avrà provvisoriamente le seguenti riforme.

 

XI. Resta abolita la contestazione della lite, e la dazione del termine, intendendosi nello stesso Monitus contestata la lite, ed aperto il termine. Resta abolito eziandio il termine ad impinguare, ed il termine per la ripulsa, perché nel difensivo si avrà luogo a ripulsare.

 

XII. Resta abolita ancora la ripetizione de' testimonj: perciocché i testimonj nel processo informativo si debbono sentire in presenza dell'accusato arrestato, come si è detto sul processo verbale, in cui egli non ha assistito.

 

XIII. Resta abolito in ogni qualsiasi causa il barbaro, ed irragionevole metodo della tortura, e qualunque Criminale, che tenga luogo di essa, essendo solo permesso di tener l'accusato avanti il Costituito nella segreta luminosa.

 

XIV, Se il delitto dedotto avanti la Commissione di Polizia merita pena più grave di sei mesi di carcerazione, o dell'esilio, ma non appartenente ai delitti d'insurrezione, o di lesa Sovranità del Popolo, verrà in seguito d'un processo verbale spedito mandato di arresto, concorrendovi indizj sufficienti contra l'accusato, il quale sarà rimesso col suddetto processo alla Gran Corte Nazionale.

 

XV. Tutte le sentenze debbono essere pubblicate, lette, stampate, ed affisse per ogni cantone della Città.

 

XVI. Non saranno comprese nella giurisdizione delle Commissioni Napoletane, sia di polizia, sia militare, le cause, nelle quali fossero Implicati de' Francesi, o come accusati, o come delatori d'insulti fatti alle loro persone, dovendo queste cause appartenere ai Consigli, o Commissioni militari dell'Armata Francese.

 

Fine della Legge per la difesa del cratere

 

XIX. Tutt' i Cannonieri impiegati ne' due ultimi reggimenti di Artiglieria si riuniranno nel comune di Napoli, e saranno impiegati provvisoriamente nel servizio delle batterie, che si trovano da Posillipo sino al ponte della Maddalena.

 

Tutte le Municipalità della Repubblica Napoletana vengono invitate a spedirli prontamente da' paesi, ove si trovano, ed anche anticipar loro delle somme di danaro, computando quanto può bisognar loro nel numero de' giorni, che impiegheranno per lo viaggio. Le Municipalità saranno indennizzate dal (officio) di Guerra de' soccorsi, ch'esse avran potuto dare a' Cannonieri in vista del conto, che rimetteranno al Comitato Militare.

 

XX. In tempo dell'organizzazione della forz'armata di terra i Cannonieri ne lasceranno il servizio, per essere impiegati a quello dell'Artiglieria dell'Armata; allora il Comune di Napoli s'intende soggetto alla coscrizione militare, e dovrà fornire agl'Individui il loro vestiario, come tutti gli altri abitanti de' luoghi del Cratere.

 

XXI. Tutte le batterie saranno visitate, tutte le machine saranno accomodate in maniera da resistere agli attacchi; e saranno fornite di tutti gli oggetti necessarj al servizio. Le polveri saranno visitate, e vi si manterrà costantemente quel quantitativo, che ne fu stabilito dal passato Governo. Ben inteso però, che se in una distribuzione di polvere, qualche batteria ne avesse di superfluo, o qualche altra ne mancasse, si cercherà di stabilirvi tal proporzione, che i luoghi i più esposti, ne sieno ben forniti, e che non vi sia alcun pezzo di Artiglieria, il quale non abbia almeno trenta colpi da tiro.

 

XXII. Tutta l'Artiglieria della Costa sarà diretta da un Comandante in Capo, il quale avrà sotto i suoi ordini cinque Uffiziali, de' quali uno sarà fissato a Miseno durante la costruzione della batteria, il secondo a Castellammare, il terzo al Granatello, e i due ultimi gli serviranno d'Ajutanti di Campo, e adempiranno altresì al loro impiego di Comandanti di batteria, ove il bisogno lo richiegga.

 

XXIII. Il Comandante in capo, e gli Uffiziali impiegati sotto il suo comando, avranno i loro appuntamenti, e i supplementi necessarj, che corrisponderanno al grado, che occupano in virtù delle loro Commissioni.

XXIV. Verranno nello stabilimento generale dell'Artiglieria della Costa distinti con esattezza gli appuntamenti, e i gradi occupati da tutti gl'individui, che saranno addetti.

