L'incultura regna sovrana e il Sud resta agli ultimi posti per libri e lettura

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L'Istituto Nazionale di Statistica, l'Istat, ha pubblicato i duri e crudi numeri sulla lettura e i libri relativamente al 2012-2013.

Il quadro è desolante: 24 milioni di persone dai 6 anni in su hanno letto solo un libro al di là di quelli scolastici o professionali. Esse rappresentano il 43 per cento della popolazione.

In fondo a questa classifica librofoba c'è la Campania, dove il 70,1 per cento della popolazione non ha letto nell'arco di un anno, nel suo tempo libero, nemmeno un libro.

La Campania si piazza poi subito dopo la Basilicata (cattiva ultima), Calabria, Sicilia per non avere in casa nemmeno un libro, nemmeno un Vangelo: il 18 per cento, una casa su cinque.

Solo il 12 per cento in Campania ha in casa una libreria con cento volumi, con il Friuli al primo posto con il 36,4, cioè una famiglia su tre.

Ha commentato amaramente il prof. Giuseppe Galasso "È vero che la cultura e la civiltà non sono fatte solo di libri, ma nella civiltà moderna e in quella nella quale siamo immersi la lettura e il possesso dei libri restano fondamentali, anzi sono ancora più importanti che in passato.

Le cause di questa disaffezione sono le famiglie, dove non si legge, la scuola che non educa alla lettura per tutta la vita, ma vive solo di lezioni e di compiti da fare in casa, la concorrenza della tv e di altri mezzi di comunicazione di massa, l'attrazione delle nuove tecnologie, dai telefonini agli smartphone, le librerie antiquate e non attrattive (quando lo sono, come le Librerie Feltrinelli di Napoli, ad es., si collocano al terzo posto dopo Roma e Milano).

 

Fonte "Il Mattino"

 

 

 

 

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