Un orto urbano per l'inclusione sociale
Le coltivazioni ortive si ispirano ai principi dell’agricoltura permanente, del rispetto dei ritmi e dei quantitativi naturali, della condivisione delle risorse, e consente una vita vissuta a contatto con la natura, collegando quindi la sostenibilità ambientale alla socializzazione ed recupero di valori forse ormai caduti in desuetudine, favorendo anche azioni di inclusione sociale di soggetti deboli. Nel caso del protocollo d'intesa firmato oggi tra Comune, VI Municipalità ed ASL, i soggetti deboli individuati sono i tossicodipendenti: a loro ed al progetto che li vedrà impegnati, è stata riservata per due anni un'area attualmente interdetta al pubblico del parco De Filippo a Ponticelli, per la realizzazione di un Orto Urbano. E questo è il primo protocollo messo a punto, dopo l'approvazione da parte del Consiglio Comunale del Regolamento per l'affidamento e la gestione degli orti urbani del 23 gennaio.
|
Pubblicazioni mensili
Nuovo Monitore Napoletano N.211 Luglio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaLa politica reazionaria di Francesco IV d'Austria-Este Robert Falcon Scott: dal Polo Sud all’eternità L’addio di Corradino di Svevia Il sacco di Roma del 1527 nei restauri di Antonio Forcellino Archimede: l’Eureka della conoscenza Don Chisciotte, il cavaliere che inseguiva l’alba Le suppliche a Pio XII e l’alba delle Fosse Ardeatine Zanardi, il “sindaco del pane”
Libere Riflessioni – News dal Comune di Napoli Napoli accoglie i bambini del Sahara L'omaggio della toponomastica al medico Edmondo Mundo
Filosofia della Scienza L’inevitabile debolezza dell’Utopia I complessi rapporti tra ragione e sentimento
Cultura della legalità Contratti digitali e smart contracts: validità, forma e prova Vittime innocenti. Luglio 1982 -2017
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 475 visitatori e nessun utente online |



Gli orti urbani possono essere un microcosmo che da un lato assicura un polmone verde per la città e dall'altro fanno recuperare aree degradate ed abbandonate; è la natura che si riappropria dei suoi spazi in quei luoghi in cui è stata completamente estromessa. Ma possono essere anche una grande opportunità sociale e comunitaria.