 

XXV. Il Comitato Militare nominerà gl'Individui, che destina al comando dell'Artiglieria della Costa, subito che il Generale in Capo dell'Armata Francese avrà approvato il presente regolamento.

 

Laubert Pres. = Jullien. Seg. Gen.

 

VARIETA'

 

Primiera curiosità de' nostri lettori, sarà certamente il sapere che fu di Bonaparte, che si fa nel Cairo? Bonaparte fa progressi nell' Egitto, e vi restituisce jure postliminii quelle scienze, e quelle arti, che già d'indi uscirono per spargersi in Occidente.

 

Già subito arrivato colà egli vi eresse un Istituto Nazionale, che corrisponde e manda i processi verbali delle sue sedute all'Istituto di Parigi. Lo divise in quattro Sezioni 1. Letteratura, 2. Arti, 3. Economia politica, 4. Fisica, e Matematica ne nominò Presid. il cel. matem. Monge, e Fouvier Segret., Egli si contentò d'esserne vice presid.

 

Si occupa quest'Istituto in utili stabilimenti non solo per l'Armata, ma pel Paese d'Egitto. Ha già proposto de' piani per costruire de' forni Economici, e de' molini ad acqua. Cerca de' mezzi per chiarificare, e purificare le acque del Nilo, delle risorse locali per lavorarvi la polvere di Cannone; alcuni membri compongono un giornale intitolato la Decade Egiziana e sono state stabilite al Cairo tre stamperie, cioè una Araba, e due Francesi.

 

Il Generale coll'assistenza di essi va di tanto in tanto visitando le Piramidi, e spiando in que' magnifici resti il genio della grandiosa antichità.

 

Egli ha diviso l'Egitto in quattro Circondarj per ora; del primo è capoluogo Alessandria, del 2. Rosetta, del 3. Damiana, del 4. Bulac (porto) ed ha formato de' piani per l'organizzazione della Marina, e per la fortificazione d'Alessandria. Ha steso il disegno di una nuova citta nel Delta, che avrà il nome di Bonapartepoli. E tutto si è cominciato, e prosiegue col massimo fervore.

 

Inoltre ha chiamato ad un'assemblea generale i Notabili delle quattordici provincie; ciascuna dovea mandare una deputazione di tre uomini di legge; tre negozianti, e tre Capi d'Arabi, ossia Sceik. I Gen. Comandanti rispettivi delle Provincie aveano ordine di scegliere i più distinti pe' loro lumi, e talenti. Fatta la nomina tutti si riunirono al Cairo sotto il titolo di Divano Generale. La loro prima seduto si tenne i 16. Vend. (7. Ottobre) i Cittadini Monge, e Berthollet (celebri negli Annali Letterari) eseguirono nell'Assemblea le funzioni di Commissari Francesi. La magnificenza del vestiario Mussulmano, la gravità de' personaggi, e i numerosi familiari, che avevano in loro seguito, tutto contribuì a dare una gran maestà a cotesta riunione. Il capo Abdallah fu scelto per Presidente; e sarà questa forse l'assemblea costituente di quella gran colonia Francese.

 

Contemporaneamente si formò una commissione composta d'Artefici, ed incaricata d'erigere al Cairo un Teatro per gli spettacoli; il citt. Riquel avrà la direzione della musica. I giardini si riducono al gusto Europeo; e vi si faranno vaghe illuminazioni con fuochi d'artifizio.

 

A' 28 Vend. (19. Ottobre) Bonaparte ordinò che tutti portassero la Coccarda tricolore. Questo suo ordine produsse qualche cattivo umore, ma egli chiamò i Dottori della legge, i quali si misero la coccarda alla presenza del popolo, che contento seguì allora l'esempio.

 

I naviganti delle coste del Nilo non potranno più liberamente andare in corso se non avranno alzata la tricolore bandiera. Essa sarà pure collocata sulle più alte torri delle provincie.

 

Saranno create al Cairo 10. compagnie di G. Nazionale. Esse saranno composte di tutti gli Europei che vi si trovano, a cui sarà distribuito un fucile con 50. cartucci per ciascheduno. La G.N. per ora non farà alcun servizio. Saranno però accennati i posti in cui dovrà radunarsi, e specialmente a caso d'una generala.

