Un disegno di legge sull'assistenza sessuale ai disabili

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Dal mondo della politica, dal Parlamento non vengono solo segnali spesso negativi di lontananza dai problemi concreti della gente, di utilizzo del potere per interessi personali, familiari, di amici, dei clan, del partito di riferimento.

Questa volta occorre, è doveroso esprimere parole di elogio al coraggio di un gruppo di di parlamentari di varie formazioni politiche che si stanno impegnando su temi relativi alla vita intima delle persone, a diritti, temi e problemi, che riguardano la vita emozionale, la serenità, l'equilibrio dei cittadini, delle cittadine, che sono sempre dichiarati non prioritari o che non vengono affrontati, perchè toccano sfere che sono un tabù nella società ancora tradizionalista e arcaica italiana, anche per effetto del condizionamento religioso sulla sfera emozionale e sessuale in particolare.

Primo firmatario il senatore Lo Giudice (membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani), con adesioni di colleghi più noti come Ichino, Manconi, è stata presentata il 24 aprile scorso una proposta di legge per introdurre anche in Italia, come avviene già in altre parti d'Europa (es. in Svizzera, Danimarca, Olanda, Germania) la figura dell'assistente sessuale per le disabilità, in modo da creare un albo di figure professionali, con particolari competenze psicologiche e relazionali, alle quali possono fare riferimento le povere famiglie che hanno disabili maschili e femminili, con il dramma e le fatiche di gestire quotidianamente l'assistenza dei loro cari, quando devono affrontare il delicato e drammatico problema aggiuntivo della loro sessualità.

 

Non esiste infatti il sesso degli angeli e l'impulso sessuale è di tutti gli uomini e di tutte le donne (quindi anche dei disabili, delle disabili) e costituisce una dimensione importante e costante del loro vivere emozionale, mentale, fisico, con incidenze sul livello e sulla qualità del loro equilibrio, della loro serenità, del loro rapportarsi con il contesto familiare e sociale.

Il disegno di legge prevede che il Ministero della Salute fissi le linee guida e le Regioni definiscano il profilo professionale, con la collaborazione, la consulenza costanti di psicologi, di sessuologi, ed organizzino corsi specifici, con selezioni opportune, giacchè occorrono particolari capacità di equilibrio e di sapersi rapportare con i disabili.

L'attrice-scrittrice Giorgia Wurth, presente il 24 aprile scorso alla presentazione a Roma del disegno di legge (che può essere ascoltata tutta su Radio Radicale www.radioradicale.it), è autrice di un libro sul tema, fondata su fatti reali, dal titolo "L'accarezzatrice".

Si tratta di un servizio, di una opportunità non obbligatori, quindi chi ha visioni personali e familiari, ideologiche o religiose, diverse, è libero di gestire a modo suo, se ha un disabile, una disabile in casa, il problema.

Questo è il modo civile e veramente repubblicano di affrontare un problema che c'è e che non può essere lasciato a genitori costretti a rivolgersi a prostitute inadeguate e pericolose per la salute o che crea drammi in famiglia indicibili e non raccontabili o violenze, con scandali e spesso interventi dell'autorità giudiziaria, nelle strutture, dove i disabili vengono portati o vivono.

 

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