 

I membri del Divano e l'Agà di ciascheduna provincia avranno un trattamento di 1200. franchi all'anno, l'interprete e il Segretario di 960 lire. I soldati delle Compagnie di Giannizzeri avranno 8 medini, ed una razione di pane. La strada principale del Cairo sarà chiamata petit Thovars e il Brick ch'è al Cairo ed apparteneva a' Mammelucchi sarà nominato il Tonante.

 

Tutti i giovani Mammelucchi, che hanno oltrepassato l'età di otto anni, e che non arrivano a quella di 16, e tutti gli schiavi appartenenti a' Mammelucchi medesimi devono essere consegnati a' Comandanti delle piazze. Di essi si formerà la guarnigione delle piazze, e saranno equipaggiati con uniforme. ‑ Tutti i militari Maltesi che trovansi in Alessandria, Cairo o altrove devono riunirsi a Rhamaniè per incorporarsi alla legione Maltese. Vi sarà un Burò di sanità, che sarà in corrispondenza col Comandante di Piazza. Esso sarà specialmente incaricato di procurare i mezzi di preservare il Cairo, e le altre Città dalla peste.

 

In ogni Capoluogo delle provincie vi sarà un'officina di registro dove s'inscriveranno tutti i contratti, e tutte le proprietà. il Gen, in Capo dimostra infine il più gran zelo per gl'interessi de' due Santuarj di Medina, e della Mecca, accordando tutta la protezione alle caravane de' Pellegrini, che vi si recano, e dandole scorte per difenderle dagli Arabi. Nel giorno anniversario della nascita dei gran Profeta, dispensò larghe limosine a' poveri, e contribuì con danaro a rendere la festa più solenne. Questi fatti con molti altri concernenti la condotta del Gen. Bonaparte sono stati annunziati al gran Sacerdote della Mecca con una lettera de' Dottori della legge, e de': Capi della Città del Cairo. Terminano essi la lettera colle seguenti espressioni: Salute, e mille volte salute di pace su questo Inviato glorioso, ch'è venuto ad annunziare la verità agli uomini, e ch'è dotato di tutte le virtù. Salute alla sua illustre famiglia, ed ai venerabili compagni della sua missione.

 

Ecco ora i più rilevanti fra i fatti bellici colà seguiti. Dopo la Battaglia di Romerie de' 28. Therm. (15. Agost.), nella quale il Gen. Fugieres con un solo battaglione s'impadronì di quasi tutta la Garbia, e quella di Gemelè del di 1. Complim. (17 Sett.) in cui il Gen. Dugnà (lette una compiuta disfatta a una grand'Orda d'Arabi uniti a' Tellahes è celebre la giornata di Sediman in cui il Gen. Desaix a' 16 Vendem. (7 Ott.) pose in esterminio l'armata di Murat Bey forte di 5 in 6 mila cavalli e si è in conseguenza impadronito di una gran parte dell'alto Egitto.

 

A' 30 Vendem. (21 Ott.) vi fu una gran Sedizione al Cairo, detta delle Moschee, attesoché i Turchi, e i Mammalucchi radunatisi, e fortificatisi in varie Moschee uccisero il Gen. Dupuis, Comand. della piazza del Cairo, che voleva sedarli colle buone, l'ajutante di campo Soltkousky, ed altri 200 Francesi che accorsero tumultuariamente. Ma il Gen. Danourt messosi alla testa della cavalleria gli sbaragliò, gli disfece, e rimasero morti, si fa il calcolo, circa 3 mil. ribelli.

 

Il Padre dell'infelice Ferreri, di cui raccontammo la tragica morte nel num. 4. è venuto da noi a protestare, che suo figlio non fece giammai il viaggio di Vienna; e quindi non poté essere egli il latore della lettera del Giansanti, e per conseguenza né pur dell'altra che fu a questa sostituita e non fu complice di quel segreto. Che il figlio fu fatto Corriere di gabinetto, allorché lo furono egualmente tutt'i Corrieri di Calabria, e non per un particolare favore: e che il tragico fine a lui procurato, provocando anzi un odio contro di lui, bastava a purgarlo dalla taccia di aver avuto luogo fra le spie reginali. E siccome egli era pronto a provarlo a chicchessia, così in onore della memoria del figlio, ha reclamata la inserzione di questa sua protesta, e noi con piacere vi siam condiscesi per consolare in qualche modo un addolorato Padre.

 

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